L’UniCal rafforza il patto di legalità per evitare infiltrazioni negli appalti

Aggiornato il protocollo sottoscritto nel 2017. Da oggi, anche con i lavori pubblici da 3 milioni di euro si attiveranno i controlli disposti dalla Prefettura. «Non riguarderà solo la criminalità, ma anche la prevenzione degli infortuni sul lavoro»

di Michele Presta
COSENZA
L’ultima inchiesta della Dda di Catanzaro sugli interessi della consorteria criminale cosentina riguarda anche gli appetiti sui lavori dati in appalto all’Università della Calabria. Nelle carte dell’inchiesta (qui il nostro approfondimento) emerge come l’imprenditore vittima del tentativo di estorsione abbia dovuto declinare l’invito e rivolgersi ai carabinieri poiché la denuncia era l’unica strada percorribile non potendo, in virtù di un protocollo stipulato nel 2017, prendere i soldi destinati all’appalto senza una reale motivazione. Oggi, quanto messo nero su bianco dall’allora magnifico Gino Mirocle Crisci che per l’occorrenza incontrò anche il ministro dell’Interno, Marco Minniti, viene rafforzato e ampliato. Il rettore Nicola Leone, insieme al prefetto di Cosenza, Cinzia Guercio, ha voluto dare maggiore impulso a quell’atto abbassando di due milioni di euro (a fronte dei cinque previsti nell’accordo) gli appalti che devono passare al vaglio di controllo degli uffici prefettizi che lavorano a stretto contatto con le forze dell’ordine. Non è un caso, infatti, che a presenziare l’aggiornamento del protocollo di “Prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore degli appalti dell’Università della Calabria di Arcavacata di Rende” ci siano stati il questore di Cosenza, Giovanna Petrocca, il colonnello della guardia di finanza Danilo Nastasi e il colonnello dei carabinieri Raffaele Giovinazzo. «Ho incontrato alcuni imprenditori proprio prima di venire in prefettura – dice Nicola Leone – quando ho parlato loro di questo aggiornamento entrambi mi hanno manifestato gratitudine». Un controllo maggiore riguarderà i piccoli lavori, anche perché per i prossimi anni tra i cubi di Arcavacata, verranno spesi milioni di euro. «A metà del mese di luglio affideremo i lavori sull’edilizia universitaria – continua Leone- si tratta di un appalto da 15 milioni di euro. Ma sono previsti anche altri interventi».
BANCHE DATI E CONTROLLO SETTIMANALI Tra gli uffici della Prefettura, quelli dell’Unical e le postazioni di comando delle forze dell’ordine passeranno tutte le informazioni contenute in una banca dati messa appunto proprio negli ultimi periodi. «Il flusso è gestito dal gruppo interforze che opera nella prefettura – spiega Cinzia Guercio -». Non si tratterà solo di un controllo di prevenzione contro riguardanti i vincitori delle gare d’appalto. «Monitoreremo le imprese che faranno lavori in sub appalto – continua il rappresentante del Governo -. È lì che va ritrovata la matrice criminali. Il gruppo interforze dedicato a questo tipo di controlli farà delle riunioni periodiche a seconda degli appalti che saranno aggiudicati dall’università, in piccolo facciamo quello che già viene realizzato quando viene aggiudicata la realizzazione di opere di grandi dimensioni». I controlli non riguarderanno soltanto le infiltrazioni criminali. Settimanalmente i direttori dei lavori dovranno dare conto circa le condizioni dei lavoratori. «Con oggi rendiamo il controlla ancora più fattivo e operativo. Agli imprenditori non diamo un onere, ma una protezione in più –spiega Cinzia Guercio-. Ci supporteranno gli ispettori del lavoro e i sindacati, perché non ci dobbiamo dimenticare che abbiamo il triste primato come nazione di morti sul lavoro, per cui maggiori controlli non possono che migliorare anche la salubrità dei posti di lavoro».
DURI A COMPRENDERE IL CONCETTO DI LEGALITA’ Se per il rettore Nicola Leone la legalità «è la parola d’ordine» ben più mesti sono i toni con cui ne parla il prefetto Cinzia Guercio. «Non possiamo declinare il concetto di legalità a livello teorico, lo dobbiamo fare in modo pratico –spiega -. Il concetto deve essere dinamico, non ci sono solo il rispetto le regole ma anche la totale accettazione e osservanza. Dispiace dover sempre parlare di legalità. Significa che ancora non abbiamo assorbito questo concetto. Vanno bene tutte le manifestazioni che facciamo, ma forse non abbiamo ancora capito cosa significhi veramente e non parlo solo per la Calabria, parlo di tutto il paese» ha detto in fine il capo della Prefettura. (m.presta@corrierecal.it)





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