REGIONALI 2020 | La sfida per il primato nel Pd con Guglielmelli “vittima sacrificale”

Gli slittamenti di consenso in funzione del riposizionamento di Adamo e Oliverio. Il duello tra Bevacqua e Guccione e l’ex segretario fedelissimo del governatore sorpassato da Aieta. Sullo sfondo il congresso dem

di Michele Presta
COSENZA
Una preferenza in vista del congresso. Le regionali calabresi celano anche le strategie dell’universo democratico. Il prossimo ritorno di Zingaretti, conferma di fatto l’ipotesi che il commissario Stefano Graziano si stia muovendo in vista del congresso che designerà il suo successore. Identica la sorte per le due federazioni di Cosenza e Crotone, commissariate dopo il “niet“dei due coordinatori provinciali nel volersi allineare alla linea dettata proprio da Nicola Zingaretti di sostenere Pippo Callipo invece che il governatore uscente Mario Oliverio. È storia recente, i fedeli al partito e i fedeli all’ex governatore, e dietro di loro l’apparato di uomini impegnati da sempre nella sinistra calabrese. A Cosenza la sfida elettorale sembrerebbe essersi trasformata in un duello. Una dimostrazione di forza che in fin dei conti si sarebbe consumata tra Mimmo Bevacqua e Carlo Guccione entrambi eletti tra i democratici.


GUGLIELMELLI LA VITTIMA PRESCELTA Non è stato un mini congresso all’interno della coalizione. Tra Partito Democratico e Democratici e Progressisti la sfida è stata impari. Chi sperava di poter appuntare i numeri di una prova di forza tra i candidati ufficiali del Pd e i dissidenti sarà rimasto deluso. Ma in ambienti democratici, si offre una lettura dei dati diversa. Nei Democratici e Progressisti, la candidatura di Luigi Guglielmelli non ha fatto breccia. L’ex segretario della federazione cosentina, rimasto fedele ad Oliverio al punto tale da ricevere la lettera di sfratto dalle stanze di via Macallè, ha conquistato 4.147 preferenze. Chi era pronto a scommettere sulla sua vittoria poiché supportata dalla coppia Adamo-Bruno Bossio (da sempre vicini al candidato originario di Pedace) e dello stesso Oliverio è rimasto deluso. È proprio dietro alla candidatura dell’ex segretario cosentino che in molti sostengono si sia consumato il più classico dei tradimenti politici. Un intrigo di preferenze che avrebbe favorito più Bevacqua e Aieta, candidato eletto dei Democratici Progressisti, che Guglielmelli. L’ipotesi secondo la quale la deputata e il marito, così come Oliverio abbiano deciso di puntare su Bevacqua, risiederebbe nei dati usciti dalle urne di determinate sezioni. Innanzitutto quella di Rocca Imperiale. Nel piccolo paesino che si affaccia sul mar Jonio (amministrato da Giuseppe Ranù del Pd) Bevacqua ha conquistato 397 voti. Il più votato tra i dem nelle tre sezioni nelle quali si sono espressi gli elettori. Anche a Cetraro, Bevacqua è primo tra gli eletti del Pd con 362 voti, nonostante proprio nella cittadina tirrenica ci fosse Giuseppe Aieta che dalla sua città natale porta in dote 1304 voti. Anche a San Giovanni in Fiore, comune di residenza di Mario Oliverio, il competitor di Guglielmelli nei Democratici e Progressisti conquista la maggioranza delle preferenze 276 voti, a fronte delle sue 186. I dem esultano per essere il primo partito in Calabria, ma la “scalata” al partito spinge diversi a fare questi calcoli utilitaristici. Scegliere uomini che rispondano a determinati indirizzi. Anche questo è il gioco della democrazia e lo sa bene Carlo Guccione che di questa lotte di preferenze si sente il principale obiettivo. Nel suo messaggio di ringraziamento agli elettori infatti, non manca di ricordare come: «Insieme abbiamo raggiunto un ottimo risultato nonostante ci sia stato qualcuno che invece di puntare alla vittoria ha giocato sporco, tentando di farci crollare per piccole rivincite personali». (m.presta@corrierecal.it)







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