“Gazze ladre”, Spagnuolo: «Cosenza è invasa da un fiume di droga» – VIDEO

La Procura ha coordinato l’indagine dei carabinieri e nei dettagli dell’inchiesta è emerso anche lo spaccio dannose per la salute. «C’è un mix di eroina-cocaina pericolosissimo, recentemente c’è stata una morte di overdose in città». Sul “Villaggio Rom”: «Il problema deve essere risolto dalle istituzioni, solo la magistratura non basta»

di Michele Presta
COSENZA
Due inchieste in poche settimane da parte della procura di Cosenza diretta da Mario Spagnuolo assestano un duro colpo alla criminalità presente in quello che nella città è individuato come il quartiere di Via degli Stadi dove ha trovato insediamento il “Villaggio Rom”. L’ultima “Gazze Ladre” e prima ancora “Gipsy Village” cristallizzano un campionario di illeciti che non risparmiano nessuno. Furti nelle scuole e negli istituti di beneficenza (qui il nostro approfondimento ) e tentativi di furti in alcuni casi congegnati anche con pedinamenti (qui la notizia). Ma anche i cavalli di ritorno con le testimonianza delle vittime che davanti ai carabinieri facendo spallucce hanno riferito «A Cosenza si sa che le macchine le rubano gli zingari». E poi droga. «Il momento è molto complicato per quanto attiene la sostanza stupefacente in città – spiega Mario Spagnuolo -. Recentemente una persone è deceduta (un uomo proprio in prossimità di via degli stadi ndr) e questo seppur rimane un episodio conferma quanto evidenziato nelle nostre indagini: a Cosenza è presente un fiume di droga». Nelle carte dell’inchiesta, il gip giustifica la detenzione cautelare di alcuni indagati finiti sott’indagine per la cessione di sostanza stupefacente dopo aver vagliato le captazioni dei carabinieri. I pusher parlano di «sostanza allungata» e questo per il giudice significa mettere sul mercato sostanze «potenzialmente lesive per la salute dei consumatori». Aspetto che il procuratore capo, Mario Spagnuolo approfondisce: «In città è presente un mix eroina-cocaina pericolosissimo. Poi c’è un capitolo degli oppioidi e droghe sintetiche che allarme sociale. Credo che occorra una riflessione di carattere generale e forse un atteggiamento diverso del legislatore che vada nella direzione di legalizzare le droghe leggere in modo da permetterci di indagare su ipotesi più gravi».

CULTURA E ALLARME SOCIALE Come ribadito al termine dell’operazione “Gipsy Village” per Spagnuolo il problema del “Villaggio Rom” è qualcosa che non possono risolvere soltanto magistrati e forze dell’ordine. «Il problema non è di  politica criminale ma va affrontato da parte delle istituzioni preposte creando posti di lavoro, investendo in istruzione e cultura e coinvolgendo gli assistenti sociali nelle situazioni di disagio familiare presenti all’interno del campo. Fino a quando non si risolve questo problema avremo questa piccola bomba ad orologeria che consuma reati gravi e importanti». E non è un caso che a finire agli arresti domiciliari siano stati moltissimi giovani. «Quando si dice che è un problema sociale – aggiunge Mario Spagnuolo – è perché viviamo in una realtà sociale che è caratterizzata da una mancanza assoluta delle regole e da una assenza di senso morale. Rubare le cucina di una struttura che svolge volontariato è un crimine che si avverte come particolarmente pericoloso. Rubare i computer su cui devono lavorare i nostri figli a scuola è un crimine odioso perché finisce per offendere alla radice il senso della collettività». (m.presta@corrierecal.it)





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