All’Annunziata di Cosenza «l’emergenza Covid non ha fermato le sale operatorie»

Domenico Minniti, presidente dell’Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri – Emergenza ed Area Critica snocciola i dati sugli interventi fatti al nosocomio cosentino. «Si lavori affinché venga sbloccata l’assunzione di personale, dato che ad oggi sono bloccate»

COSENZA «Letta la denuncia, sugli organi di informazione del Presidente dell’Ordine dei Medici di Cosenza Eugenio Corcioni, ed avuto riscontro di alcune inesattezze, corre l’obbligo, con il solo fine di informare correttamente i cittadini cosentini, riportare la reale, attuale situazione, relativa all’offerta chirurgica del loro centro Hub». A scrivere è il medico Domenico Minniti, presidente dell’Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri – Emergenza ed Area Critica. Posizione che nel corso della giornata è stata condivisa anche dal direttore sanitario dell’ospedale di Cosenza, Salvatore de Paola (qui la notizia) «L’emergenza Covid-19, come tutti hanno potuto toccare con mano, ha universalmente modificato l’offerta sanitaria. La rimodulazione dei servizi e delle unità operative, necessaria per far fronte, in particolare alle nostre latitudini, alla potenziale catastrofe, ha comportato il dirottamento del personale laddove era indispensabile una sua maggior presenza. Il tutto è avvenuto, in Calabria, in una situazione di ben nota precarietà. L’attività chirurgica, per un certo periodo, è stata limitata esclusivamente alle emergenze ed alle urgenze indifferibili. E successivamente estesa alla sola patologia tumorale. Ciò nonostante, pur con un numero di slot contratto del 50% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente, l’attività chirurgica si è ridotta solo del 25%. Il che significa che sono stati garantiti, in piena emergenza, volumi prestazionali di assoluto rispetto. Il tutto, com’è facilmente intuibile, rinunciando alle ferie, ai riposi, e superando il normale orario di lavoro contrattualmente dovuto. Oggi, però, non è esatto sostenere siano garantite le sole emergenze, dato che le sale operatorie per l’attività chirurgica programmata sono, in aggiunta a quelle destinate alle urgenze, sei: tre la mattina e tre il pomeriggio. Sostanzialmente in linea con gli altri centri Hub della Calabria e non azzerate, come si potrebbe essere indotti a pensare leggendo le dichiarazioni del Presidente dell’Ordine dei Medici della città Bruzia». Domenico Minniti, spiega anche che non c’è stata nessuna variazione circa l’orario di lavoro. «I medici lavorano, eccome, per 24 ore al giorno. Come in tutto il resto d’Italia, infatti, anche all’Annunziata il blocco operatorio è in funzione dalle 8.00 alle 20.00 per l’attività ordinaria e le eventuali urgenze, e dalle 20.00 alle 8.00 del giorno successivo, per garantire gli interventi indifferibili. Da nessuna altra parte del Paese, infatti, in quest’ultima fascia oraria si programmano interventi che non siano urgenti. Ne sarebbe possibile farlo, pur volendo, data l’insufficienza di personale sanitario. Sull’incremento dei posti di terapia intensiva ci duole poi dover sottolineare un’altra inesattezza: il Governo, con i due DDLL, il 18 ed il 34, ha stanziato diversi milioni per la nostra regione, vuoi per i lavori strutturali, vuoi per l’assunzione del personale. Le risorse, dunque, ci sono. Ed è li che è opportuno spingere affinché vengano utilizzate per lo scopo per il quale sono state finalizzate (e non per altro, magari..) dato che, a tutt’oggi, sono ancora bloccate. Siamo però d’accordo con il Dr. Corcioni quando lamenta la carenza del personale. Ma è una scoperta tardiva, un bubbone che la nostra Associazione denuncia pubblicamente da anni, e che solo l’emergenza Covid-19 ha portato a deflagrare con tutta la sua energia, facendone prendere solo ora consapevolezza in tutta la sua criticità. Su questo, sulle assunzioni cioè, stiamo lavorando da tempo come organizzazioni sindacali della Dirigenza Medica e non ci dispiacerebbe l’idea di cominciare a lavorare in sinergia con i nostri Ordini Professionali».





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