Studenti pionieri dell’era Covid a Cosenza. Zaini in spalla e misure anti contagio – VIDEO E FOTO

Dopo sei mesi si ritorna a scuola. La Città dei Ragazzi è trasformata in un grande istituto. Occhiuto: «Dovevamo rispettare le scadenze, bisogna essere prudenti ma non possiamo fermare la vita». Sandra Savaglio: «Siamo gli ultimi a ripartire in Europa, è pur sempre un primato». E il 9 ottobre la prima manifestazione degli studenti

di Michele Presta
COSENZA
È suonata la prima campanella a Cosenza. Scuole primarie, medie e superiori, eccezion fatta per una manciata di istituti che hanno chiesto all’ufficio scolastico regionale di cominciare lunedì 28, sono ritornate in classe. Non sono le stesse lasciate sei mesi fa. Ne sono cambiate dimensioni e arredamenti. A terra adesivi indicano i percorsi da seguire all’ingresso e all’uscita. Viene delimitato anche lo spazio dei banchi, ormai tutti monoposto, e con loro scompare per sempre l’accordo di convivenza con il compagno di banco. Cambia tutto. All’ingresso si arriva muniti di mascherina; dove ci sono, i termoscanner misurano la temperatura. Di tradizionale rimane solo l’appello prima dell’inizio delle lezioni. Per questi primi giorni ingressi scaglionati, le prime classi entreranno con più di un’ora di ritardo rispetto alle ultime. Situazione che crea non poco disagio tra i genitori divisi tra lavoro in presenza o in smart working e figli da recuperare nel bel mezzo della mattinata. Convivere con il virus significa anche questo, adeguarsi alle nuove regole. «Speriamo che si torni presto alla normalità»: lo dicono non solo gli insegnanti e i genitori ma anche i ragazzi dei licei. Per loro gli strappi alla regola nelle ore serali sono più che un’eccezione. C’è chi è ligio alle regole e alle nuove disposizioni degli istituti si abitua con molta tranquillità, chi invece soffre le restrizioni.

IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA Sono i mesi delle regole ferree (o quantomeno tali nelle intenzioni) e delle contraddizioni. Prima dell’ingresso in aula si fatica a rispettare il distanziamento sociale. «I ragazzi devono cominciare l’anno scolastico, dobbiamo rispettare le regole e sperare che tutto vada bene», spiega una madre che sta accompagnando suo figlio. «I bambini e i ragazzi sono più elastici di noi, bisogna fare in modo che ci ascoltino, dobbiamo catturare la loro attenzione. Sono più capaci degli adulti ad adeguarsi ad una situazione contingente e più di noi sono abituati a mantenere il distanziamento sociale e ad indossare la mascherina». Ma c’è anche chi nutre scetticismo. “Finché c’è la salute c’è tutto”, recitava un vecchio adagio e alcuni genitori hanno preferito aspettare ancora qualche giorno, capire davvero bene come funzionerà il sistema studiato dagli istituti scolastici e poi far riprendere normalmente l’attività dei propri figli. «Ho deciso di non mandare mia figlia a scuola – ci spiegano – e ho preferito venire a controllare di persona che tutto funzionasse nel migliore dei modi. Abbiamo paura, è una situazione drammatica e personalmente mi voglio accertare che tutto funzioni per il meglio». In alcuni plessi mancano ancora i banchi mono posto, per questo momentaneamente gli alunni faranno soltanto delle lezioni orali. Si fa di necessità virtù anche perché alunni e genitori promuovono la didattica a distanza ma tutti concordano che con le giuste attenzioni si debba ritornare in classe.

DA “SCRIGNI” AD AULE A Cosenza gli spazi della “Città dei Ragazzi” sono stati trasformati in aule del plesso scolastico Don Milani-De Matera. Il complesso di cubi ideato e realizzato più di un ventennio fa da Giacomo Mancini oggi vive una nuova vita. «Inizia un nuovo anno all’insegna della gioia e della sinergia dimostrata con l’amministrazione comunale», spiega la dirigente Immacolata Cairo. «Avevamo proposto che ci fossero destinati questi spazi e la proposta è stata accettata dal Comune che ne ha fatto uno spazio importantissimo per l’intera didattica per i 368 studenti delle nostre 18 classi che sarebbero rimaste fuori dall’istituto». E così gli spazi occupati negli ultimi anni da “gamers” e appassionati di fumetti nel corso di fortunati festival sono stati adattati a classi. Cosenza mantiene fede alle disposizioni regionali di apertura delle scuole il 24 settembre. «Abbiamo lavorato incessantemente con la giunta i dirigenti e i presidi affinché si potesse garantire la riapertura delle scuole nei tempi stabiliti – spiega Occhiuto –. Abbiamo recuperato ambienti non solo alla Città dei Ragazzi ma anche in altri plessi. Abbiamo realizzato delle opere di riqualificazione affinché tutto potesse svolgersi in massima sicurezza. I bambini sono sentinelle e costruttori del futuro. Tramite loro abbiamo fatto delle campagne importanti di sensibilizzazione come quella sulla raccolta differenziata. Sono sempre stati i nostri migliori alleati perché riescono a sensibilizzare le famiglie». La parola d’ordine è una sola: sicurezza. Cosenza non fa eccezione. «Ci sono dei casi di Coronavirus, adesso dobbiamo convivere con il virus – conclude Occhiuto –. Anche questi lavori alle scuole rispondono a questa esigenza. La convivenza con il virus mina il rapporto umano e di convivialità, ma non dobbiamo fermare la vita. Dobbiamo solo impegnarci di più e lanciare segnali importanti come quello di oggi: iniziare nel giorno stabilito ed in piena sicurezza». Tutte le aule saranno dotate di termoscanner. «Se ci saranno dei casi sospetti di Covid abbiamo predisposto un’aula dove il bambino sarà posto in isolamento temporaneo in attesa che vengano avvisati i genitori», ha spiegato Giuseppe Giardino dell’istituto Don Milani – De Matera. All’apertura dell’anno scolastico a Cosenza ha partecipato anche l’assessore regionale alla Scuola Sandra Savaglio. «Questi bambini sperimentano qualcosa di particolare. Per loro è stata una situazione traumatizzante, adesso ritrovano gli amici. Sei mesi sono una vita intera – dice Sandra Savaglio –. Adesso ci vuole buon senso, le regole sono chiare, dobbiamo semplicemente rispettare in attesa che arrivi il nuovo vaccino. La Calabria sarà l’ultima a partire in Europa, forse è un primato. Ma i primati sono sempre utili».

IL 9 OTTOBRE LA PRIMA MANIFESTAZIONE «Nonostante i mesi di chiusura degli istituti e un alto rischio di un rapido aumento dei contagi, il rientro a scuola in sicurezza promesso dal premier Conte e dalla Ministra Azzolina non esiste. Nel pieno della seconda ondata di Covid-19, siamo costretti a rischiare il contagio in classi pollaio, in edifici inadeguati già prima della pandemia, con carenza di personale scolastico per via degli errori commessi da ministero sulle supplenze», afferma Eugenio De Fazio, responsabile scuola del Fronte della Gioventù Comunista di Cosenza, che prosegue: «L’anno scolastico per gli studenti cosentini si prospetta tragico già in partenza, con il rischio che le nostre scuole si trasformino in focolai».
Non solo la sicurezza preoccupa studenti, personale scolastico e genitori, ma anche la mancanza di strumenti per seguire le lezioni a distanza in caso di nuovo lockdown. Sempre De Fazio afferma: «Oltre il 40% degli studenti calabresi è sprovvisto di tablet e computer, di una connessione internet stabile per poter seguire le lezioni online in caso di nuovo lockdown, nonostante le promesse delle istituzioni. In questo modo si escludono dal diritto allo studio migliaia di studenti per ragioni economiche ed è inaccettabile!»
«I soldi spesi per le scuole sono briciole in confronto agli aiuti per le grandi imprese, aiuti che proseguiranno nei prossimi mesi. Non abbiamo intenzione di rischiare la nostra salute e quella dei nostri cari, per questo il 9 ottobre scenderemo in piazza per rivendicare finanziamenti per l’istruzione; finora non ci hanno ascoltati, ma ora, con il rischio che le nostre classi diventino focolai non possono ignorarci». (m.presta@corrierecal.it)





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