Occasioni e spettacolo al Marulla, tra Cosenza e Lecce finisce in parità

Novanta minuti intensi all’esito dei quali nessuna delle due formazioni meritava di perdere per quantità di azioni offensive prodotte. Ancora decisivo il portiere cosentino Falcone. Di Gliozzi il gol del definitivo 1-1 contro i salentini

di Fabio Benincasa
COSENZA La pioggia battente dei minuti che hanno preceduto l’inizio del match sembrava il preludio ad una classica gara noiosa, giocata su un terreno di gioco ai limiti della praticabilità, un po’ come accaduto ieri nella partita tra Salernitana ed Ascoli. Invece la pioggia ha subito lasciato spazio ad un doppio arcobaleno catturato dai selfie delle poche centinaia di persone giunte allo stadio San Vito-Marulla. L’ultima gara da vivere sugli spalti per pochi e fortunati tifosi prima degli effetti del Dpcm che chiude le porte degli impianti sportivi riportando tutti ai mesi duri e cupi del lockdown. Ma questa è un’altra storia, oggi è giusto raccontare le (tante) emozioni di una gara chiusa sul risultato finale di 1-1 e giocata a viso aperto da entrambe le squadre. Cosenza e Lecce non hanno rinunciato ad attaccare fino al 90esimo, cercando di portare a casa il bottino pieno. Il punto lascia paradossalmente l’amaro in bocca sia ai padroni di casa che agli ospiti. Nessuna delle due formazioni, infatti, meritava di perdere per quantità di azioni offensive prodotte e per il numero elevato di parate decisive di entrambi i portieri, Falcone e Gabriel.

L’esultanza di Ettore Gliozzi dopo il gol del pareggio contro il Lecce

GLIOZZI RISPONDE A CODA Leggendo la distinta della squadra salentina, si fa fatica a capire perché alcuni calciatori siano ancora in Serie B. Coda, Tachtsidīs, Mancosu e Pettinari (partiti dalla panchina), Henderson e Gabriel troverebbero facilmente posto in più di una formazione di Serie A. Ma il Lecce dopo la retrocessione ha lavorato sodo sul mercato per costruire una rosa in grado di centrare al primo colpo l’obiettivo promozione. Da qui la scelta di ripartire da Eugenio Corini in panchina dopo l’addio di amaro e burrascoso di Liverani. L’ex mente illuminata del Chievo delle meraviglie di Gigi Delneri telecomanda i suoi come se avesse un joystick, prima di essere espulso per proteste. Movimenti sincronizzati, tagli perfetti e palla sempre sui piedi e mai gettata via. Il Lecce mostra i muscoli da subito e costringe il Cosenza ad andare sotto dopo poco con Coda lesto ad approfittare di uno svarione della retroguardia rossoblù. Idda e soci vengono travolti dai costanti e frenetici movimenti degli avversari nel costruire le azioni offensive e quasi tramortiti dai velenosi inserimenti di Henderson, Coda, Paganini e Stępiński. Dopo l’uno a zero i salentini continuano a macinare gioco ed ancora Idda si fa trovare impreparato quando decide di fermare con un fallo in area di rigore un avversario. Sul dischetto si presenta Coda ma in porta c’è uno specialista. Falcone resta impassibile e para il penalty che consente ai suoi di restare in partita. Gli ospiti non disperano e continuano a presidiare, senza troppa fatica, la metà campo avversaria. E’ Stepinski a sfiorare il secondo gol, ma il polacco in area di rigore ed a porta libera spreca incredibilmente e calcia in curva un pallone impossibile da sbagliare. E’ la sveglia che serve ai ragazzi di Occhiuzzi impauriti di fronte ad un avversario tecnicamente più forte ma non senza punti deboli. La difesa giallorossa infatti è costruita sull’esperienza di Lucioni e sulla forza fisica di Dermaku che dopo pochi minuti però è costretto ad arrendersi ed abbandonare il campo causa infortunio. L’ex rossoblù viene salutato dagli applausi ironici dei suoi tifosi del Cosenza. Meccariello entra e sembra sin da subito offrire meno certezze del compagno, Adjapong a destra e Calderoni a sinistra sono bravi a spingere meno a difendere ed è li che Occhiuzzi chiede ai suoi di giocare. Baez e Carretta usano la loro velocità per mettere in difficoltà gli avversari mentre Gliozzi, scelto come punta di riferimento, prova a farsi spazio (senza successo) nel muro giallorosso. Il primo tempo si conclude con il meritato vantaggio ospite ma con il risultato in bilico. Nella ripresa è tutto un altro Cosenza e dopo dieci minuti i lupi trovano il gol del pari con Gliozzi lesto a ribadire in rete la corta respinta di Gabriel su tentativo di Bittante. Al posto giusto nel momento giusto, l’ex centravanti del Monza non sbaglia e riapre il match. Dal pari, la partita si fa ancora più bella. Nessuno dei 22 in campo vuol perdere e tutti giocano con la voglia di conquistare la vittoria. I tentativi di Henderson, Coda, Pettinari e Mancosu non si contano e trovano sempre pronto Falcone, uomo partita e ormai beniamino assoluto della tifoseria rossoblù. Dopo le parate di Reggio Calabria, l’estremo difensore in prestito dalla Sampdoria, para un altro rigore e regala interventi tanto spettacolari quanto decisivi. Il Cosenza ci prova con il solito Baez e va vicinissimo al gol con Petrucci: il missile dai 25 metri del centrocampista silano viene disinnescato dall’attento Gabriel. Il portiere brasiliano è cresciuto tantissimo e sembra un giocatore totalmente diverso dal giovanotto sbarbatello che il Milan di Galliani acquistò anni fa in Brasile per poco meno di un milione di euro. La gara si chiude con il Lecce in attacco ed il Cosenza bravo a respingere l’ultimo affondo dei salentini. Dopo il triplice fischio, le urla dei calciatori in campo e degli allenatori in panchina lasciano spazio agli applausi del San Vito-Marulla. I calciatori cadono stremati dopo una partita giocata a ritmi altissimi.

L’azione del gol del Cosenza

QUINTO PAREGGIO Il Cosenza conquista il quinto pareggio consecutivo e nonostante sia ancora a secco di vittorie, la squadra di Occhiuzzi ha mostrato di esser in grado di tener testa alle grandi di B: Lecce, Spal e Reggina e di saper domare anche formazioni esperte come il Cittadella. Ovvio, l’allenatore di Cetraro dovrà lavorare ancora molto sopratutto per trovare equilibrio in difesa ed a centrocampo dove continuano le rotazioni in attesa di una coppia titolare. Kone ha mostrato ancora una volta di avere voglia, determinazione e dinamismo ma spesso perde il controllo della gara regalando palla agli avversari. Deve necessariamente trovare il giusto compromesso tra la straordinaria esplosività atletica ed una qualità tecnica mediocre. Petrucci è testa e gambe di una linea mediana che non può fare a meno del suo playmaker. Bruccini e Sciaudone restano fari, veterani e assolute certezze mentre Ba non ha praticamente mai giocato ed è impossibile esprimere un giudizio. Avanti in attesa di Petre, Occhiuzzi può contare su Gliozzi e su una serie di valide alternative ai titolarissimi Baez e Carretta. (redazione@corrierecal.it)





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