Caos rifiuti a Cosenza, c’è una soluzione tampone ma l’emergenza resta

Oltre due ore di incontro in Prefettura. Si punta a utilizzare fino alla “tombatura” le discariche di Cassano allo Ionio e San Giovanni in Fiore. Manna: «Abbiamo chiesto supporto alla Regione, ma è fondamentale individuare l’ecodistretto»

di Michele Presta
COSENZA Una fumata grigia per una soluzione tampone. Il caos rifiuti per la provincia di Cosenza sarà momentaneamente e parzialmente risolto sfruttando fino a quello che in gergo tecnico viene definito “tombare” le discariche esistenti. Le società conferiranno dunque a Cassano allo Ionio e a San Giovanni in Fiore ma per un arco temporale strettissimo. Questo è stato deciso nel corso della riunione che si è svolta nel palazzo di Governo della città di Cosenza. Al tavolo di crisi coordinato dal vicario del Prefetto, Franca Tancredi , hanno partecipato il presidente e il vicepresidente di Ato 1 Marcello Manna e Vincenzo Granata, il dg della Regione Mimmo Pallaria, il sindaco di Cassano allo Ionio Gianni Papasso ed il neo commissario ad acta per l’individuazione dell’ecodistretto e delle discariche a servizio Ida Cozza. Più di due ore di incontro, anche perché il bandolo della matassa è ingarbugliato. Ad inguaiare la provincia cosentina pesano come un macigno l’assenza di impianti di smaltimento ma soprattutto il mancato pagamento delle spettanze ai gestori degli impianti da parte dei Comuni. «L’impianto di Cassano – spiega a margine dell’incontro Marcello Manna – opererà nei limiti dell’ordinanza contingibile e urgente emessa dalla Regione qualche mese fa ma a ranghi più ridotti. Lo stesso succederà con San Giovanni in Fiore. Entrambi sono dei siti che non aspettano altro se non che essere bonificati». Rispetto all’impianto della Sibaritide, quello silano potrebbe essere utilizzato per più tempo ma i tempi della crisi sembrerebbero essere tutt’altro che accantonati. «La situazione è grave – ha aggiunto il presidente di Ato Cosenza –. Per l’emergenza si pensa di intervenire sull’esistente ma è logico che nel frattempo il commissario dovrà individuare il sito dove far sorgere l’ecodistretto oltre che le discariche a servizio per fare in modo che tutto funzioni a regime». Cauto ottimismo sui tempi, già nella giornata di venerdì la Regione dovrebbe attivarsi da un punto di vista burocratico e finanziario che consentirebbe nel giro di tre giorni massimo che la spazzatura che sta invadendo i centri urbani possa essere recuperata e conferita negli impianti. «Abbiamo chiesto l’intervento della Regione – ha concluso Manna – perché da soli non saremmo in grado di risolvere il problema. Gli uffici regionali ci aiuteranno ad uscire da questa fase di empasse, ma è logico che l’aspetto finanziario resta delicatissimo. Per questo abbiamo chiesto anche un intervento da parte del Governo nazionale e soprattutto che dall’1 gennaio la Regione continui ad assistere il percorso di affrancamento di Ato». (m.presta@corrierecal.it)







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