Cosenza, il consiglio si riunisce dopo il voto: «Via al nuovo ospedale e alle grandi opere»

Due pratiche di bilancio permettono ai consiglieri di confrontarsi sulle richieste da avanzare alla nuova giunta regionale. La minoranza garantisce il minimo legale. «Votiamo una pratica che ci permettere di incassare 17 milioni di euro, non esserci sarebbe stato da irresponsabili»

COSENZA Auguri per il risultato e pacche sulle spalle. Il consiglio comunale di Cosenza si riunisce con le fatiche elettorali per le regionali non ancora completamente smaltite. A Palazzo dei Bruzi, dopo le elezioni il brio è quello da primo giorno di scuola anche perché Occhiuto e la sua giunta hanno una pagina bianca da riempire. I commissari liquidatori dovrebbero inserirsi a breve ma per il comune il 2020 rappresenta un po’ l’anno zero. Quello dal quale il primo cittadino spera di ottenere il massimo per chiudere al meglio il doppio mandato. «Non tiriamo sempre in ballo il dissesto – dice Occhiuto alla fine del consiglio –. Guardiamolo come opportunità per il futuro. Un’occasione per poter sistemare i bilanci e soprattutto mantenere i livelli di spesa».
LA PAROLA FINE ALLE OPERE Sono tre i consiglieri in carica a Palazzo dei Bruzi che vincono la sfida elettorale: Pierluigi Caputo, Luca Morrone e Carlo Guccione. I primi due in maggioranza, Guccione all’opposizione ma sulla città le intenzioni sono comuni. «Siamo qui – esordisce Guccione – per ribadire la nostra disponibilità a partecipare a un dialogo costruttivo sui temi che riguardano la città». Guccione, con Oliverio ormai messo da parte, punta sull’intesa Occhiuto–Santelli per consentire l’avvio dell’iter per la costruzione del nuovo ospedale. «Il consiglio di determini – aggiunge l’ex candidato a sindaco -. Scegliamo definitivamente dove costruire il più grande ospedale della Calabria, non riguarda solo la nostra città ma l’intera regione». Posizione che condivide anche Occhiuto, che ha spiegato ai consiglieri presenti in aula come abbia già interloquito con Jole Santelli circa l’aiuto che deve arrivare dalla regione. «Abbiamo perso un vice-sindaco e guadagnato un presidente di giunta – dice Occhiuto -. Jole Santelli sa già quello di cui la città di Cosenza ha bisogno. Dobbiamo riprendere il discorso del piano periferia, della metro leggera e della costruzione del nuovo ospedale. Sono sicuro che lei insieme a consiglieri come Pierluigi Caputo saprà realizzare misure che miglioreranno la qualità della nostra città».
LA MAGGIORANZA E CHI NON CE L’HA FATTA Nella scuderia di candidati a sostegno di Jole Santelli il comune vantava diversi componenti di giunta. Rosaria Succurro e Michelangelo Spataro si sono accomodati rispettivamente alla destra e alla sinistra del sindaco. Non si è presentata in consiglio comunale invece Loredana Pastore e insieme a lei il consigliere comunale Gisberto Spadafora che da tempo l’accompagna nelle sue attività da assessore prima e candidata poi. Rumors, non confermati ancora, a Palazzo dei Bruzi la danno in uscita dalla giunta (il sindaco potrebbe revocarla). Ma ancora sono aspetti sui quali Occhiuto non si è determinato. Ci sarà da risolvere anche la questione relativa alla sostituzione di Caputo come presidente del consiglio oltre che all’individuazione di un vice sindaco. Saranno giorni comunque di attesa e che riguarderanno direttamente il prossimo anno e mezzo di governo. In consiglio comunale non si è presentato il consigliere eletto alla Regione con Fratelli d’Italia, Luca Morrone, così come il consigliere Carmelo Salerno, primo dei non eletti nella lista di Forza Italia. Ma le defaillance in maggioranza non si contano sulle dita di una mano. All’appello mancano anche Giuseppe d’Ippolito, Annalisa Apicella, Andrea Falbo, Sergio Del Giudice, Francesco Spadafora e Davide Bruno. I primi due, eletti in Cosenza Positiva, sembrerebbero essere intenzionati a non presentarsi in consiglio finché la richiesta avanzata dopo la delibera di dissesto di un azzeramento di giunta non sarà soddisfatta.
LE PRATICHE AL VOTO Una ratifica per l’aumento delle aliquote Imu e il via libera alle pratiche per l’attivazione delle entrate proprie dopo il dissesto. Tanto è stato all’ordine del giorno. «Parte della maggioranza che ha preferito di non presentarsi in consiglio sperando di ottenere con questo atteggiamento chissà quale risultato è la conferma che quando si devono prendere delle responsabilità per il bene dei cittadini in questa città si preferisce fare altro». Damiano Covelli, capogruppo del Pd, non va per il sottile. «Approviamo una pratica che ci consentirà di ricevere 17 milioni di euro e che, se non fosse per la presenza della minoranza, la maggioranza non riuscirebbe ad approvare». Nessuno della maggioranza difende i compagni di banco e per questo dai banchi alla sinistra di Occhiuto la voce è univoca. «Dinnanzi a pratiche così importanti – aggiunge Morcavallo – dalla maggioranza registriamo assenze. Manca addirittura il presidente della commissione bilancio da dove questa pratica è passata». Ed è sulla stessa linea d’intervento Bianca Rende. «Io mi auguro che per il bilancio riequilibrato si decida di far partecipare anche la minoranza – dichiara -. È importante che tutto sia condiviso, condivisa anche la richiesta di aiuto al Governo per l’emissione di un decreto salva debito che ci permetterebbe di amministrare con maggiore tranquillità». (mi.pr.)







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