Referendum, la Calabria stanca della politica: il sì a valanga, “saltano” 11 parlamentari

Il taglio di deputati e senatori è stato votato dal 77,5% dei calabresi, una delle percentuali più alte in Italia. Gli eletti a Montecitorio scenderanno da 20 a 13, quelli a Palazzo Madama da 10 a 6

CATANZARO Solo quattro calabresi su dieci sono andati a votare, e, di questi quattro, tre hanno deciso che sono troppi per la Calabria 20 deputati e 10 senatori. A “valanga” nella nostra regione vince il sì al referendum, vince il fronte favorevole al taglio dei parlamentari: una percentuale “bulgara”, che tocca il 77,53 % contro un no che ha racimolato un misero 22,47%. Per il sì in Calabria, poi, una percentuale addirittura superiore a quella nazionale, e superiore a quella di quasi tutte le regioni d’Italia: solo in Molise (dove ha sfondato il 79%) il sì ha raggiunto quote più alte di quelle calabresi, sostanzialmente in linea con quanto registrato in Campania. In buona sostanza, tra bassissima affluenza – una triste costante da almeno cinque anni a questa parte – e il sì al taglio dei parlamentari la Calabria dimostra di avere ormai maturato una sorta di stanchezza e disaffezione nei confronti della politica. E gli effetti di questi referendum non saranno indolori, visto che la Calabria, dalle prossime Politiche, avrà 11 parlamentari in meno, in particolare avrà solo 13 deputati (dai 20 pre-tornata referendaria, -35%) e 6 senatori (dai 10 pre-tornata referendaria, -40%). Ovviamente sarà ridisegnata la geografia dei collegi elettorali, perché per quanto riguarda la Camera dagli attuali 8 uninominali si passerà a 5 (gli altri 8 deputati saranno eletti con il plurinominale, rispetto ai 12 pre-referendum), mentre per quanto riguarda il Senato dei sei “nuovi” due saranno eletti con collegi uninominali, 4 nei plurinominali.
Sul piano squisitamente politico, la “lettura” del dato del referendum in Calabria fornisce spunti di interesse molto relativi, visto il fronte amplissimo schierato con il sì, sostenuto dal Movimento 5 Stelle, dal Pd e anche dalla Lega e con un fronte del no tra l’altro abbastanza tiepido nelle iniziative elettorali. E sicuramente non è questa la tornata che potrà avere effetti sugli assetti e sugli equilibri regionali. Sul piano territoriale, la provincia più “antipolitica” si è rivelata Crotone, seguita nell’ordine da Cosenza, Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria.
Di seguito le percentuali provincia per provincia (dati definitivi):
– Catanzaro Sì al 78,68% (92.464) contro No al 21,32% (25.052)
– Cosenza Sì al 80,92% (187.984) contro No al 19,08% (44.332)
– Crotone Sì al 81,94% (56.675) contro No al 18,06% (12.494)
– Reggio Calabria Sì al 70,96% (142.363) contro No al 29,04% (58.251)
– Vibo Valentia Sì al 79,22% (41.952) contro No al 20,78% (11.009).  (a. c.)





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