Callipo: «Io sempre in trincea, altri chiusi nei palazzi romani»

“Tour” nel Tirreno cosentino per il candidato governatore del centrosinistra, che “stuzzica” la sfidante Jole Santelli: «Cosa sa della Calabria?»

Tour nel Tirreno cosentino per il candidato alla presidenza della Regione Pippo Callipo. Prima tappa a Paola, al Santuario di San Francesco che custodisce un enorme patrimonio spirituale, culturale e artistico in una raffinata combinazione tra architettura rinascimentale e barocca. Pippo Callipo è stato affiancato nella sua visita dal sindaco Roberto Perrotta, da diversi esponenti dell’amministrazione comunale e da Graziano Di Natale, presidente del consiglio comunale e consigliere provinciale, nonché candidato della lista “Io resto in Calabria”. Una visita, quella di Callipo, dettata dalla devozione al Santo Patrono e dalla necessità di rimarcare l’importanza di una sinergia delle istituzioni locali con la Regione per salvaguardare i luoghi simbolo della Calabria e promuovere il turismo religioso. Seconda tappa a Cetraro, dove all’incontro con l’aspirante governatore sono intervenuti Ermanno Cennamo, capogruppo Pd in consiglio comunale e provinciale, il segretario del circolo locale Gaetano Bencivinni e il presidente provinciale dell’Unpli (l’Unione delle Pro Loco) Antonello La Valle. Cennamo, in particolare, ha riconosciuto come Callipo abbia «sempre dato testimonianza di vicinanza alla città di Cetraro e in particolare agli ex operai del settore tessile, illustrando anche le criticità (ospedale, porto turistico e area tessile) che interessano il territorio. «I faccendieri della politica – ha detto Cennamo – con Callipo non hanno più spazio, il suo impegno è la vera svolta per la Calabria». Il candidato alla presidenza della Regione, che ha chiuso il tour con un incontro pubblico a Diamante – affiancato dal sindaco e senatore Ernesto Magorno e intervistato per Radio Azzurra da Marianna De Luca – ha ribadito: «Non so cosa sappiano della Calabria i nostri competitor, avendo trascorso molti anni nei palazzi romani, ma io sono in trincea da sempre, conosco i territori e so cosa sono costretti a subire i cittadini che non hanno “santi in paradiso”. È venuto il momento di rialzarci con le nostre forze. Il destino della Calabria, la speranza di tornare ad essere una regione normale che agisce nel circuito della legalità e della buona amministrazione, è nelle mani dei calabresi. E sarà deciso il 26 gennaio. Io ho carta bianca sul governo della Regione, non so davvero se sia così anche per gli altri, specie guardando a cosa hanno imbarcato nelle liste».







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