Sit-in di solidarietà per il personale dell’Annunziata. «Grazie per il vostro lavoro»

Una delegazione del consiglio comunale di Cosenza si è ritrovata davanti al pronto soccorso della struttura. «Con la speranza che prima possibile si possa sconfiggere questo virus manifestiamo tutta la nostra vicinanza»

COSENZA Un sit-in di solidarietà, per il lavoro fatto dal personale medico e paramedico nelle ultime settimane. Con questo intento si sono ritrovati dinnanzi all’ingresso del pronto soccorso di Cosenza una delegazione del consiglio comunale che venerdì tornerà a riunirsi e discuterà proprio dell’emergenza covid in città. Sono vive nella mente di tutti le immagini delle ambulanze in coda per spostare i pazienti dell’ospedale e creare nuovi posti letto per i contagiati dal coronavirus. «Le tante ambulanze con dentro malati di Covid non potevano farci rimanere indifferenti -ha spiegato il capogruppo del Pd, Damiano Covelli-. Con la speranza che prima possibile si possa sconfiggere questo virus non possiamo che manifestare tutta la nostra vicinanza». Un plauso bipartisan dalla maggioranza alla minoranza e un monito a non abbassare la guardia. «Siamo qui a dire grazie agli operatori sanitari che con grande spirito di sacrificio fanno il massimo per salvare più vite possibili -dichiara Andrea Falbo-. Dobbiamo chiedere con forza di assumere e aprire centri Covid e curare quante più persone possibili». Un appello a cui si aggiunge anche quello della consigliera Bianca Rende. «Siamo uniti nella difesa della salute dei nostri cittadini per stare vicino a chi difende questo diritto in ospedale per sollecitare maggiore investimento per medicina territoriale e di base che potrebbe alleggerire quando succede in pronto soccorso. Speranza verifichi come vengono spesi i soldi – dichiara la consigliera -. Non sono stati creati nuovi posti letto ma solo riconversioni già esistenti stiamo limitando il diritto alla salute dei pazienti non Covid». Al sit-in di solidarietà erano presenti anche i consiglieri Giuseppe d’Ippolito, Annalisa Apicella e Maria Luisa Arsì.





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