Spese pazze alla Fondazione Field, Barile condannato a 6 anni (e a risarcire la Regione)

Per l’ex presidente dell’ente in house disposta la confisca di 415mila euro. Assolti gli altri imputati nel processo con rito abbreviato (Manfredi, Maragò e Pisani)

CATANZARO Si è appropriato illecitamente dei fondi appartenenti alla Fondazione Field, ente in house della Regione Calabria a totale ed esclusivo capitale regionale. Ente che Domenico Barile presiedeva negli anni in cui il governo regionale era targato Scopelliti. Il gup Alfredo Ferraro (il processo si è svolto con la formula del rito abbreviato) ha condannato l’ex manager (e storica figura della destra calabrese) alla pena di sei anni di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Il gup ha accolto le richieste del sostituto procuratore Graziella Viscomi che aveva invocato una condanna a sei anni per Barile e l’assoluzione per gli altri imputati. Il giudice dell’udienza preliminare ha disposto anche la confisca di denaro nella disponibilità dell’ex presidente della Field «fino al raggiungimento della somma complessiva pari a 415.149 euro». Barile dovrà anche risarcire la Regione Calabria, costituitasi parte civile nel procedimento e rappresentata dall’avvocato Antonio Lomonaco, per una cifra che sarà liquidata in un giudizio separato.
Assolti Raffaele Manfredi (direttore delle relazione istituzionali della fondazione), Onofrio Maragò (direttore tecnico Field) e Alfio Pisani (direttore affari generali Field), che avevano scelto il rito alternativo. A loro carico e di Barile il capo d’imputazione era l’attribuzione di un premio di produzione per l’anno 2011: per il gup, in questo caso, «il fatto non sussiste». Lucio Marrello, 52 anni, ex direttore amministrativo della Field; Sergio De Marco, 51 anni, direttore affari finanziari Field e Attilio Sarcone, 59 anni, presunto istigatore e beneficiario delle condotte illecite, hanno optato per il rito ordinario.

LE ACCUSE Viaggi e soggiorni, fiori, consulenze, carburante, ristoranti, alberghi. Tutte spese «senza nessuna documentazione giustificativa a supporto»: questo il nocciolo dell’inchiesta giudiziaria sfociata nel procedimento definito davanti al gup. Secondo quanto ricostruito dall’accusa Barile si sarebbe appropriati della somma di 18.500 euro con un bonifico a favore di Sarcone il quale non aveva nessun rapporto con Field ma, di converso, rapporti personali e di lavoro con Domenico Barile. Tra aprile 2011 e dicembre 2012 altra tranche di 42mila euro, fluita dalle casse di Fiel senza nessuna, reale, esigenza per la fondazione «per ragioni esclusivamente private ed estranee a quelle istituzionali dell’ente» del valore totale di 42mila euro. Tra il 2011 e il 2012, sempre secondo l’accusa Barile e Marrello (che, come detto, è ancora in attesa di giudizio) avrebbero speso 186.649,36 euro ripartiti in viaggi, soggiorni, piante, consulenze, carburante, ristoranti, alberghi. Senza nessuna documentazione a supporto di tali spese, senza nessuna documentazione e autorizzazione. A giugno 2012 Barile e Marrello si sarebbero appropriati di 68mila euro senza nessuna documentazione a supporto e senza idonea motivazione e giustificazione nonché del provvedimento di liquidazione premio da parte del Nucleo di Valutazione. A maggio 2012, ancora Barile e Marrello si sarebbero appropriati di 100mila euro. Un’indennità concessa tramite la determina 13 del 5 aprile 2012 attraverso la quale Barile conferiva a Marrello un’indennità di firma pari a 50mila euro l’anno per un totale di 100mila euro. Quattro i bonifici bancari disposti sul conto della Field a favore di Marrello. Tutto, secondo la Procura, senza alcuna attività istruttoria, motivazione o idonea giustificazione.





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