Cosenza, contratti e determine allo scanner: la valutazione del primo semestre del 2019

I documenti prodotti dai dirigenti del comune di Cosenza sono stati analizzati dal servizio di controllo interno. Errori di diritto, di motivazione e contabili sono emersi in alcuni atti esaminati

Comune Cosenza

COSENZA Allo scanner i lavori di un semestre, il penultimo nel quale erano seduti sulle poltrone da dirigente a Palazzo dei Bruzi, quelli scelti dal sindaco Mario Occhiuto. Il servizio di controllo interno sugli atti, dopo averne estratto a sorte 85, ha esaminato quanto prodotto dalla scuderia fiduciaria voluta dal sindaco nei primi sei mesi dello scorso anno. La discussione del risultato è al primo punto dell’ordine del giorno per il consiglio comunale previsto nella mattinata di giovedì 28 maggio. In base alla relazione prodotta al termine della valutazione si evince come siano state valutate 48 determine dirigenziali e 37 contratti. Nel caso dei documenti firmati dai dirigenti, 29 sono state adottate con atti di controllo positivo senza rilievi, 3 con parare negativo e 16 con atti di controllo positivo ma con rilievi e osservazioni. Per quanto riguarda i contratti, 34 sono stati adottati con parere positivo e senza rilievi, 2 con controllo negativo e 1 con controllo positivo ma con rilievi ed osservazioni.
Due sono gli atti che hanno presentato delle difficoltà relativamente alle motivazioni di diritto. In un caso è stata registrata la «carente citazione delle norme presupposte», nell’altro «un’erronea indicazione di tali norme». Questioni che secondo il servizio di controllo si possono sanare con delle attività di aggiornamento delle diposizioni legislative. Ampliando il raggio di analisi, nella parte descrittiva viene sottolineata: «La carenza o l’eccessiva stringatezza nella loro indicazione, e in altri casi, l’insufficiente descrizione della prestazione resa ai fini della liquidazione contabile della stessa, a volte sono stati omessi elementi presupposti, invece necessari a spigare il provvedimento, quale una urgente liquidazione mensile della prestazione resa per un pubblico servizio a tutela degli interessi dei lavoratori coinvolti». Dalla relazione emerge anche come «in una determinazione si è riscontrata una ripetuta erronea indicazione del procedimento di impegno, viceversa poi verificatosi come correttamente imputato, pro quota, alle due annualità nelle quali la prestazione professionale si sarebbe esplicitata. In un caso ancora – continua la relazione -si è evidenziata la carenza di documentazione probante amministrativa a monte del provvedimento di spesa adottato. In due contratti per scrittura privata è stata riscontrata la mancata citazione della determinazione a monte».
Per quanto riguarda le motivazioni di fatto dei documenti prodotti nei primi sei mesi del 2019, tre «sono risultati carenti in ordine ad un’adeguata motivazione circa la congruità dell’offerta prescelta e in un caso in ordine alla congruità della prestazione resa dal privato alla parte dell’ente». Per quanto riguarda la parte dispositiva: «In un caso si è riscontrata una mancata chiara indicazione del periodo di riferimento per una liquidazione di spesa nell’ambito di una prestazione di durata, in un altro la poca chiarezza delle disposizioni nell’affidamento di incarichi legali, il rinvio a successivo atto dirigenziale dell’approvazione dello schema di convenzione con il professionista esterno incaricato, per l’evidente periculum di contenzioso con quest’ultimo in relazione al quantum ed al quomodo della prostezione da rendere». Se questi sono degli aspetti di natura semplicemente tecnica, anche alcuni aspetti formali non risultano rispettati, innanzitutto partendo dai rifusi di scrittura, ma anche in un caso «la mancata allegazione di una fattura ed in altri due la mancata allegazione dello schema di convenzione con il professionista incaricato. Queste allegazioni risultavano quanto mai opportune e necessarie perché il cittadino che legge gli atti amministrativi deve averne una conoscibilità il più possibile esaustiva». Mentre, considerata la puntualizzazione, sembrerebbe essere stato un vizio consolidato quello di aver consentito a dirigenti che non erano competenti in materia di emanare determine dirigenziali. Per quanto riguarda l’aspetto contabile. «In un caso si è riscontrato un eccessivo lasso temporale intercorso tra la data di emanazione di una determinazione e  l’apposizione del relativo visto di regolarità contabile da parte del direttore di ragioneria. In un altro il ritardo nell’assunzione di un impegno di spesa, in un terzo si è proceduto al rinvio dell’assunzione della quota parte di un impegno di spesa riferito alla successiva annualità del 2020». (mi. pr.)





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