RIFIUTI | La denuncia di Stasi: «Intervenga la Regione o la provincia collasserà»

Il sindaco di Corigliano Rossano “certifica” «il fallimento dell’Ato», punge il presidente e critica la gestione dei fondi finiti a Cosenza. L’allarme: «Se entro il 7 gennaio non si troverà una soluzione anche con la Regione, i gestori degli impianti non faranno più conferire i rifiuti ai 155 comuni della Provincia di Cosenza»

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO
Tra pochi giorni scatterà allarme rifiuti per tutta la Provincia di Cosenza e la Sibaritide. Lo ha denunciato il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi che in una conferenza stampa (quasi) ad hoc, non solo ha lanciato un vero allarme e l’inizio della crisi anche fuori dal capoluogo, ma «certificato il fallimento dell’Ato», l’Ambito territoriale ottimale per l’organizzazione del servizio rifiuti, in questo caso, della Provincia di Cosenza.
«Dopo la Befana – ha detto Stasi – rischiamo i cumuli di spazzatura per strada ovunque, come avvenuto a Reggio e Cosenza. Non riesco a capire perché il presidente dell’Ato (il sindaco di Rende, ndr), non abbia molta voglia di parlare. Nulla di personale, ovviamente, non vuole essere una critica i sé. Ed anche i gestori degli impianti hanno le loro ragioni, perché avanzano un sacco di soldi dalla Regione. Ma in questo modo, con questo sistema non possiamo più andare avanti. O la Regione rientrerà a gestire i rifiuti oppure andremo incontro al collasso».
Da militante ambientalista, il primo cittadino di Corigliano Rossano non ha usato mezze misure anche quando ha parlato della beffa al danno, a causa della situazione finanziaria del comune di Cosenza.
Dopo aver riferito che le riunioni dell’Ato si tengono soltanto se c’è il sindaco del comune più grande della provincia («mi aspettano per iniziare, visti i tantissimi assenti, e solo grazie a noi per questioni demografiche si supera il 51% della popolazione rendendo valida la seduta»), Stasi ha sottolineato che la realtà per i circa 40 comuni della Sibaritide non è stata drammatica fino ad oggi «perché interloquiamo costantemente con i gestori degli impianti». E per “certificare” il fallimento delle Ato riporta, ad esempio, la gestione dei rifiuti di Corigliano Rossano: «Una parte va a Calabria Maceri, una parte a Celico, una a Bucita ed un’altra finisce nell’inceneritore di Gioia Tauro. Ebbene, i comuni non hanno possibilità di definire quattro contratti e le Ato non hanno personalità giuridica per sottoscriverli. Aggiungiamoci un dato beffardo: la Regione ha finanziato l’Ato di Cosenza conferendo i fondi al comune di Cosenza che è in dissesto e non può utilizzarli».
Insomma, se «entro il 7 gennaio non si troverà la quadra anche con la Regione, i gestori non faranno più conferire i rifiuti ai 155 comuni della Provincia di Cosenza».
Secondo Stati, dunque, l’ente regionale dovrà riordinare il servizio perché «le comunità d’ambito non hanno raggiunto nessuno degli obiettivi prefissati. E con la Regione che non sottoscrive nuove convenzioni, con i comuni e l’Ato che non possono farlo, è lampante il caso di Rossano, il cui impianto di smaltimento è gestito da Ecrò ma con un contratto scaduto da tempo».
«In questa situazione – conclude Flavio Stasi – non possiamo rimanere in silenzio, la Regione prenda contezza del fallimento e dei sindaci costretti a elemosinare ai gestori degli impianti un camion in più da smaltire, rispetto a quell’unico a comune autorizzato». Un ulteriore danno alla beffa sarà anche la ricaduta economica sulle tasche dei cittadini, costretti a pagare di più se aumenteranno i costi di smaltimento dei comuni. E con la situazione che l’ambientalista Stasi prospetta e denuncia – lo spauracchio dei cumuli di spazzatura per strada ovunque in provincia – sarà davvero una beffa. (l.latella@corrierecal.it)







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