Cosenza, variazione di Bilancio: è lotta contro il tempo

A Palazzo dei Bruzi si lavora per far quadrare i conti e scongiurare la crisi in alcuni servizi essenziali per i cittadini. La variazione dei documenti contabili di agosto ingessano l’amministrazione. I consiglieri scrivono al prefetto per nominare la terna commissariale

COSENZA Al quarto piano di palazzo dei Bruzi l’obiettivo è uno solo: predisporre quanto prima possibile la variante di bilancio 2020. I tempi della burocrazia però si ingarbugliano con quelli della politica che con le imminenti elezioni regionali non fanno altro che dilatarsi. La variazione al Bilancio, infatti, superate le difficoltà tecniche (affidate al dirigente di settore) deve passare il vaglio della giunta comunale poi quella del consiglio comunale. Un’approvazione prima del 31 gennaio è da considerare al quanto proibitiva tenendo conto che 3 componenti di giunta sono impegnati come candidati e lo stesso è per il presidente del consiglio. Quindi, nell’attesa, tutto rimane in una fase di stand-by e le poste di bilancio alle quali fare riferimento sono quelle approvate nel consiglio comunale del 6 agosto.
RIAVVOLGIAMO IL NASTRO Il voto nella calura agostana venne giustificato dal tutto per tutto tentato dagli uffici di palazzo dei Bruzi dinnanzi alle Sezioni Unite della Corte dei Conti per evitare il dissesto. Dopo il parere negativo sul bilancio di riequilibrio della sezione regionale, Occhiuto e il suo staff, ai giudici d’appello presentarono un nuovo Bilancio, di molto alleggerito soprattutto sul Welfare che però non servì a convincere i togati contabili.
Sulla variazione, era arrivato anche il parere negativo del collegio dei revisori (ve l’abbiamo raccontato qui) ma nonostante questo i consiglieri decisero di seguire la rotta tracciata dal primo cittadino. Una manovra che per il triennio 2019-2021 prevedeva molti tagli, come per esempio sull’assistenza scolastica, sugli asili nido, sull’assistenza domiciliare o l’emergenza abitativa. Una variazione che tendeva a ridimensionare i contributi alla mensa, al decoro urbano e al sistema bibliotecario tra le altre cose. Ad oggi, non rimane che fare riferimento a quel Bilancio ma la situazione di deficit dovrà essere sanata con il bilancio riequilibrato e la variante da approvare nelle prossime settimane.
In questo modo Occhiuto tenterà di scongiurare il blocco dei servizi, come avvenuto con la mensa scolastica. Aspetti che il primo cittadino ha già chiarito in una riunione con i consiglieri (qui la notizia). Le parole sono state però un campanello d’allarme e martedì 21 gennaio, davanti al municipio, diversi cittadini che vivono del sussidio per l’emergenza casa si ritroveranno per ribadire il proprio no ai tagli (qui la notizia).
L’ARRIVO DEI COMMISSARI Nessuna novità invece relativamente all’aspetto della terna commissariale che avrà il compito di riequilibrare le sorti delle casse comunali. L’insediamento del nuovo prefetto dovrebbe accelerare le nomine ma intanto, tramite la commissione bilancio presieduta da Giuseppe d’Ippolito i consiglieri chiedono all’ente governativo di determinarsi affinché l’ente possa procedere definitivamente con tutti gli step previsti in caso di dissesto. «L’organo straordinario che dovrà essere nominato dovrà occuparsi della massa passiva pregressa dell’Ente che arriva sino al 31.12.2019, oltre che supportare l’Amministrazione comunale nella redazione dell’ipotesi del nuovo bilancio stabilmente riequilibrato, da sottoporre all’approvazione del Ministero dell’Interno. Sin dal suo insediamento – si legge ancora nella richiesta indirizzata al prefetto Cinzia Guercio – tale organo potrà fornire un contributo sostanziale alla risoluzione delle problematiche in essere nel Comune di Cosenza». Per l’organismo consiliare l’insediamento dei commissari è necessario in quanto capace di risolvere problematiche «inerenti la difficoltà a procedere ai pagamenti arretrati delle spettanze delle società che garantiscono i servizi essenziali della città, dalle quali sono derivati e potranno derivare una serie di disservizi alla cittadinanza scongiurando le gravi difficoltà economiche che inevitabilmente si riverberano sulle famiglie dei tanti lavoratori dipendenti delle società che gestiscono gli stessi servizi». (mi.pr)







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