Calabria nord (est) in ginocchio, chiuse le discariche

Ennesima emergenza rifiuti in diversi comuni del Cosentino. L’Ambito territoriale ottimale non salda i conti alle società che gestiscono gli impianti. Così Bucita e Calabra Maceri fermano le strutture. Stasi punta il dito sul comune capofila: «Speriamo che Cosenza paghi le fatture»

rifiuti rossano

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO
Il nord (est) della Calabria è in ginocchio. Ancora una volta. Fino a quando non saranno saldate le fatture alle società che gestiscono l’impianto di stoccaggio di Bucita a Corigliano Rossano e Calabra Maceri a Rende, entrambi private, i rifiuti rimarranno per strada.
Da qualche giorno non si raccoglie la monnezza in molti comuni della provincia di Cosenza, e l’emergenza sanitaria è dietro l’angolo, causa in gran caldo che sta “macerando” i rifiuti per strada e i rigagnoli di percolato.
In questo quadro si inserisce la crisi “politica”. Perché i fondi destinati all’Ato, l’Ambito Territoriale Ottimale Cosenza 1, un ente ibrido senza personalità giuridica – partorito dalla Regione nella speranza che potesse risolvere o meglio, gestire i guai legati alla raccolta della spazzatura – sarebbero stati trasferiti dalla Regione stessa al comune capofila, Cosenza, appunto. Ma essendo in dissesto finanziario pare stia avendo non pochi problemi nell’erogare – per conto dell’Ato – il pagamento delle fatture alle ditte che gestiscono gli impianti, come spiega Flavio Stasi.
Sulla questione, il sindaco di Corigliano Rossano, nella sua veste anche di presidente dell’assemblea dei sindaci della provincia, sta provando a mediare. «Il problema – dice Stasi al Corriere della Calabria – è che il comune di Cosenza non ha ancora saldato le fatture. Ma sbaglia chi sostiene che i soldi non ci siano. I soldi, l’Ato, li ha eccome, speriamo che il problema si risolva nella mattinata di oggi, tra i meandri della burocrazia cosentina e le ferie».
Un messaggio lapidario, quello di Stasi, ma denso di speranza, prima che sia troppo tardi seppur in antitesi con quello del sindaco di Rende, Marcello Manna, dimmissionario presidente dell’Ato 1 che ha definito una «scatola vuota senza fondi» (qui la notizia). Per Stasi le risorse ci sono, «eccome», per Manna, no. Dove stia la ragione, lo sapremo molto presto, quando e se la situazione si sbloccherà ed in che modo. (l.latella@corrierecal.it)





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