I finanziamenti di Invitalia e Fincalabra per i lavoratori fantasma

Nell’inchiesta Money for Nothing, condotta dalla procura della repubblica di Cosenza, i presunti illeciti commessi dalla società di consulenza riconducibile ad Andrea Mazzei -NOMI

di Michele Presta
COSENZA 
C’è il consulente Andrea Mazzei al centro dell’operazione “Money for nothing” condotta della procura della repubblica di Cosenza. Tredici in tutto gli indagati (Mario Strangolo, Massimo Sirangello, Carmine Stavale, Alfonso Stavale, Alfonso Licata, Stefano Rizzo, Placido Cariello, Olivia Greco, Mattia Ricorso, Domenico Sannà, Sandro Bevacqua,Massimiliano Famoso) tra i quali spicca il nome di Agostino Briguori. L’indagato, originario di Bonifati, è stato in passato coinvolto in due operazioni della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro: “Coffee Break” nella quale è stato assolto per prescrizione e “Cartesio” . Secondo quanto ricostruito dai finanzieri, Mazzei in concorso con diversi indagati, avrebbe ottenuto finanziamenti, in modo particolare da Invitalia e Fincalabra, per destinarli a fini totalmente diversi da quelli per i quali dovevano essere utilizzati. Così sarebbe successo, con la società “Edilservice Sas” che ha «con artifici e raggiri presentato a Invitalia fatture emesse per operazioni oggettivamente inesistenti inducendo in errore l’ente pubblico sulla sissusitenza di tutte le condizioni per ottenere l’agevolazione finanziaria, richiesta ottenendo un beneficio economico di 126mila 997 euro». Questi soldi, richiesti per finanziare una società di movimento del terreno, sarebbero stati utilizzati invece dagli imputati per altri scopi. Idem per i quattrini ottenuti per l’assunzione di personale e destinati a questo fine per soli quattro mesi  a fronte dei ventiquattro che invece erano previsti ai fini dell’erogazione del contributo. Diciannove in tutto i capi d’imputazione contenuti nell’ordinanza del gip di Cosenza. A vario titolo, agli indagati vengono contestati i reati di malversazione a danno dello Stato, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche,ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Il passaggio di soldi seguito dalle fiamme gialle ha permesso agli inquirenti di ricostruire come Mazzei, per il quale è stata disposta l’interdizione temporanea per 12 mesi dall’esercizio delle attività inerenti uffici direttivi, risultasse delegato ad agire e operare su diversi conti correnti intestati agli altri soggetti segnalati, ovvero alle società oggetto di indagine. Undici le società di fatto coinvolte ed un totale di 2,1 milioni di euro il sequestro per equivalente preventivo al termine dell’inchiesta. «Il motivo principale delle segnalazioni di sospetto – è scritto nell’ordinanza – risiede nell’utilizzo irregolare di finanziamenti pubblici erogati da Invitalia e da Fincalabra a favore di diverse società riconducibili al Mazzei. Dall’analisi della documentazione bancaria è emersa l’assoluta inconferenza delle causali con la quale è stata giustificata la movimentazioni di denaro ed è inconfutabilmente svelato l’articolato sistema di distrazione di fondi pubblici protrattosi nel tempo per un arco di tempo di almeno quattro anni, non ché la professionalità di tali condotte e l’abilità dei meccanismi di copertura». (m.presta@corrierecal.it)







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