La Lega debutta a Crotone e Reggio, ma in provincia di Cosenza si svincola dagli alleati

Salvini fa tappa in tre capoluoghi di provincia, in due si vota, parla di unità del partito ma non parla della situazione cosentina. A San Giovanni il “Carroccio” va contro il centrodestra. A Castrovillari il simbolo non compare

di Michele Presta
COSENZA
Rimanendo nella semantica nautica che è cara a Matteo Salvini, non è passato inosservato come su di una questione abbia preferito in modo particolare prendere altri lidi e navigare acque più tranquille: la Lega a Cosenza. Nella provincia più grande della regione Calabria si vota per il rinnovo di amministrazioni comunali, non è il capoluogo di provincia è vero, ma anche all’ombra dei pini della Sila così come al fresco dei monti del Pollino i dirigenti leghisti hanno dovuto raccapezzarsi con le insidie degli accordi elettorali partorite al sole del caldo agostano. Mentre a Reggio Calabria contro l’uscente Giuseppe Falcomatà lo sfidante Antonio Minicuci è tutto griffato Lega e a Crotone la lista del “Carroccio” è pronta a promettere bonifiche e porti chiusi, a San Giovanni in Fiore il partito di Matteo Salvini concorrerà alle elezioni comunali con un suo candidato e contro il centrodestra unito, a Castrovillari invece il simbolo leghista non è stato proprio presentato.
POTERE AI TERRITORI «Mi fido di quello che hanno fatto i miei referenti territoriali» ha risposto l’ex ministro ad una giornalista che a Crotone gli chiedeva conto di alcuni trasfughi politici che avevano trovato ristoro in casa Lega e così sarà successo anche in provincia di Cosenza. Dalla sezione Lega di San Giovanni in Fiore è arrivato un secco «no grazie» alla condivisione della candidatura di Rosaria Succurro. L’assessore in carica nel comune di Cosenza ai leghisti che si sono ritagliati uno spazio nel cuore “rosso” della Sila e storico feudo di Mario Oliverio di portare voti alla candidata che «di San Giovanni in Fiore ha solo i natali» commentano alcuni di loro, non c’è nessuna intenzione. E per questo alla presentazione ufficiale della candidatura c’erano tutti tranne loro. Gli assessori Gianluca Gallo e Fausto Orsomarso per Forza Italia e Fratelli d’Italia e altri esponenti provinciali dei due partiti. La Lega ha deciso di sostenere Antonio Lopez, di fatti un esponente di Fratelli d’Italia e cuore impavido contro la candidatura ed elezione plebiscitaria di Giuseppe Belcastro cinque anni fa. Salvini non ha fatto tappa a Cosenza, ma dalla vicina San Giovanni in Fiore si sono mossi a Crotone e lo slogan è tutto un programma «Differenti per scelta» postano sui social (come immagine di copertina all’articolo) «La Lega non si Lega». I sostenitori di Lopez suggeriscono quasi una sorta di inciucio consumato al fresco silano. “Prima San Giovanni in Fiore” ha il simbolo della Lega e anche un’ardente fiamma tricolore, a sottolineare le radici della destra sociale che ha caratterizzato la vita politica di anni che ormai sembrano lontani secoli.
IL CAPPELLO DI LEO BATTAGLIA A Castrovillari la Lega è affare di Leo Battaglia. L’ex aspirante consigliere regionale nella città più grande del Pollino a lungo ha ballato il walzer della candidatura salvo poi rinunciare a tutto, anche al simbolo. Per Giancarlo Lamensa si è schierato compatto tutto il centrodestra, tranne che il partito di Matteo Salvini. Perché? « Per i comportamenti assunti dagli altri partiti dell’attuale coalizione di centro sia nel merito che nel metodo delle scelte operate per la compilazione del programma elettorale da proporre ai Castrovillaresi, che nell’individuazione dei candidati consiglieri e del candidato a sindaco», spiega Leo Battaglia. Il simbolo del partito in vertice alle intenzioni di voto non ci sarà. Ne fa una questione di ideologia Battaglia, evidenziando come nella stessa coalizione non possono trovare spazio quelli che hanno sostenuto l’amministrazione uscente. Insomma il territorio castrovillarese ha deciso diversamente dal territorio crotonese con buona pace sia degli organizzatori provinciali del partito (di cui non s’è vista traccia pubblica) sia di quelli regionali.  Una stessa situazione di crisi è stata abortita sul nascere anche sul Tirreno Cosentino. Luigi Novello è stato tra i primi ad evidenziare l’immobilismo del partito dopo le elezioni regionali e per questo ha deciso di non continuare più la sua esperienza all’interno della Lega. A San Lucido sarà candidato con una lista civica. Insomma acque agitate quelle cosentine che, forse, Salvini ha fatto bene ad evitare. A Crotone e Reggio Calabria festeggia la sua prima volta, a Cosenza il prossimo anno la spunterà facilmente? E se si, con quali candidati? (m.presta@corrierecal.it)





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