Le sardine non abboccano all’amo del “capitano”. «A Cosenza la piazza sarà grande protagonista» – VIDEO

L’appuntamento è per le 19 di sabato 30 novembre a Piazza Santa Teresa. Cristina Rizzuti: «Ribadiremo il nostro no alla politica dell’odio»

di Michele Presta
COSENZA Il “capitano” Matteo Salvini ha già saggiato quanto possa montare forte la protesta in Calabria. In primavera a Catanzaro, in estate a Soverato, in autunno a Cosenza il leader della Lega non ha ricevuto solo il benvenuto dei fan ma anche le critiche aspre di chi non condivide la politica salviniana. Il 24 settembre con “Stutamu Salvini” in migliaia invasero il centro cittadino Bruzio, mentre il leader del “Carroccio” nel chiuso del teatro Morelli parlava ai suoi sostenitori baciando rosari e sdoganando gli slogan del «prima la Calabria» o «la Calabria ai Calabresi». E da Cosenza partiranno anche le sardine calabresi. Sull’onta del grande entusiasmo nazionale e forti delle parole della calabrese Jasmine Cristallo (qui la sua intervista a Piazza Pulita ) l’appuntamento è fissato a Piazza Santa Teresa alle 19 di sabato 30 novembre. Cosenza chiama all’adunata i calabresi, sui social il tam tam è incessante da giorni mentre gli organizzatori mettono limano gli ultimi dettagli. «Non c’è nessun protagonista. Sarà la piazza a parlare», così parla Cristina Rizzuti. «Molte persone stanno lavorando affinché sia una bella manifestazione». Le sardine non abboccano all’amo del capitano e così Cosenza proverà ad essere al pari delle altre piazze nazionali.
Perché ricominciate da Cosenza?
«Ripartiamo da una città che ha già espresso la sua posizione lo scorso settembre quando Salvini è stato fisicamente presente, adesso anche se non c’è, vogliamo ribadire la nostra contrarietà alla politica dell’odio. Prendere le distanze da coloro i quali abbracciano il pensiero politico che va verso divisione e intolleranza, puntando tutto sulla guerra dell’odio. Noi queste cose non l’accettiamo e lo vogliamo ribadire. Il movimento delle sardine nasce a livello nazionale ma è fondamentalmente una risposta al malessere che tutti gli italiani avvertono. Viviamo un momento politico particolare, stiamo andando verso una deriva autoritaria di destra che rappresenta un vero pericolo».
Che tipo di reazione vi aspettate dalla città?
«Speriamo in una grande partecipazione. La gente risponde bene e abbraccia questa idea di scendere in piazza con dignità senza insulti o senza essere aggressivi. Avvertiamo questa voglia di manifestare soprattutto tra i giovani e per come è nato spontaneamente il movimento, penso sia normale, ma sono sicura che ci saranno anche molte persone adulte».
Ritieni che questi movimenti spontanei siano una risposta alla disaffezione ai partiti politici classici?
«Si c’è una disaffezione di base, ma penso che i giovani non abbiano bisogno di risvegliarsi. Non siamo passivi, noi sappiamo tutto ciò che accade e prendiamo posizione esprimendo la nostra opinione. Siamo stanchi di questa propaganda e tutti abbiamo l’intelligenza di capire quello che sta succedendo. Molti gesti e slogan rimangono a se stanti e servono per accaparrare consensi».
Rosicare quanti più voti possibili alla Lega, non pensi che vi rivolgiate già a persone che già ripudiano Salvini?
«Questo si, ovviamente ci fondamentalmente a persone che hanno una formazione culturale di sinistra ma ci sono molte persone che si stanno rendendo conto di essere stati strumentalizzati dalla propaganda dell’odio e della discriminazione da parte di Matteo Salvini. La speranza è che questo movimento possa far ricredere anche chi è più lontano o non è scontato che sia di base contro la Lega». (m.presta@corrierecal.it)







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