Miccoli e Guglielmelli “battagliano” sulle tessere del Pd cosentino

Il commissario annuncia il coinvolgimento della commissione nazionale di garanzia, il regolamento per l’iscrizione al Partito Democratico di Cosenza, il cui parere sarà «vincolante». L’ex segretario rincara la dose: «Gli annunci devono essere seguiti dai fatti»

COSENZA L’ascia da guerra è dissepolta e tra l’ex segretario della federazione provinciale del Pd, Luigi Guglielmelli e il commissario Marco Miccoli si riaccende la scintilla dello scontro che nei mesi scorsi ha portato i due sui fronti diversi. Le prese di posizione della segreteria cosentina convinta sostenitrice di Mario Oliverio alla guida del centrosinistra per le elezioni, ha portato al commissariamento dell’organismo politico. Da quei giorni è iniziata una lotta senza frontiere e che in questi giorni si sta concentrando sulla questione relativa al tesseramento (qui la notizia) snodo fondamentale per poter indire il congresso e superare la fase di commissariamento. Miccoli, ha inviato alla commissione nazionale di garanzia, il regolamento per l’iscrizione al Partito Democratico di Cosenza. «Con richiesta di parere, che riterrò vincolante per la sua definitiva adozione» spiega in un comunicato il commissario. «Il regolamento, contiene, come da me annunciato, le norme per favorire il tesseramento online – spiega -. Il regolamento non prevede alcuna discriminazione nei confronti dei circoli, e non riduce in alcun modo le loro prerogative. Anzi, determina livelli di garanzia e trasparenza al fine di evitare degenerazioni e irregolarità, che rendono i circoli più liberi, trasparenti e non scalabili da cordate e capibastone». Per Marco Miccoli, emissario in terra bruzia del segretario nazionale Zingaretti, la commissione sarà l’organo deputato a risolvere definitivamente l’ultima diatriba. Lo farà perché, sarà in possesso di tutta la documentazione necessaria a sostegno della scelta di voler preferire il tesseramento online. «A chi parla di minacce o insinuazioni, rispondo che sarà la stessa commissione a valutare le irregolarità e le distorsioni relativamente alla precedente gestione del partito – dichiara Miccoli -. Non capisco quindi, chi e perché, sia preoccupato da questa innovazione, che ha il solo scopo di tutelare il livello di trasparenza e preservare la democrazia all’interno del Pd di Cosenza». Luigi Guglielmelli intanto rivendica l’inversione di rotta maturata in seno all’organismo politico della federazione. «Il commissario non vuole più abolire il tesseramento tradizionale – dichiara Guglielmelli-. Questa inversione di rotta rispetto alla sua precedente volontà espressa tramite circolare ed in via orale a numerosi dirigenti di effettuare il tesseramento solo in via telematica è frutto della nostra azione di qualche giorno e che evidentemente ha fatto maturare al commissario Miccoli più saggi intendimenti ed orientamenti. Ovviamente vigileremo affinché agli annunci corrispondano i fatti». Ma l’ex segretario, non perde l’occasione di punzecchiare il suo successore. «La piattaforma nazionale online del Partito Democratico è attiva dal 2014 – aggiunge Guglielmelli -. Se dopo 6 anni Miccoli scopre questo strumento evidentemente non lo ha mai utilizzato nelle fasi buie dei tesseramenti romani quando capibastone e affaristi scalavano il partito nell’inerzia colpevole ed omissiva del gruppo dirigente di cui lui era importante esponente».
LA LEGITTIMITA’ DELLE ELEZIONE DI ZINGARETTI La questione delle tessere ha un effetto boomerang. Miccoli difende le scelte del partito affermando che l’elezione del segretario nazionale è più che legittima e lo è per le seguenti ragioni. «L’elezione del segretario nazionale del Partito Democratico, avviene con primarie aperte, a cui partecipano gli elettori del partito. Alle ultime primarie hanno partecipato circa 2milioni di persone – spiega Miccoli -. Nicola Zingaretti è risultato eletto con il 66% dei voti, seguito da Maurizio Martina con il 22% e Roberto Giachetti con il 12%. Gli iscritti con il loro voto partecipano alla fase di selezione dei candidati, quindi non alla loro elezione a segretario. Comunque, anche nella selezione dei candidati, Nicola Zingaretti è risultato primo con oltre l’11% di voti di distacco dal secondo classificato». Una interpretazione degli eventi che, manco a dirlo, non convince affatto Luigi Guglielmelli. «La messa in discussione del tesseramento degli anni precedenti ha un impatto diretto sulla sua elezione e di Zingaretti in quanto nella fase preselettiva votano solo gli iscritti e che alle primarie gli iscritti sono esonerati dal pagamento della quota fissata dal regolamento nazionale – ribatte Guglielmelli -. Per cui se le tessere erano illegittime Zingaretti non poteva accedere alle primarie e comunque avrebbe usufruito di voti alle primarie, dati senza la corresponsione della quota dei 2 €. Se quanto afferma Miccoli fosse vero, e non lo è essendo il tesseramento 2018  regolare e regolare l’elezione di Zingaretti, verrebbe inficiato l’intero procedimento elettorale che dovrebbe essere invalidato in tutto o in parte. Resterebbe comunque il principio morale, sempre che fosse vero quanto Miccoli afferma, che porterebbe alle dimissioni di chi è eletto da chi non aveva diritto di voto, ma ripeto tutto si è svolto nella piena regolarità. L’unico tesseramento che non conosco è proprio quello del 2019 essendo stato effettuato dallo stesso Miccoli; ma al riguardo confido nel fatto che Miccoli non voglia denunciare Miccoli alla Commissione nazionale. Se così fosse ci faremo parte diligente dal difendere il Miccoli buono dal Miccoli cattivo».





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