Crescono i contagi sul Tirreno Cosentino, 12 in più a Belvedere e 8 a Paola

Sotto controllo le “zone rosse” di Celico e Casali del Manco. Interpellate le istituzioni per capire su quali basi siano stati chiusi i comuni e per istituire un fondo di aiuto alle imprese e ai cittadini. A Tarsia entra in vigore l’obbligo di comunicare l’arrivo in città

COSENZA La Calabria sfonda il muro del 200 contagi, sono 234 per la precisione e in provincia di Cosenza l’andamento della curva epidemiologica suggerisce maggiori attenzioni per i nuovi focolai scoppiati sul tirreno cosentino. Il comune maggiormente colpito dalla pandemia in questa seconda fase autunnale è quello di Belvedere Marittimo, dove una frazione è stata dichiarata zona rossa e le scuole sono chiuse fino al prossimo 31 ottobre. In base ai numeri elaborati dalla task force dell’Asp di Cosenza, nel comune dell’alto Tirreno Cosentino i contagi registrati nelle ultime 24 ore sono 12. Di questi 53 sono in isolamento domiciliare e 4 sono affidati alle cure dei sanitari dell’ospedale di Cosenza. Per la prima volta da quando si effettuano i controlli per stanare le infezioni da Sars-Covid-19, sono stati individuati 2 nuovi contagi nel comune di Belmonte Calabro, il borgo smette di essere uno dei pochi rimasti Covid free in tutta la provincia di Cosenza e inizia a fare i conti con le ordinanze di quarantena e le restrizioni per evitare il contagi. E lo stesso succede nel comune di Bonifati dove dalle indagini mediche è stata accertata la positività di un residente. Anche il comune di Paola fa i conti con 8 nuovi casi di positività, mentre più calmierate sono le infezioni nei comuni di Diamante e Cetraro dove si registra un solo caso di positività in entrambi i comuni.

LE “ZONE ROSSE” DELLA PRESILA Subisce una battuta d’arresto il contagio nei due comuni in provincia di Cosenza dove ormai da 10 giorni i cittadini vivono chiusi in casa, le saracinesche sono abbassate e si attendono gli esiti dei controlli fatti dai sanitari. A Celico non ci sono nuovi contagi, 2 soli i nuovi positivi al Covid invece a Casali del Manco. Numeri che fanno ben sperare e che se confermati nei prossimi giorni potrebbero rappresentare uno spiraglio di luce verso la il ritorno alla vita normale. Il comune di Celico, dopo l’arresto del suo sindaco è commissariato e i cittadini hanno impugnato carta e penna scrivendo non solo al commissario cittadino ma anche alla Regione Calabria e ai vertici dell’Asp di Cosenza. Nella lettera chiedono conto di quali sono state le condizioni che hanno spinto alla creazione della “zona rossa” per il comune presilano oltre a chiedere conto circa le iniziative da intraprendere qualora la sola misura delle chiusure non fosse sufficiente. Anche perché oltre alla crisi sanitaria c’è la crisi economica ed infatti in una seconda lettera i cittadini di Celico chiedono l’istituzione di un fondo regionale di aiuto alle imprese ed ai cittadini. Fiduciosi aspettano risposte così come risposte ancora aspettano i consiglieri Guccione e Di Natale circa il trasferimento dei pazienti della Rsa “L’Incontro”. Rimanendo sui comuni della fascia presilana, 2 nuovi contagi si registrano a Rovito, mentre 1 solo a Spezzano della Sila.

LA SITUAZIONE OSPEDALIERA Cosenza è il centro di raccordo dove hanno sede le basi operative dei sanitari. Crescono di 5 (numero costante negli ultimi giorni) i ricoveri nei reparti dell’Annunziata, dove oggi si è registrato anche il decesso di una paziente originaria di Cassano allo Ionio. Sono 2 i pazienti ricoverati in rianimazione, mentre su un totale di 721 persone in cura domiciliare: 601 sono asintomatici e 120 presentano dei sintomi. Il Sindaco Mario Occhiuto ha incontrato a Palazzo dei Bruzi il dottor Stefano Perrotta, delegato del commissario straordinario dell’Asp e responsabile dell’Unità operativa complessa Farmaceutica Territoriale Ionio Sud-Nord, Cosenza-Savuto-Valle Crati e i responsabili dellaFederazione dei medici di medicina generale Dottori Felice Fazzari (responsabile distrettuale) Antonio Francesco De Vuono (vice segretario) Tullio Chimenti (componente del direttivo). Il delegato dell’ASP Perrotta e i responsabili della FIMMG avevano partecipato in mattinata ad una seduta della Commissione sanità convocata dalla Presidente De Marco per discutere della necessità di pervenire, in tempi strettissimi, ad una strutturazione dell’USCA ( l’Unità speciale di continuità assistenziale) per monitorare e visitare a domicilio i pazienti di Covid che non necessitano del ricovero in Ospedale e rendere, in questo modo, meno gravoso il compito dei medici di famiglia. La questione è stata prospettata anche al Sindaco Occhiuto che ha ricordato come l’Amministrazione comunale, rispondendo ad una specifica richiesta del commissario Bettelini, abbia messo a disposizione un intero settore della struttura comunale di via degli Stadi, attualmente adibita a sede del Decoro Urbano, per ospitare la nuova sede dell’USCA, volta a fronteggiare l’emergenza sanitaria da Covid-19 e a garantire l’assistenza dei pazienti affetti da coronavirus che non necessitano di ricovero ospedaliero. Il Sindaco Occhiuto ha, inoltre, garantito ai rappresentanti dei medici di medicina generale di adoperarsi, con i poteri che gli sono riconosciuti come autorità locale in campo sanitario, per richiedere all’ASP interventi immediati affinché l’USCA, che prevede in provincia di Cosenza 11 postazioni per un totale di 45 medici in tutto, in via di reclutamento, possa entrare in funzione a pieno regime per assicurare le funzioni che le sono proprie . Per il Sindaco Occhiuto «è importante condividere un modello che preveda una continua collaborazione tra i medici dell’USCA e quelli di medicina generale affinché si arrivi alla specializzazione di un vero e proprio nucleo di intervento, composto da medici ed infermieri che fanno capo all’USCA alla quale, in caso di necessità, i medici di famiglia si rivolgeranno per segnalare i casi di quei loro pazienti che hanno bisogno di cure domiciliari». Il delegato del commissario dell’ASP Perrotta ha assicurato al Sindaco Occhiuto di farsi parte attiva presso la dottoressa Bettelini per informarla delle risultanze dell’incontro e della soluzione suggerita dal Comune. Un ringraziamento particolare è stato rivolto al Sindaco dal vice segretario della FIMMG Antonio Francesco De Vuono «per l’eccellente interlocuzione avviata con il Comune e la Commissione sanità che – ha detto – non abbiamo trovato da nessuna altra parte». De Vuono ha poi posto l’accento sulla necessità che la medicina territoriale venga potenziata, «anche perché – ha aggiunto – non esiste solo il Covid e gli altri pazienti, oncologici, cardiopatici, diabetici ecc., non possono essere abbandonati al loro destino. Ecco perché i medici di famiglia non possono essere lasciati soli nei loro studi, peraltro sempre aperti. Azienda ospedaliera, azienda territoriale e medicina di base devono funzionare insieme. Il nostro diventa un grido di allarme perché vogliamo operare come si deve». Felice Fazzari ha insistito, dal canto suo, sull’utilizzo improprio dell’USCA «che – ha detto – anziché svolgere la funzione per la quale è sorta e cioè le visite e le cure domiciliari ai pazienti affetti da Covid che non è necessario ricoverare in Ospedale, si utilizza esclusivamente per effettuare i tamponi in modalità Drive-in. L’USCA deve, invece – secondo Fazzari – fungere da trait d’union tra i medici di base e i pazienti». D’accordo con Fazzari anche il dottor Chimenti. «Se l’USCA – ha ribadito quest’ultimo – viene utilizzata per trasferire la struttura di cui si compone in tutta la provincia per fare tamponi, non svolge la funzione che le è propria». Infine, è stata posta anche la questione della chiusura della medicina specialistica ad occuparsi di altre patologie che non siano il covid. «E’ inammissibile – ha aggiunto Fazzari – che uno specialista si chiuda nelle proprie stanze perché sprovvisto di sistemi di protezione».

SCATTATA L’ORDINANZA A TARSIA «Ho emanato un’ordinanza per far fronte all’emergenza sanitaria in corso». Lo comunica Roberto Ameruso, sindaco di Tarsia che annuncia quindi l’obbligo per tutti di comunicare l’arrivo nel comune del Cosentino. «Tutti i soggetti che hanno intenzione di recarsi a Tarsia – scrive il primo cittadino – con provenienza da altre Regioni o dall’Estero hanno l’obbligo di comunicare l’evento ed i dati anagrafici prima della partenza al Comune. Gli stessi sono tenuti, inoltre, alla trasmissione al Comune di Tarsia, entro il giorno di arrivo sul territorio, di copia di un referto di negatività al Covid-19, rilasciato anche da strutture private, di data non antecedente alle 72 ore precedenti l’arrivo in Tarsia». Inoltre «nel caso in cui non siano in possesso del referto dal quale si evince la negatività al Covid-19, gli stessi dovranno rispettare un periodo di quarantena isolata e obbligatoria di dieci giorni. La quarantena potrà essere interrotta solo in caso di esecuzione di un tampone che dia esito negativo al Covid-19, per eseguire il quale dovranno essere adottate tutte le misure precauzionali previste dalle apposite disposizioni normative, fornendo le necessarie comunicazioni al comune».





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