Mancano i soldi per l’emergenza abitativa e le famiglie “occupano” il Comune – VIDEO

Sono 180 le famiglie cosentine che rischiano di rimanere senza il sussidio. I ritardi nei pagamenti da ottobre fanno arrivare le prime lettere di sfratto. Da martedì un tavolo per superare il problema. Occhiuto: «Censiremo chi prende il reddito di cittadinanza, chi non è beneficiario continuerà a ricevere il sussidio»

di Michele Presta
COSENZA
Il 13 dicembre hanno perso la casa che gli era stata assegnata dal comune. Il tempo e le infiltrazioni dell’acqua hanno deteriorato il tetto di un vecchio edificio che si trova nel rione popolare della “Massa” e i Vigili del Fuoco insieme ai Vigili Urbani altro non hanno potuto fare che vietarne l’uso. Oggi, marito e moglie, un bimbo di tre anni a casa e l’altro in attesa sono nella salone di rappresentanza del comune di Cosenza. Lei prende il reddito di cittadinanza, lui è disoccupato. «Avevamo lasciato una casa occupata – ci spiegano – volevamo regolarizzare il nostro abitare, pagare le bollette, vivere normalmente. Ma il sogno è durato solo sedici settimane». Non hanno una casa, ma si trovano insieme ad un nutrito gruppo di famiglie che cerca di capire cosa ne sarà per il 2020 del contributo all’emergenza abitativa. «Avevamo investito anche qualche risparmio in quella casa, sistemando i pavimenti traballanti e facendo dei piccoli lavoretti, adesso non abbiamo nulla. Anzi, ogni volta che chiediamo al Comune informazioni ci dicono di aspettare, in alternativa ci propongono una casa famiglia, ma noi abbiamo già una nostra famiglia».
È solo una delle tante storie che si rincorrono tra chi teme per il futuro di perdere le 300 euro al mese che da anni il municipio mette a disposizione. La mobilitazione dopo l’annuncio di Occhiuto di voler tagliare in questo settore (qui la notizia) è solo il primo passo verso un lungo braccio di ferro in attesa che a Palazzo dei Bruzi si insedino i commissari e il consiglio prenda atto del bilancio riequilibrato. «Noi non possiamo permettere che si tagli di molto il contributo all’emergenza abitativa – spiegano gli attivisti del comitato Prendocasa –. Istituiremo un tavolo permanente con l’amministrazione comunale in modo di cercare che il contributo si continui a garantire a tutti». Pensionati, famiglie, uomini e donne nella morsa della disoccupazione. «Siamo preoccupati che il Comune ci tolga questo contributo, per noi rappresenta spesso la garanzia da offrire ai nostri affittuari».
Ci sono dei ritardi. Da ottobre 2019 i mandati di pagamento per l’emergenza abitativa sono bloccati, anche di questo dovranno occupare i commissari liquidatori, nel frattempo arrivano anche le prime lettere di sfratto. Un paio sono mostrate al sindaco, che ne accoglie una delegazione nell’ufficio del capo di gabinetto.

«Noi non possiamo spendere soldi che lo Stato già destina a sostenere i fitti». Mario Occhiuto non indietreggia però spiega anche come nel bilancio riequilibrato si troveranno anche le risorse per far fronte all’emergenza. Non i 700mila euro del 2019, la posta è destinata ad essere ridimensionata. «Faremo un censimento – spiega il sindaco – e ci renderemo conto di chi prende il reddito di cittadinanza esteso alla copertura per il fitto casa e chi invece non ha a disposizione il contributo statale». La misura studiata dal Movimento 5 Stelle è però temporanea e questo preoccupa e non poco i manifestanti. «E quando finirà il reddito di cittadinanza?», domandano in diversi. «Magari avrete trovato un lavoro e non avrete bisogno né del sussidio statale né di quello comunale – replica Occhiuto – in ogni caso di sicuro io o chi ci sarà dopo di me si farà carico del problema». Martedì 28 gennaio una delegazione di cittadini incontrerà nuovamente il sindaco che insieme al dirigente di settore delineerà con più precisione la situazione. (m.presta@corrierecal.it)







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto