Toninelli difende la scelta di Aiello: «Candidabile e scelto dal movimento»

L’ex ministro dei trasporti ha fatto tappa a Cosenza. «Il comportamento di Morra? Aspetto questa lista degli impresentabili. Spero che i calabresi scelgano di non votare chi fa parte del sistema»

COSENZA Dopo la sibaritide la tappa è quella di Cosenza. Danilo Toninelli, sotto braccio ai reggenti cosentini del movimento, ha incontrato i simpatizzanti pentastellati lungo corso Mazzini. L’ex ministro dei trasporti, ha le idee chiare sulle misure che il prossimo governo regionale dovrà adottare e sulla bontà della scelta del candidato a presidente Francesco Aiello. «E’ il nostro candidato – ha dichiarato Toninelli – ha competenze professionali per dare l’apporto utile per migliorare la Calabria». I meriti accademici sono il giusto biglietto da visita.  «Non mi pare faccia parte di quella categoria di politici che si stanno riciclando dal centrodestra al centrosinistra,  o sono prestanome della ‘ndrangheta e quindi fanno stabilmente parte di questo sistema». Il processo che ha portato alla scelta del docente di Politica Economica secondo il deputato pentastellato si inserisce nelle metodologie di scelta previste dai regolamenti interni del Movimento 4 Stelle. «Aiello è candidabilissimo. Lo hanno scelto gli iscritti del movimento e lo hanno fatto con il metodo più democratico che c’è». Sulle polemiche sollevate nelle ultime settimane dal presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Nicola Morra, l’ex ministro taglia corto.  «Non so perché Morra faccia questo. Io da lui  sto solo aspettando che pubblichi i nomi degli impresentabili». Un concetto che, il pentastellato ha ribadito più volte e questo allo scopo di poter marcare con più decisione la differenza tra chi è nelle fila del movimento e chi invece è accasato sotto le sigle dei partiti.«Io non vedo l’ora di leggere i nomi e i cognomi di questi impresentabili.  Non vedo l’ora e nonostante il tempo sia limitato mi auguro che questo tipo di notizia arrivi a tutti – ha aggiunto Toninelli -. La differenza la fanno le persone e votando per il movimento abbiamo la possibilità di liberarci da quelle ammanettate ad un sistema clientelare. Stamattina svegliandomi, ho aperto la finestra del bed and breakfast dove alloggiavo nella sibaritide e ho visto un cartellone del candidato leghista: Alfio Baffa sono schifato,  lo stesso penso di quel candidato Leo Battaglia che usa il fratello gemello per fare contemporaneamente più cose in campagna elettorale. Noi vogliamo normalità, non voglio credere che chi non faccia parte di questo sistema si ostini a votare queste persone». La volata per le politiche, però, è messa da parte solo quando Danilo Toninelli ha ripercorso i suoi trascorsi da ministro. «Nei 15 mesi di incarico, sono venuto in Calabria cinque o sei volte e ho trovato senso di rigetto ho avuto questa sensazione per chi si presentasse con la voglia di fare e non con il timbro del partito». Una voglia di fare che l’ex capo del dicastero dei trasporti sintetizza con il lavoro svolto al porto di Gioia Tauro. «E’ stato salvato grazie alle istanze che sono state fatte dai cittadini e dei portavoce del movimento – spiega -. Siamo andati dentro il problema, e abbiamo rilanciato il porto che ha adesso dei numeri maggiori. Un certo Matteo Salvini, ha detto che ci sono stati degli incapaci che lo hanno fatto fallire e promette che il buon governo di centrodestra questo non lo farà. Vorrei ricordargli che noi abbiamo fatto esattamente quello che lui sta promettendo mentre pur essendo al governo, era in campagna elettorale perenne».

 

 







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