Manna: «La Procura di Salerno vuole una verità precostituita. E cerca di condizionare Petrini»

L’avvocato, indagato nel caso della corruzione al Tribunale di Catanzaro, contesta i metodi dell’accusa. «Credo necessario che siano verificati dagli organi competenti e sottoposti a controllo»

Riceviamo e pubblichiamo la nota del sindaco di Rende Marcello Manna sul caso Petrini, che vede lo stesso Manna indagato dalla Procura di Salerno.

Dalla lettura dei verbali depositati per l’incidente probatorio, che risultano essere ancora per alcuni versi coperti da omissis, si evince in modo chiaro e nello stesso tempo allarmante che alcuni interrogatori sono stati condotti in modo unilaterale fuori dalle regole processuali. Altri verbali assolutamente rilevanti inspiegabilmente non sono stati neppure depositati. Sono state poste domande suggestive o che contenevano già la risposta. Nella vicenda Patitucci l’indagato Petrini, per numerose volte, ha escluso qualsiasi mio diretto coinvolgimento. Il pm ha condotto un interrogatorio a senso unico, con domande fortemente suggestive e con vere e proprie anticipazioni nella risposta. Troppe le domande che richiedevano soltanto un “sì…sì…” come per dire che si confermava una tesi che era già contenuta nella domanda. Nell’interrogatorio nella casa circondariale di Fuorni- Salerno è emblematica la volontà dell’indagato di uscire prima possibile dal carcere. Le domande del pm non erano finalizzate a cercare la verità, ma una verità già precostituita. Chi doveva uscire dal carcere poteva farlo assecondando quelle modalità di interrogatorio.
Sulla vicenda Ioele bastava solo leggere gli atti processuali per verificare che il dottor Petrini è colui che ha sospeso gli effetti della revoca della confisca e del sequestro. Non ci voleva davvero tanto, ma anche qui si era alla ricerca di una verità precostituita. È stato ammesso l’incidente probatorio senza che venissero depositati degli atti essenziali. Questo dato è stato confermato anche dalla procura della repubblica di Salerno.
Le anomalie non finiscono qui. Il dottor Petrini sarà escusso in incidente probatorio prima che venga pronunciata la requisitoria con richiesta di condanna e di quantificazione di pena nel processo che lo riguarda. Una modalità coercitiva e che certamente intende condizionare il narrato del Petrini finalizzandolo ad ottenere richieste di pena contenute e atteggiamento benevolo da parte della procura.
Una modalità che ci ricorda altri tempi che sembravano passati, ma che passati non sono. Ritengo sia necessario che l’attività processuale posta in essere dal procuratore procedente e titolare della indagine vengano verificate dagli organi competenti e siano sottoposte ad un controllo sul rispetto delle norme e delle modalità con cui si sono svolti gli interrogatori.

Avv. Marcello Manna





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