Le proposte “Controcorrente” per il Pd cosentino

Azzeramento dell’anagrafe degli iscritti, regole sul tesseramento, maggiori spazi alle donne e ricambio della classe dirigente. Sono queste alcune delle proposte dell’associazione politico-culturale. «Serve indicare la data del congresso»

COSENZA Formalmente è un documento prodotto di concerto con le tante anime politiche che militano nell’associazione politico culturale “Controcorrente”, praticamente è una vera e propria mozione da presentare e discutere nel corso del congresso provinciale del Partito Democratico. Fuori da ogni velleità, i militanti dell’associazione dove trovano spazio anche tanti amministratori, mettono nero su bianco 10 punti, molti dei quali condivisi con la nuova impostazione data dal commissario Marco Miccoli (qui la notizia). E quindi, da una parte un Pd capace di intercettare le nuove esigenze dei calabresi dall’altra una ristrutturazione degli organismi dirigenti. Le due cose, sostengono i militanti di “Controcorrente” «non possono essere scisse» e per questo il partito dovrà essere in grado di interfacciarsi con le eccellenze universitarie in modo da avere il sostegno dei migliori professionisti per risolvere problemi infrastrutturali. Ma c’è di più. Gli associati al partito chiedono un approccio “verde” non solo capace di mettere appunto politiche in grado di valorizzare la gamma di risorse naturali, ma che intervenga senza esitazione circa l’annosa crisi della gestione dei rifiuti. E poi la sanità calabrese, vero e proprio cubo di Rubrik per ogni organizzazione politica presente nella regione. Quanto prodotto da “Controcorrente” dalla data della sua costituzione fino ad oggi e che sarà portato all’attenzione degli organismi democrat è stato presentato nel corso di una conferenza stampa dal presidente Antonio Tursi, insieme a Sergio Campanella (responsabile forum Pd sull’associazionismo), a Carolina Casalnovo, vicepresidente di “Controcorrente”e membro commissione provinciale per il tesseramento e Francesco Graziadio.
LE IDEE PER UN NUOVO CORSO E’ stato proprio Francesco Graziadio a sviscerare i contenuti del documento redatto dall’associazione politico culturale. Per dare un nuovo corso al Pd, “Controcorrente” propone di azzerare l’anagrafe degli iscritti rinunciando così ai capicorrente. Passando da una campagna di tesseramento che sia chiara e trasparente. «Siamo commissariati – dice Antonio Tursi – e in questa fase il Pd vive una fase patologica. È arrivato il tempo di restituire il partito agli iscritti. È chiaro che condividiamo la scelta del commissario Marco Miccoli sulla campagna di tesseramento online e ci auguriamo che questa così come altri strumenti che poi potremmo realizzare diventino la regola per il tesseramento. Abbiamo bisogno di chiarezza nelle norme che disciplinano la vita del partito, oggi più di prima, per questo sarebbe utile fin da ora che il commissario ci dica quando si chiude il tesseramento e quando ci riuniremo per il congresso». Organismi snelli, spazio alle donne e poi una distinzione netta tra dirigenti di partito ed eletti nelle istituzioni. «Presentiamo queste proposte e lo facciamo consapevoli che il Partito Democratico possa condividerle – spiega Sergio Campanella -. Tutto passerà da una discussione franca quando supereremo la fase di commissariamento. Le nostre sono proposte che vogliamo condividere con tutti, non siamo una corrente del partito, siamo parte del partito». Nei nuovi spazi della federazione provinciale dem si discute anche di elezioni. Riserbo sui nomi e sulle alleanze, ma per “Controcorrente” la presentazione delle liste Pd è imprescindibile sia nelle grandi che nelle piccole comunità. Il tutto per evitare che sotto le effige del civismo iscritti al partito si trovino in maggioranza di comuni amministrati con esponenti politici centrodestra tesserato del Piddì e viceversa. La nascita di un nuovo corso democrat a Cosenza è ancora in una fase embrionale ma tra i punti presentati si legge anche la proposta di avviare una discussione che riguardi due federazioni distinte. “Controcorrente” ci prova, adesso si aspetta che a battere un colpo sia il partito. (mi.pr.)





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