Cosenza, sui fondi vincolati «un debito da 12 milioni di euro»

L’organismo straordinario di liquidazione spiega come le somme destinate a determinate spese, in modo lecito, siano state utilizzate senza poi trovare adeguata copertura finanziaria. Le istanze di iscrizione al passivo sono più di 2000 prorogato di ulteriori 30 giorni il termine per presentare la domanda

di Michele Presta
COSENZA
L’organismo straordinario di liquidazione che si è insediato a Cosenza lo scorso 11 febbraio, a seguito della dichiarazione di dissesto dovrà lavorare per far rientrare l’amministrazione comunale da un debito che supererà i 160 milioni di euro. La cifra, indicata dal presidente della terna prefettizia Francescopaolo Di Menna, però è destinata ad incrementarsi e questo per effetto delle numerose richieste di iscrizione allo stato passivo che stanno arrivando all’attenzione della triade a cui il Ministero degli Interni ha dato il compito di ripianare i conti. «Parlo di questi numeri, anche se al momento è difficile stabilire con certezza a quanto ammonti effettivamente il debito dell’amministrazione comunale – spiega il presidente Di Menna -. Dico questo innanzitutto per la procedura semplificata che il comune ha deciso di adottare per saldare i debiti, ma anche perché sarà necessario un ulteriore mese per consentire ai creditori di presentare istanza di ammissione al passivo». La richiesta doveva scadere proprio il 9 luglio, ed infatti è stata licenziata una proroga di ulteriori trenta giorni perché le 2021 istanze già arrivate a Palazzo dei Bruzi possono essere ancora di più. L’ex prefetto Francescopaolo Di Menna, che presiede l’organismo straordinario di liquidazione, è stato audito insieme agli altri due componenti Rosario Fusaro e Francesco Giordano nel corso della commissione controllo e garanzia presieduta da Enrico Morcavallo. Il consigliere comunale di opposizione, fresco di nomina dopo le dimissioni di Giovanni Cipparrone, ha concluso una serie di incontri iniziati con il sindaco e proseguiti prima di arrivare all’organo prefettizio con il collegio dei revisori, mai ascoltati prima d’ora.
IL BUCO DEI FONDI VINCOLATI La documentazione contabile analizzata dai tre commissari liquidatori ha permesso di scoprire come sui fondi vincolati (quindi trasferiti e incassati dall’ente per sostenere determinate spese) ci sia al momento un ammanco di 10 milioni. Sarebbero 12 in totale, ma 2 milioni che si trovavano già in cassa coprono in piccolissima parte il buco. Le cifre sarebbero state prelevate seguendo le disposizioni normative che ne prevedono un utilizzo a patto che poi la posta economica per quei determinati servizi venga rimpinguata e questo a Palazzo dei Bruzi non è successo. L’obiettivo principale al momento è ricostituire il fondo, ma nel frattempo con i soldi in cassa «chi ha un saldo con maggior vincolo – spiega Francesco Giordano – verrà soddisfatto con priorità. Dei 2 milioni in cassa, più di 1 andrà ad Ato rifiuti». A soffrire più di tutti dell’ammanco sui fondi vincolati è tutto il comparto del welfare. Circostanza rimarcata nel corso della riunione dai consiglieri comunali Bianca Rende e Annalisa Apicella. «Molte delle professionalità che lavorano con il comune di Cosenza e che contavano sulla retribuzione dei loro servizi garantiti dai fondi vincolati adesso si ritrovano a dover aspettare che la cassa comunale venga rimpinguata – dice Rende -. E’ una situazione che ci mette a forte disagio, soprattutto se consideriamo che nessuno di loro ha potuto ricevere sovvenzioni in questo periodo di Covid in quanto formalmente risultano essere stipendiati».
NUOVI DEBITI FUORI BILANCIO Dall’interlocuzione con la terna commissariale è emerso anche altro: all’orizzonte ci sono nuovi debiti. Al comune bussa cassa anche chi ha prestato il proprio servizio nonostante non ci fosse la copertura finanziaria e questo è un problema di cui più presto che tardi il comune dovrà farsi carico. In che modo? Secondo Rosario Fusaro riconoscendo i debiti fuori bilancio in consiglio comunale. «Questa è l’ultima chiamata per chi ha un debito – spiega il componente dell’organismo di liquidazione  -. Sui debiti fuori bilancio deve però intervenire il consiglio comunale, non tocca a noi riconoscerlo anche se sul punto ci sono alcuni aspetti giuridici che solo le prossime sentenze potranno chiarire. Per quanto riguarda i debiti da contratto saranno trattati con la stessa dignità degli altri». Il funzionario ha poi specificato che il lavoro dei commissari per determinare il totale della massa passiva dovrebbe concludersi orientativamente entro 12 mesi dall’insediamento. «Ma il nostro lavoro qui  non si esaurirà prima di quattro anni – aggiunge -. Ci saranno tutte le pratiche da istruire e per ognuna di esse dovremmo porre in essere eventuali transazioni e capire se dall’altra parte ci sia la volontà o meno di accettare l’accordo transattivo. Insomma il lavoro non manca». (m.presta@corrierecal.it)





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