Protestarono nel 2014 contro la discarica di Celico, maxi multe annullate per 40 cittadini

Si conclude l’avventura giudiziaria iniziata 5 anni fa per un gruppo di manifestanti sanzionati dalla Prefettura. I legali: «Nessun illecito»

COSENZA Si è conclusa nella giornata di ieri “l’avventura giudiziaria” di circa 40 cittadini presilani che, agli inizi del 2019, si erano visti notificare dalla Prefettura di Cosenza altrettante ordinanze-ingiunzioni per l’illecito amministrativo di blocco stradale. «Sanzioni amministrative – si legge in una nota diffusa dai legali dei cittadini – di 3.500 euro ciascuna, per un ammontare complessivo di circa 100mila euro, che i destinatari avrebbero dovuto versare all’Erario per essere stati “rei” di aver manifestato, pacificamente, in favore della tutela di diritti costituzionalmente protetti, quali la salubrità dell’ambiente e la salute».
LA VICENDA nella contestazione mossa, la condotta dei ricorrenti sarebbe avvenuta nell’ambito di una manifestazione svoltasi giorno 8 marzo 2014 nei pressi della discarica di Celico, dove, in quel periodo, venivano conferiti tonnellate di rifiuti del tipo “tal quale” provenienti da diverse aree urbane ed extraurbane. Il tutto in deroga alla disciplina ordinaria che prevede diverse modalitá di trattamento prima del conferimento in discarica. Con tale motivazione ed anche alla luce dell’ampia risonanza conferita dai massmedia alla vicenda, numerosi cittadini presilani presidiavano la zona antistante lo stabilimento di Celico, impedendo ai mezzi l’accesso alla discarica e protestando, in maniera del tutto pacifica, contro lo sversamento incontrollato di tonnellate di rifiuti indifferenziati. «Era, infatti – continua la nota –, dal mese di febbraio 2014 – quando le Istituzioni adottavano disposizioni in materia di rifiuti in deroga alla normativa vigente – che un nutrito gruppo di cittadini presilani attuava manifestazioni pacifiche al grido “dai rifiuti solo tumori” e “la Presila paura non ne ha”».
I RICORSI CONTRO LE SANZIONI L’intera comunità, soprattutto grazie all’impegno del Comitato ambientale presilano, si è schierata da subito al fianco dei cittadini colpiti dalle sanzioni amministrative, rimarcando ancora una volta la legittimità di una protesta che andava avanti solo per salvaguardare beni giuridici della collettività di primaria rilevanza: la salute e la salubrità dell’ambiente. La conseguenza non poteva che essere una pioggia di ricorsi contro provvedimenti ritenuti illegittimi e ingiusti.
«L’istruttoria svolta – spiegano i legali – ha permesso di dimostrare appieno la assoluta legalità dell’operato dei manifestanti che, in quel modo, attuavano una condotta di lecita e libera manifestazione del proprio pensiero senza incorrere in fatti illeciti di qualsiasi tipo. Pertanto, il Giudice di Pace di Spezzano della Sila, in data odierna, ha accolto interamente i ricorsi e ha dichiarato l’annullamento delle ordinanze-ingiunzioni prefettizie».
Il collegio difensivo era composto, tra gli altri, dagli avvocati Rocco Prestera, Emilia Francesca Aceto, Damiano Ferraro, Daniela Turco, Patricia Polillo, Assunta De Rose, Anna Greco, Emma Orrico, Giovanni Cadavero e Fernando De Donato.







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