Dal ponte sullo Stretto all’ospedale di Cosenza, così Rosato pensa la Calabria

Il vicepresidente della Camera e presidente di Italia Viva in collegamento Facebook con i renziani calabresi: «Infrastrutture priorità per questa regione»

CATANZARO «Le infrastrutture sono un tema che riguardano molto la Calabria». Così il vicepresidente della Camera Ettore Rosaro, presidente di Italia Viva, in un collegamento Facebook con i dirigenti del partito renziano in Calabria. «Cito due opere su tutte che dobbiamo assolutamente sbloccare e che – aggiunge Rosato – attengono al Piano choc sulle infrastrutture, che prevede di mettere nelle condizioni un commissario di assolvere tutte le pratiche burocratiche e consentire che gli appalti partano immediatamente nella massima trasparenza, perchè quando c’è un responsabile che deve fare tutto la trasparenza è più assicurata di quando ce ne sono di più. La prima opera è la Statale 106, opera essenziale. La seconda – spiega il leader di Italia Viva – è nel campo della sanità, e potrebbe essere finanziata facilmente con le risorse del Mes, che sono dedicate a questo, sono un prestito a un tasso bassissimo: l’ospedale di Cosenza, altra opera che si trascina da anni nelle idee della politica. Ma le idee devono trasformarsi in fatti: pensate se potessimo avere a disposizione 200-300 milioni, quelli che servano a realizzare un ospedale nuovo, che assorba le disfunzioni di quello esistente e metta ordine alla rete ospedaliera, pensate quale energia nuova potrebbe esserci sul sistema sanitario». Rosato poi rilancia: «C’è una terza opera, l’abbiamo lanciata, l’ha fatto Matteo Renzi nel suo libro, il Ponte sullo Stretto. E un’opera che completa, serve a stimolare, serve a stimolare la realizzazione delle ferrovie e delle strade che attraversano la Sicilia. E’ chiaro che ci vuole un sistema in cui, come si arriva a Torino con l’alta velocità, così si possa arrivare a Catania o Palermo con l’alta velocità. Non è un sogno, è un diritto di chi abita a Palermo, una grande città del nostro Paese, di avere l’alta velocità come ce l’ha chi abita a Torino o Venezia. Il ponte sullo Stretto – conclude il vicepresidente della Camera e presidente di Italia Viva – rappresenta un obiettivo che un altro Paese avrebbe già messo nella sua progettualità: un’opera importante che consente di risparmiare soldi. Provate a pensare il gap che ha un’impresa che produce nell’ortofrutta in Siilia e ogni mattina deve attraversare lo Stretto per portare le proprie produzioni nel continente».





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