Lockdown totale a San Lucido. «Contagi aumentati del 900% dalla prima “chiusura”»

La Regione aumenta le misure per il centro tirrenico. I dati preoccupano: 52 casi di Coronavirus e 4 morti. Il primo intervento ha esteso i positivi nelle cerchie familiari. Si pensa a una quarantena per gli infetti in una struttura ad hoc. E si circolerà solo con le mascherine

SAN LUCIDO Il linguaggio è burocratico ma non ci sono mezze misure: «L’analisi dell’evoluzione epidemiologica della malattia Covid-19, nel Comune di San Lucido, desta notevole preoccupazione in rapporto all’attuale diffusione del contagio» e «le misure di isolamento domiciliare di soggetti positivi residenti, possono non essere adeguate al contenimento della diffusione del contagio». La semplice chiusura non ha funzionato, anzi, ha finito per alimentare il contagio in alcune cerchie familiari.
Sul Tirreno cosentino c’è uno dei casi più preoccupanti tra quelli segnalati in Calabria. Un focolaio che, da giovedì sera, richiede una nuova ordinanza del presidente della Regione; nuove misure restrittive per contenere una situazione preoccupante.
Lo dicono i numeri: nel territorio del Comune di San Lucido, «nonostante le misure intraprese, ad oggi, si registra una crescita dei casi che è arrivata a 52, dei quali 4 deceduti, con un incremento di circa il 900% dei casi presenti alla data di adozione dell’Ordinanza n. 11/2020», cioè quella che “chiudeva” di fatto il territorio comunale, firmata il 17 marzo scorso.
Ancora sui numeri del contagio: l’attuale situazione epidemiologica «fa registrare un aumento dei casi da circa 0,9/1000 abitanti a circa 8,8/1000 abitanti».
Le preoccupazioni sono condivise dal dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Cosenza. Il focolaio «può determinare – a causa dell’elevata contagiosità – situazioni di pregiudizio per la collettività con il rischio di ulteriori progressivi incrementi di cittadini coinvolti e di ulteriori contagi, che alla fine rischiano di determinare l’ampliamento dei focolai di infezione a livello regionale, non diversamente contenibile».
Sempre dall’Azienda sanitaria di Cosenza rilevano che «la convivenza di soggetti risultati negativi al test con quelli affetti da Covid-19», sta «determinando la diffusione del virus, atteso che nelle singole abitazioni non si riesce ad assicurare una divisione di ambienti che possa garantire l’isolamento dei contagiati». Le misure adottate finora (sorveglianza attiva ed esecuzione dei tamponi) non si sono rivelate sufficienti. C’è bisogno «che i soggetti con tampone positivo trascorrano la quarantena lontano dalle loro famiglie, così da garantire un isolamento adeguato in strutture dedicate, presso le quali garantire, comunque, la necessaria sorveglianza sanitaria ed assistenza».
Asp e Comune valuteranno, dunque, l’isolamento dei contagiati in una struttura ad hoc, identificando la struttura dopo una verifica dell’idoneità che spetta all’Azienda sanitaria. Non è l’unica decisione presa su San Lucido. Che vedrà inasprirsi le misure di lockdown. Subentra, infatti, «il divieto di allontanamento dal territorio comunale da parte di tutti gli individui presenti, ad esclusione degli operatori sanitari e socio-sanitari, del personale impegnato nei controlli e nell’assistenza alle attività relative all’emergenza, le forze dell’ordine». Potranno uscire dal territorio comunale soltanto i titolari o legali rappresentanti delle attività ritenute essenziali ma «dovranno dimostrare che lo spostamento è strettamente indispensabile e non differibile». Altro obbligo, sul modello lombardo, è quello di utilizzare dispositivi di protezione individuale per tutte le persone i cui spostamenti all’interno del Comune e fuori da esso siano consentiti». Mentre il dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Cosenza assicurerà «il rafforzamento e l’ampliamento degli screening sanitari, dando priorità alla popolazione del Comune oggetto della presente Ordinanza rispetto a quelle di altri Comuni». Un lockdown totale, come nei Comuni più colpiti dalla pandemia. In attesa che i numeri migliorino, a San Lucido l’atmosfera sarà ancor più surreale. (ppp)







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