Centinaia di medici generici scomparsi dalla graduatoria. “Mistero” alla Regione

Lettera dei presidenti degli Ordini al dipartimento Tutela della Salute: «Errori nei punteggi e nominativi cancellati. Quell’elenco è sbagliato. E con l’emergenza Covid è un rischio»

CATANZARO In alcuni casi si tratta di errori nell’attribuzione dei punteggi, in altri della vera e propria scomparsa di alcuni medici dall’elenco. Fatto sta che un decreto del dipartimento regionale Tutela della Salute è riuscito nell’impresa di ricevere una protesta ufficiale da tutti i presidenti degli Ordini provinciali dei medici. Vincenzo Ciconte (Catanzaro), Eugenio Corcioni (Cosenza), Pasquale Veneziano (Reggio Calabria), Enrico Ciliberto (Crotone) e Antonino Maglia (Vibo Valentia) si sono rivolti a Francesco Bevere, direttore generale chiamato da Jole Santelli a governare sulla sanità calabrese per chiedergli di mettere mano al decreto e alle graduatorie. Per un motivo molto semplice: sarebbero sbagliate. E questo errore potrebbe creare alla sanità calabrese, già in costante emergenza, nuovi problemi in una fase Covid che si annuncia complicata da gestire. Lo spiegano i presidenti degli Ordini nella missiva recapitata alla Cittadella. Il decreto dirigenziale numero 9201 riguarda «l’approvazione della graduatoria provvisoria di medicina generale valevole per l’anno 2020». Ciconte, Corcioni, Veneziano, Ciliberto e Maglia auspicano il «pronto intervento» di Bevere «per rimediare a numerosi errori segnalatici dai nostri iscritti nella compilazione della suddetta graduatoria sia nei singoli punteggi sia per diverse centinaia di medici alla completa scomparsa dall’elenco».
Ad alcuni iscritti dei cinque Ordini «risulta, infatti, che numerosi medici, nonostante abbiano presentato regolare domanda nelle modalità consentite dalla legge, siano stati esclusi dalla graduatoria provvisoria trasmessa dalla società Exprivia spa per l’anno 2020 e distinta per settori in relazione alle attività di Assistenza primaria, Continuità assistenziale ed Emergenza sanitaria territoriale». Un mistero che parte dei professionisti imputa al sistema utilizzato per formalizzare le graduatorie. Individuare il motivo – e, se si dà il caso, intervenire – spetta al dipartimento. I rischi, però, ai medici appaiono evidenti: «Riteniamo necessità indifferibile procedere a una pronta correzione nell’interesse generale e in particolare per non ledere ulteriormente i diritti e la dignità di una moltitudine di medici di medicina generale, proprio in un periodo in cui l’emergenza sanitaria Covid-19 ha reso insostituibile la loro presenza sul territorio».
Non è l’unica richiesta dei presidenti degli Ordini. L’altra è quella di «un incontro di lavoro sul tema al fine di iniziare una, si spera, fattiva collaborazione». Iniziare, sia chiaro, non continuare. La politica delle porte chiuse di Bevere, come vi abbiamo raccontato, è equanime: non esclude neanche gli Ordini dei medici. (ppp)





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