Regione, la “fase 2” del centrodestra dopo disagi (e alibi) della pandemia

Domani seduta del Consiglio regionale, con il programma di Santelli e l’informativa sul Covid. E soprattutto con il varo della nuova commissione: Cdl sul piede di guerra per la Terza. Vertice di maggioranza nelle prossime ore

REGGIO CALABRIA Il programma di governo e l’informativa sull’emergenza coronavirus del presidente della Regione, Jole Santelli, e l’istituzione di una nuova commissione permanente. Domani, con inizio fissato alle ore 12, torna a riunirsi il Consiglio regionale, per quella che sarà (soltanto) la sua terza seduta dopo quattro mesi dalle elezioni (la media è stata una seduta al mese…). Finora l’attività dell’Assemblea legislativa calabrese ha tenuto un ritmo parecchio lento, ovviamente condizionato dalla crisi dettata dalla pandemia, anche se non mancano ragioni politiche, legate alle difficoltà, nella maggioranza di centrodestra che sostiene la Giunta Santelli, nel trovare gli equilibri di coalizione e definire i vertici degli assetti istituzionali della Regione, a partire dalle commissioni del Consiglio, ancora non costituite. L’emergenza Covid 19, comunque, è stata certo il “freno” più evidente all’azione politica e istituzionale della Regione, proiettando i suoi effetti anche per la seduta consiliare di domani, anche questa infatti, come le due precedenti, convocata a porte chiuse, con accesso all’aula riservato solo a consiglieri, assessori e personale “espressamente autorizzato” secondo le disposizioni dell’Assemblea, e con pubblicità dei lavori assicurata attraverso i canali social dell’istituzione. In ogni caso, la politica regionale calabrese prova, adesso, a imprimere un corso più spedito e più normale alla propria attività, avviandosi a imboccare, a sua volta, una sorta di “fase 2” dopo l’inizio di legislatura sostanzialmente monopolizzato dall’emergenza coronavirus. Che è una priorità ma che si è rivelata anche un “alibi” per una maggioranza non particolarmente coesa finora.

L’ORDINE DEL GIORNO Sette, nel complesso, i punti all’ordine del giorno del Consiglio regionale di domani: il primo è l’approvazione del programma di governo, a seguire “attività ed iniziative finalizzate a preparare la cosidetta “fase 2” emergenza Covid-19.-Comunicazioni del Presidente della Regione”, punto fortemente richiesto dall’opposizione di centrosinistra. Gli altri punti all’ordine del giorno sono la proposta di modifica del regolamento del Consiglio regionale., di iniziativa dei consiglieri Tilde Minasi (Lega), Filippo Pietropaolo (Fratelli d’Italia) e Giovanni Arruzzolo (Forza Italia) finalizzata a introdurre una nuova commissione, la sesta permanente (relatore Minasi), e quindi altre quattro proposte di provvedimento amministrativo relative alla presa d’atto di adempimenti legati ai fondi comunitari, alla rimodulazione del piano finanziario di due Assi del Por Calabria 2014-2020 (relatore Pietropaolo), al riconoscimento di due debiti fuori bilancio del Consiglio regionale e a una variazione del bilancio del Consiglio regionale (relatore Filippo Mancuso, della Lega).

IL NODO DELLA NUOVA COMMISSIONE Sul piano prettamente politico, riveste una certa importanza soprattutto il terzo punto all’ordine del giorno, quello della nascita della sesta commissione permanente, denominata “Agricoltura e foreste, Consorzi di bonifica, Turismo, Commercio, Risorse naturali, Sport e Politiche giovanili”. Su questa proposta, che sostituisce una precedente che prevedeva l’istituzione di una commissione dedicata ai rapporti della Regione con l’Europa e ai fondi comunitari, si è registrata la convergenza delle varie forze della maggioranza di centrodestra, dopo un iniziale fase di perplessità che aveva fatto emergere alcune frizioni tra Forza Italia, da una parte, e Lega e Fratelli d’Italia dall’altra: la nascita di questa nuova commissione dovrebbe la definizione dell’accordo nella maggioranza per quanto riguarda le presidenze delle commissioni, la cui designazione avverrà nella prossima seduta del Consiglio regionale (il 3 o il 4 giugno). Contrari alla nascita della sesta commissione si sono, invece, già dichiarati i gruppi della minoranza di centrosinistra, che contestano l’inutilità e l’inopportunità di creare un nuovo organismo che farà lievitare i costi di funzionamento del Consiglio e servirà – a detta dell’opposizione – solo per consentire alla maggioranza di risolvere le proprie divisioni interne. Nelle ultime ore, il gruppo di “Io Resto in Calabria guidato da Pippo Callipo”, ha presentato un emendamento teso a mantenere a il numero delle commissioni permanenti, attraverso l’ok alla commissione “Agricoltra e Turismo” ma in luogo dell’attuale “Riforme”, che potrebbe essere accorpata alla prima, “Affari istituzionali e generali”. A naso, l’emendamento dovrebbe passare in cavalleria, perché fonti accreditate riferiscono che nel centrodestra ormai c’è massima concordia sull’istituzione della sesta permanente, che in effetti risolverebbe gran parte dei problemi interni ancora esistenti.

LE TRATTATIVE NEL CENTRODESTRA Gran parte, non tutti, perché alcuni dei “nodi” della maggioranza potrebbero trascinarsi anche dopo il Consiglio di domani per essere sciolti prima del ritorno in aula a giugno. In linea di massima, l’impianto dell’intesa sulla distribuzione delle presidenze delle commissioni – sette, le sei permanenti con l’aggiunta di “Agricoltura e Turismo” e l’Antimafia – già c’è, anche sulla scorta di un accordo siglato direttamente e personalmente tra la governatrice Jole Santelli e i leader nazionali di Lega, Salvini, e Fratelli d’Italia, Meloni: Lega e Fratelli d’Italia avrebbero due presidenze a testa, le altre tre andrebbero a Forza Italia, Casa delle Libertà e Jole Santelli Presidente, mentre invece l’Udc resterebbe fuori dal “ballo”, dovendosi accontentare finora della postazione in Giunta con Talarico. Lega e Fratelli d’Italia vorrebbero scegliere “senza condizioni” le due che spettano loro. I salviniani – si dice – vogliono la quarta commissione (potrebbe andare a Pietro Raso) e la nuova, che i bene informati definiscono “cucita su misura” di Pietro Molinaro, ex presidente Coldiretti, dato per parecchio risentito per non essere finora stato “considerato” in alcun modo. I meloniani – si dice – puntano sulla prima, Affari istituzionali (Raffaele Sainato) e sulla seconda, Bilancio e programmazione Ue (Peppe Neri). Forza Italia “frena” non sul numero ma sul metodo di scelta, ma lo scoglio è superabile, anche perché è nel campo azzurro che si devono sciogliere gli ultimi nodi: il primo riguarda la presidenza della (ambitissima) commissione Sanità, che il forzista Domenico Giannetta avrebbe già “prenotato” con una “fuga in avanti” anche comunicativa che non sarebbe piaciuta affatto a Baldo Esposito, della Cdl. All’orizzonte dunque un nuovo focolaio di tensione nella maggioranza della Santelli, visto che il gruppo cidiellino, e in particolare Esposito, già hanno parecchi puntato i piedi nella fase di definizione dei primi assetti istituzionali, da cui sono stati del tutto esclusi. E poi c’è il “caso” del gruppo Jole Santelli Presidente”, l’unico ancora senza capogruppo, con i due eletti Pierluigi Caputo e Vito Pitaro che non si sono ancora messi d’accordo su chi deve fare cosa: chi sarà capogruppo non avrà una presidenza di commissione (per “Jsp” comunque si parla dell’Antimafia), e comunque – riferiscono fonti del centrodestra – questa incertezza è destinata a non trascinarsi oltre la fine della settimana, nel senso che sarà in qualche modo sanata, con le buone o con le cattive… In ogni caso, tutte queste “partite” sono sul tavolo dell’intera maggioranza di centrodestra, che nelle prossime ore si riunirà per un vertice pre-Consiglio prevedibilmente serrato e rovente ma forse anche risolutivo di tutte le grane. (c. ant.)





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