Parco Acquatico, Tenuta (Psi): «Il comune tuteli i lavoratori e l’immagine della città»

Il segretario del Partito Socialista rendese: «Questa vicenda non meraviglia affatto, ma rappresenta la punta di quell’iceberg, costituito da una concessione e da una gestione del Parco assolutamente sbagliate»

RENDE «La vicenda dell’affidamento e della gestione del Parco Acquatico desta enormi perplessità. Il comune non può rimanere silente di fronte alle richieste di aiuto delle tante lavoratrici e dei tanti lavoratori che, oramai da mesi, chiedono che vengano pagate loro le dovute spettanze per l’attività lavorativa svolte all’interno della struttura». Il segretario del Partito Socialista di Rende, Francesco Tenuta, interviene nella vicenda della gestione della struttura inaugurata nello scorso anno e che adesso si ritrova al centro di una vertenza sindacale con gli ex lavoratori che hanno chiesto l’intervento degli ispettori del lavoro e del tribunale per risolvere la vertenza sugli stipendi e contratti in nero. «Questa vicenda non meraviglia affatto, ma rappresenta la punta di quell’iceberg, costituito da una concessione e da una gestione del Parco assolutamente sbagliate – sottolinea Tenuta -. Sbagliato è stato l’affidamento in concessione di un bene pubblico tanto importante quanto strategico per lo sviluppo dell’intera area urbana cosentina, con metodi e modi assai rapidi e sbrigativi, dettati certamente dall’imminenza della data delle elezioni amministrative della scorsa primavera.  Del resto, il prezzo non era l’unico criterio di aggiudicazione dell’opera, ma bisognava valutare anche la qualità di tutte le domande ricevute, a seguito della pubblicazione del bando.  Sbagliata è stata anche la gestione dell’opera che ha avuto soltanto una vocazione “vacanziera”, senza perseguire tutte le altre finalità generali, non certo esaustive, ma comunque previste nel capitolato d’oneri, per favorire attività sportive, ricreative, sociali di interesse pubblico, a favore dei disabili e degli anziani. Tuttavia, a pagare il prezzo di tutto ciò non possono essere i lavoratori che, per mesi, hanno dato anima e corpo per rendere fruibile la struttura, senza nemmeno aver ricevuto un centesimo per l’attività svolta». Per il segretario dei socialisti rendesi, il Comune è adesso chiamato a fare la sua parte. «Serve un segnale per  i lavoratori, mettendo in capo tutte le opportune azioni di competenza dell’amministrazione affinché vengano pagati gli stipendi – conclude tenuta -. Ma il comune tuteli, però, anche l’immagine di un’intera città, di cui il Parco Acquatico fa parte ed è espressione.   Verifichi e controlli, così com’è stato previsto nel capitolato d’oneri, la regolarità di tutti gli adempimenti e degli obblighi contrattuali e, qualora si riscontrino situazioni del tutto incompatibili con la finalità della concessione, proceda alla risoluzione del contratto».





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