Guerra nel Pd di Cosenza, parte il ricorso contro il commissario. Polemica Miccoli-Guglielmelli

I ricorrenti Carmine Quercia, Eleonora Ienaro e Luigi Guglielmelli sostengono che la scelta «è discriminatoria» e si augurano che la commissione nazionale ristabilisca le regole. Le replica del commissario: «Gravi violazioni da me riscontrate sulla precedente gestione». L’ex segretario al contrattacco

COSENZA È stato inoltrato alla Commissione nazionale di Garanzia del Partito Democratico un ricorso avverso la decisione del commissario della Federazione di Cosenza Marco Miccoli di effettuare il tesseramento 2020 solo con la modalità online. È quanto fanno sapere i ricorrenti, Carmine Quercia, Eleonora Ienaro e Luigi Guglielmelli.
I ricorrenti, tutti membri dell’Assemblea nazionale eletti nella Provincia di Cosenza, hanno ribadito come la condotta del commissario sia in contrasto non solo con lo Statuto nazionale del PD ma anche con il Regolamento del tesseramento approvato lo scorso gennaio dalla Direzione nazionale del PD.
«Tale scelta – sostengono – è discriminatoria poiché non tiene conto dell’impossibilità di una larga parte di iscritti ed elettori di aver un accesso continuo alla rete e soprattutto di possedere strumenti di pagamento digitale. Inoltre il commissario ha compiuto una vera e propria discriminazione per i residenti nella provincia di Cosenza poiché per quelli che risiedono in altre province della Calabria o dell’Italia é consentito non solo il tesseramento online ma anche quello tradizionale».
Sono state espresse, infine, «delle censure rispetto alla mortificazione dei circoli territoriali, di fatto privati di una delle funzioni più importanti quasi che si volesse punirli per aver espresso in passato la volontà di applicare lo Statuto nazionale per la scelta del candidato Presidente della Regione Calabria, ovvero di tenere le primarie aperte a tutti i cittadini elettori del PD e del centrosinistra. L’auspicio è che la Commissione nazionale – terminano Quercia, Iennaro e Guglielmelli – possa ristabilire le regole statutarie e consentire a tutti e tutte di potersi iscrivere al PD nel pieno rispetto delle regole, della trasparenza e della corretta applicazione dei regolamenti interni».

LA REPLICA DI MICCOLI «Apprendo da organi di stampa che è stato inoltrato un ricorso alla commissione nazionale di garanzia, sulle modalità da me annunciate relativamente all’iscrizione al Partito Democratico nella provincia di Cosenza. In particolare verrebbe contestata la scelta di favorire l’iscrizione online. Scelta dovuta a motivazioni già descritte ai vertici del partito». Questo il commento di Marco Miccoli, Commissario del Partito Democratico della provincia di Cosenza che continua: «Questo ricorso sarà per me l’occasione di descrivere le modalità utilizzate in questi ultimi anni. Spiegare episodi e metodi, relazionare sulle quote pagate anche relativamente all’entità delle stesse. Abbiamo appena terminato in queste settimane di raccogliere dai circoli la documentazione sul tesseramento 2019 che consegnerò alla commissione. Chiedendo peraltro che siano effettivamente verificate le gravi violazioni da me riscontrate relativamente alla gestione da parte della precedente dirigenza della Federazione. Come ho già dichiarato, le decisioni prese sono state adottate per impedire qualsiasi forma di irregolarità, l’acquisto di pacchetti di tessere, la scalate dei circoli da parte di capobastone o cordate di potere. Il tesseramento dovrà essere svolto con il massimo della trasparenza con le modalità e i pagamenti descritti dal regolamento nazionale».
LA REPLICA DI GUGLIELMELLI A Miccoli replica Luigi Guglielmelli, componente dell’Assemblea nazionale del Pd e già segretario provinciale dei dem cosentini.

Luigi Guglielmell

«La risposta del commissario Miccoli al ricorso inoltrato alla Commissione nazionale di Garanzia del Pd anche dal sottoscritto è frutto di un nervosismo compulsivo che da tempo accompagna l’azione di Miccoli. Una serie di illazioni, tentativi di intimidazione e ritorsione che non solo non ci spaventano ma che rispediamo al mittente. A lui che da Segretario del PD romano ha diretto un partito travolto dagli scandali e dall’inchiesta Mafia Capitale e che ha portato alla luce fatti gravi che hanno evidenziato come capibastone, affaristi e personaggi di dubbie qualità morali abbiano scalato il Pd della Capitale d’Italia. Durante la precedente gestione della Federazione si è agito sempre con correttezza e trasparenza, applicando le regole nazionali, tanto che in 6 anni nessun ricorso sul tesseramento è stato presentato nè alla commissione provinciale di garanzia, nè regionale e nè nazionale. Sulla base di quei tesseramenti, inoltre – evidenzia Guglielmelli – sono stati eletti lo stesso Zingaretti e indirettamente lo stesso Miccoli. Se era tutto illegittimo ci aspettiamo le dimissioni immediate del Segretario nazionale e di tutta la Segreteria nazionale. Sul tesseramento 2019, inoltre, sono anche io curioso di capire come è stato fatto visto che è stato certificato da Miccoli e che si è concluso a Marzo 2020, ovvero 4 mesi dopo il mio commissariamento. Il tesseramento 2019, infatti, non è stato nè controllato. nè certificato dal sottoscritto essendo subentrato proprio Miccoli che a colpi di commissariamenti, commissioni illegittime e nomine a raffica di amici degli amici nei circoli lo ha costruito, preparato ed infine accettato. A meno che si voglia affermare che il Pd nazionale ha diffuso dati falsi, truccati e compromessi quando attraverso il Responsabile organizzazione ha diffuso a mezzo stampa il resoconto del tesseramento 2019, lo stesso dovrebbe essere difeso proprio da Miccoli. Il nostro ricorso chiede semplicemente che il tesseramento 2020 possa farsi secondo le regole stabilite dal Partito nazionale, nulla più, essendo inaccettabili le continue affermazioni del commissario provinciali rivolte ai segretari di circolo sull’impossibilità di svolgere, oltre quello online, anche io tesseramento tradizionale. Miccoli – conclude Guglielmelli – stia tranquillo, si lasci alle spalle il nervosismo indotto dagli amichetti di corrente e pensi a dirigere bene, a differenza di quanto sta facendo, la terza Federazione del Sud Italia».

 





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