Occhiuto: «I 90 milioni per il centro storico arrivano nonostante i tentativi di boicottaggio»

Il sindaco di Cosenza: «Bene il nuovo impulso dato dalla sottosegretaria Orrico, alcuni suoi colleghi di partito hanno cercato di affossare la pratica. Peccato non sia stato recepito il coinvolgimento dei privati»

Occhiuto

COSENZA «Domani (lunedì 14 settembre, ndr) finalmente la sottoscrizione del Cis “Cosenza-Centro Storico”. Novanta milioni di euro che, va ricordato, sono stati attribuiti a Cosenza dall’allora Ministro Dario Franceschini. Questo dopo che, fin dal nostro primo insediamento, avevamo interessato delle gravi difficoltà per la città antica (e dell’urgenza di un intervento ingente) il presidente del Consiglio Monti e i ministri Barca, Passera e Clini, il presidente della Regione Scopelliti, il Presidente della Repubblica Napolitano e il presidente del Consiglio Monti». Il sindaco Mario Occhiuto annuncia la riunione che ratificherà l’arrivo dei fondi stanziati per il centro storico.
«Va dato atto – continua Occhiuto –, certamente, al sottosegretario Orrico, di aver dato nuovo impulso al procedimento relativo al Cis fin da quando, ricevuta nel febbraio di quest’anno la delega all’attuazione, ha deciso di operare in netta controtendenza rispetto ad altri suoi colleghi di partito che, insinuandosi senza titolarità nel tavolo permanente, attraverso le proprie ingerenze e solo per bieco e deplorevole tornaconto di parte avevano fatto in modo di affossare l’esecuzione della pratica (tanto che la stessa Orrico aveva pubblicamente definito la pratica “in stand by”)».
Per il sindaco di Cosenza, «a causa di quegli atteggiamenti (dei colleghi della sottosegretario M5S, oggi ci troviamo ad affrontare una corsa contro il tempo avendo perso inutilmente già quasi due anni da quando, a valle di un percorso di concertazione, le proposte presentate dal Comune e dalla Provincia erano state già esaminate e alcune positivamente valutate dal suo Ministero, con uno schema del piano di finanziamenti già ripartito tra diverse tipologie di opere da realizzare».
«Forse (anzi di sicuro) – continua Occhiuto – tutto ciò è avvenuto per non ammettere che le uniche proposte concrete presentate erano proprio quelle del Comune di Cosenza. Qualcuno infatti aveva deciso di far naufragare per questo motivo l’intero progetto – inserendolo poi in un quadro confuso e complessivo di nuovi Cis da realizzare ex novo in tutta la Calabria – e penalizzando non il sindaco al centro del mirino politico, ma l’intera città di Cosenza. Purtroppo, a fare le spese di tale ostruzionismo è stato anche l’intero impianto della strategia messa in campo e all’epoca approvata dal Ministero (come evidente nelle schede allegate) per il recupero e la valorizzazione del Centro Storico».
Il sindaco difendere il piano presentato dal Comune definendolo «un progetto unitario generato da una visione strategica e complessiva attraverso un approccio multidisciplinare. Si intendeva attuare una seconda fase, dopo che, attingendo a tutte le risorse disponibili (circa 60 milioni di euro) per la città antica erano stati già restaurati i ponti storici e gli edifici di proprietà comunale, restaurato il Castello Normanno-Svevo, il Complesso monumentale di San Domenico, il Complesso monumentale S. Agostino, riqualificati spazi pubblici, destinate tutte le risorse del programma europeo dell’Agenda Urbana ad azioni materiali e immateriali, destinato parte delle risorse dell’accordo Metro con la Regione e del Piano Periferie, riqualificato i fiumi con tecniche di ingegneria naturalistica, riqualificato il parco fluviale sul Crati con la realizzazione dei BoCS art, migliorati i servizi (illuminazione pubblica, pulizia stradale con metodi manuali, cura del verde, sistema di raccolta rifiuti dedicato, circolare veloce), avviate attività di promozione turistica e culturale (come il servizio Scopri Cosenza e il Lungofiume Boulevard) e di incentivazione di attività economiche, come i Temporary shop in locali messi a disposizione dal Comune con sgravi di imposte locali, emesse varie ordinanze per la messa in sicurezza degli edifici privati ed effettuati interventi sostitutivi, nei limiti delle risorse comunali. A tutto questo, doveva fare seguito appunto la seconda fase della strategia per il Centro Storico, quella del recupero del patrimonio privato e di rivitalizzazione generale di questa porzione del territorio urbano, andando a contrastare le criticità più sentite dagli occupanti: il rischio sismico e il rischio crollo connesso alla fatiscenza degli edifici privati, spesso abbandonati (consapevoli che, senza questa seconda fase, anche le precedenti azioni, in primo luogo gli interventi sulle strutture pubbliche, sarebbero state vanificate, con il degrado conseguente al perdurante stato di abbandono delle residenze)».
«Perciò – continua – l’amministrazione comunale aveva predisposto un piano di interventi atti a rendere nuovamente appetibile la residenza nel Centro storico e a facilitare l’apporto di nuove funzioni. Come il Recupero e Riqualificazione di Edifici per Sperimentare Modelli Innovativi Abitativi e Sociali a favore di un mix Integrato di Destinatari (studenti, giovani coppie, turisti). Sapendo che i fondi pubblici non possono essere spesi su immobili di proprietà privata (al contrario di quanto sostenuto da alcuni oppositori malati di populismo), avevamo aggirato l’ostacolo, prevedendo di espropriare gli edifici privati degradati (un’acquisizione a costi contenuti, in forza del mancato adempimento da parte dei proprietari alle ordinanze sindacali di messa in sicurezza)».
A Occhiuto «dispiace che rispetto all’originaria strategia sposata integralmente dall’allora ministro Bonisoli, rimanga non recepito il coinvolgimento pieno dei soggetti privati, teso a promuovere la loro partecipazione attraverso contributi per l’avvio di attività produttive culturali e turistiche in regime “de minimis”. Oggi (e sempre come al solito) nonostante il cocciuto ostruzionismo di alcuni che ha fatto perdere tempo e di fatto ha in parte vanificato la strategia di recupero da noi avviata, abbiamo comunque preferito evitare di porre ulteriori eccezioni che avrebbero rischiato di compromettere anche l’obiettivo sempre prioritario di far pervenire alla città storica fondi sostanziosi».
«Al netto di tali riflessioni – prosegue la disamina –, oggi dobbiamo quindi esaltare un risultato importante raggiunto dalle istituzioni del territorio e dal sottosegretariato al Mibact, attraverso un programma in cui il Comune di Cosenza recita un ruolo centrale, godendo del finanziamento di interventi per 45 milioni di euro, selezionati dall’ampio ventaglio di proposte con cui gli uffici comunali hanno alimentato il tavolo permanente e tra i quali spiccano il miglioramento dell’accessibilità, la costruzione di nuove reti idriche e fognarie, l’adeguamento di altri sottoservizi (linea elettrica, pubblica illuminazione, telecomunicazioni) e la riqualificazione di spazi pubblici residuali degradati, verde compreso, il potenziamento dei servizi turistici. È importante, a questo punto, intensificare ancor più gli sforzi e mettere in campo tutta la capacità di spendere i contributi ottenuti attivando inoltre ulteriori azioni multidisciplinari e integrate. Diversamente, il programma oggi finanziato rischia di apparire come un’arida sommatoria di interventi di recupero e restauro di strutture pubbliche, alcune delle quali, peraltro, già in passato più volte oggetto di finanziamenti non adeguatamente spesi e messi a frutto».





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