Operazione “Alarico”, chiuse le indagini: in 57 rischiano il processo – I NOMI

L’operazione antidroga venne realizzata dai carabinieri del Comando provinciale di Cosenza coordinati dalla Procura della Repubblica. La prima udienza preliminare è stata fissata per il 25 marzo

di Michele Presta
COSENZA Dovranno presentarsi davanti al giudice di udienza preliminare il prossimo 25 marzo i 57 indagati nell’ambito dell’operazione “Alarico”. L’indagine realizzata dai carabinieri del comando provinciale di Cosenza, coordinati dalla procura della repubblica guidata da Mario Spagnuolo, servì a smantellare una capillare rete di spaccio organizzata prevalentemente nel capoluogo cosentino. Non solo droga, nei 417 capi d’imputazione contenuti nell’avviso di fissazione dell’udienza preliminare, agli indagati sono contestati a vario titolo i reati di: estorsione continuata, detenzione illegale di armi da fuoco e munizioni, ricettazione, furto in abitazione, spendita ed introduzione nello Stato di monete falsificate, detenzione e porto in luogo pubblico di arma clandestina, rapina aggravata e violazione degli obblighi della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno. L’indagine partì nel settembre del 2016 a seguito dell’arresto in flagranza di reato di un 53enne, il quale, nel corso di una perquisizione presso la propria abitazione, situata nell’area dove insiste la statua di Alarico, alla confluenza tra il fiume Crati e Brusento, era stato trovato in possesso di un quantitativo che superava il chilo e mezzo di marijuana. I carabinieri al servizio del capitano Giuseppe Merola appurarono che tutta quella sostanza stupefacente in realtà fosse soltanto una quota di un mercato ben più vasto e dal quale si rifornivano gli assuntori gli assuntori di droga presenti in città. Oltre alle denunce delle famiglie, vessate dalle richieste quasi dai toni estorsivi ricevute dai figli e alle investigazioni dei militari, sono state fondamentali ai fini dell’indagine anche le richieste dei collaboratori di giustizia che hanno riferito ai magistrati come funzionasse il mercato degli stupefacenti nella città di Cosenza. Nel fascicolo d’indagine finirono anche una serie di furti e rapine compiute dagli indagati, nonché un particolare mercato di monete false che venivano smerciate negli esercizi commerciali della città.
DAVANTI AL GUP Su richiesta del pubblico ministero Giuseppe Cozzolino, il prossimo marzo dovranno finire davanti al giudice: Leonardo Sabino, Walter Filice, Francesca Catia Le Prete, Vincenzo De Rose, Aldo Iulianelli, Michele Aiello, Luca Ritacco, Francesco Noblea, Antonio Francesco Caputo, Amedeo Mazzocca, Antonio Di Fino, Michele Rudisi, Salvatore Calandrino, Matteo Cristiano, Francesco Cristiano, Giuseppe Carmelo Perri, Cristina Mango, Agostino Ritacco, Asia Rummo, Giuseppe Pignataro, Valentina Orrico, Rosetta Bevacqua, Monica Mazzei, Mario Pescatore, Fausto Foliaro Guzzo, Elio Ritacco, Marco Mauro, Mario Mingnolo (arrestato la scorsa settimana, qui la notizia), Francesco Oliva, Ottavio Bevilacqua, Francesco Mazzei, Marcello Ritacco, Emanuele Curcio, Pilerio Ariello, Angelo Mancuso, Oriello Vivacqua, Concetta Iannone, Anna Cupone, Giuliano Caruso, Vanessa Greco, Elio Stancati, Nicola Spaccarotella, William Barone, Mario Ennio Sabato, Giuseppe Guido, Antonio Andali, Francesco Pace, Francesco Valente, Massimiliano Presta, Carmelo Giuseppe Perri, Maria Carla Pellegrino, Alberto De Franco, Alfredo Sirufo, Santo Sirianni, Carmine Vitaro, Daniel Giordano, Giovanni Aloise. (m.presta@corrierecal.it)







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