Cosenza dopo il dissesto: pagamenti bloccati e servizi a singhiozzo. Tagli sull’emergenza abitativa

Occhiuto: «Sussidio per la casa come il reddito di cittadinanza: dipende dallo stato». Il caos mense rimane ma per la nuova gara serve l’approvazione della variazione di bilancio. Nuova giunta dopo le Regionali

di Michele Presta

COSENZA Passerà tutto dal via libera alla variazione del bilancio 2020 «da approvare nel più breve tempo possibile» sottolinea Occhiuto, la risoluzione dei problemi che da diverse settimane vengono a galla in città. Quello delle mense scolastiche è solo l’ultimo, prima di loro è toccato ai dipendenti di Ecologia Oggi e diverse rimostranze sono state avanzate anche da chi ha lavorato per il Comune di Cosenza e ancora non è stato pagato. Ma quelle fatture per il momento sono congelate. Toccherà alla terna commissariale procedere a quei pagamenti. Qualcuno sarà remunerato al 100% altri, pur di veder soddisfatto il loro credito, dovranno rinunciare ad una quota parte. «Noi possiamo pagare tutto quello che porta la data successiva al primo giorno di gennaio di quest’anno» spiega il sindaco che trattiene a sé anche la delega al Bilancio. Durante l’incontro con i consiglieri della commissione bilancio, presieduta da Giuseppe d’Ippolito, l’inquilino con la carica più alta a Palazzo dei Bruzi ha provato a rispondere ai quesiti che maggioranza e opposizione gli hanno sottoposto circa lo stato delle casse dell’ente. Dopo il dissesto, sarà come ripartire da zero, ma con un fardello di debiti che i commissari liquidatori dovranno azzerare. Pochi margini di sforo comunque per gli anni a venire. L’obiettivo è garantire i servizi sociali e individuali ma anche tagliare dove possibile, come nell’emergenza abitativa. «Sui servizi agli anziani così come l’assistenza alle persone, ma sull’emergenza abitativa non possiamo intervenire, ma avremmo potuto farlo neanche se avessimo scongiurato il dissesto – ammette Occhiuto –. I requisiti di chi ha diritto al reddito di cittadinanza sono gli stessi di chi fa richiesta per il sussidio all’emergenza abitativa, dunque è una misura di cui si fa carico lo stato».
LE DIRETTIVE AI DIRIGENTI In ogni caso, comunque, la situazione rimane in un impasse tanto contabile quanto amministrativa. A Palazzo dei Bruzi c’è da far quadrare le finanze ma anche garantire che tutto fili liscio da un punto di vista burocratico. «I problemi ci sono sempre stati, ma la situazione si è aggravata anche perché ci sono nuovi dirigenti che sono bravissimi ma adesso si inseriscono in un sistema che è molto difficile da gestire. In passato non succedeva, anche perché i dirigenti, optavano per delle scelte che per come sono cambiate le leggi adesso sarebbero del tutto incompatibili».
LA MENSA SCOLASTICA Le istantanee di una fetta di prosciutto e due mozzarelle servite negli istituti scolastici nei quali una società opera in regime di proroga dopo essersi aggiudicata due anni fa una gara d’appalto rimbalzano nei gruppi WhatsApp dei genitori. Molti di loro, nonostante abbiano già pagato il ticket mensa, hanno deciso che per far fronte allo sciopero dei dipendenti della Siarc hanno contribuito con una colletta per comprare un pasto nelle tavole calde più prossime agli istituti. Il comune non paga le fatture e l’azienda lamenta crisi. «Il problema è tra la ditta e i dipendenti – chiarisce Occhiuto –. Ho incontrato i dipendenti e mi hanno detto che hanno sempre avuto problemi con la Siarc, i ritardi nei pagamenti ci sono dal 2000. Se c’è un servizio che viene erogato deve essere fatto nel miglior modo possibile, il ritardo non mi sembra neanche eccessivo». Serviranno comunque delle settimane prima di risolvere il problema, il comune sui pagamenti ha le mani legate, ma il dirigente del settore si sta attivando per redigere la nuova gara d’appalto. I fondi per coprire il servizio saranno inseriti nella variazione di bilancio e tutto dunque dovrebbe ritornare alla normalità, il problema rimane comunque nel frattempo che tutto venga predisposto e attuato.
ANCHE LA MINORANZA CHIEDE UN RIMPASTO Occhiuto al momento è comunque un uomo solo al comando. Il presidente del consiglio, così come tre componenti di giunta, sono impegnati nella campagna elettorale, con le dimissioni del vice Jole Santelli, al primo cittadino è rimasta solo la manforte di Matilde Lanzino, Lino Di Nardo e Francesco De Cicco. «Ci penserò dopo le elezioni», spiega. Per il momento l’attenzione è tutta sui cavilli burocratici, in primis gli incartamenti per la variazione di bilancio, poi tutto quello che ne conseguirà. (m.presta@corrierecal.it)





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