Nel Cosentino aumentano i ricoveri, 12 i casi a Corigliano Rossano

Nel comune ionico, i nuovi contagiati sono riconducibili a nuclei familiari rientrati dal nord. A Cosenza altri 18 casi, in centinaia in fila per entrare all’Usca di Via degli Stadi per sottoporti a tampone con il metodo del drive-in

COSENZA La Calabria insieme a Lombardia e Piemonte rischia di subire le restrizioni più severe. L’indice RT utilizzato come parametro di riferimento per calcolare la gravità della diffusione della pandemia sul territorio nazionale, nei confini calabresi è di 1,66 e le provincie di Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria sono nell’occhio del ciclone. Non a caso, dei 254 contagi rilevati oggi, ben 101 sono riconducibili a focolai cosentini. Numeri che impongono una stretta, considerando il ritmo lento delle guarigioni (oggi +8). Ma quello che preoccupa di più sono i ricoveri 10 in terapia intensiva, nelle ultime 24 ore dal reparto di Pneumologia sono 4 i pazienti che sono stati trasferiti. Mentre due persone che si trovavano in isolamento domiciliare, sono state ricoverate nei reparti allestiti per fronteggiare l’emergenza. La crescita dei ricoveri è esponenziale, sono 71 i malati di covid affidati alle cure del personale medico, 10 in rianimazione e 61 ricoverati nel reparto di malattie infettive. Sono 1114 le infezioni riscontrate e curate a domicilio, in 173 presentano dei sintomi.
IL LITORALE IONICO «Ce l’aspettavamo, abbiamo sempre detto che i rientri sarebbero stati pericolosi». La dichiarazione, a corredo dei numeri impressionanti di oggi riscontati nella Sibaritide è di Martino Rizzo, responsabile del Dipartimento Igiene e sanità pubblica dell’Asp per il territorio dell’ex Asl n. 3 di Rossano. Il dirigente medico era in attesa di decine e decine di tamponi effettuati anche nella scorsa settimana, da diversi giorni – con ritardi che superano una settimana – ed oggi la legge dei grandi numeri è stata inesorabile: sono 12 positivi accertati a Corigliano Rossano, 3 a Cassano allo Ionio e 2 a Longobucco. «Abbiamo sempre sostenuto che chi rientra da aree pericolose del Paese deve mettersi in quarantena per non avere problemi. Ci vuole cautela e responsabilità», ha aggiunto Rizzo. Dei dodici casi coriglianorossanesi, ben cinque sono riconducibili ad un nucleo familiare che ha registrato un rientro dal nord Italia nei giorni scorsi. Tutti hanno accusato leggeri ed ora si trovano quarantena. Anche i gli altri sette casi, quasi tutti sintomatici – in ordine sparso in città – rientrano nel contact tracing di persone rientrate a casa da fuori. Per di più, fra i dodici nuovi contagi individuati, due sono stati ricoverati all’ospedale di Cosenza, nel reparto di Malattie infettive.  Sul territorio, ancora, i positivi cassanesi e longobucchesi sono legati a fenomeni di rientro.  «Qualche sintomo – ha concluso il dottor Rizzo – lo hanno accusato tutti, altrimenti non avrebbero comunicato agli uffici dell’Asp i loro problemi». Nel pomeriggio, frattanto, una paziente positiva al tampone sierologico e ricoverata in Nefrologia, ha indotto la direzione dello spoke di Corigliano Rossano ad assumere tutte le precauzioni necessarie, fino a isolare momentaneamente il reparto dall’esterno, situato nello stabilimento ospedaliero “Giannettasio” di Rossano. In serata, invece, il tampone molecolare ha scongiurato gli scenari più nefasti. La paziente è negativa e continua ad essere monitorata in Nefrologia anche dai rianimatori.
L’EMERGENZA NELLA VALLE DEL CRATI Sono i paesi a nord di Cosenza tra il capoluogo e il massiccio del Pollino quelli in cui il virus corre con più velocità. Ad Acri sono 13 i casi attivi, con un incremento di 5 unità rispetto alle ultime 24 ore. Il sindaco Pino Capalbo, nelle scorse ore ha disposto la «chiusura delle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di I° grado nei giorni dal 3 al 5 novembre per sanificazione edifici e sospensione della didattica in presenza fino a giorno 14 Novembre 2020». Provvedimenti urgenti sono stati presi anche nel vicino comune di Rose dove si sono registrati 3 nuovi casi (gli attivi sono 15 in totale) ma l’amministrazione per le vie bervi ha saputo da diversi concittadini che diversi sono risultati positivi ai test molecolari. Per questo motivo, sono state emesse delle ordinanza di quarantena fiduciaria che consentiranno innanzitutto di fermare l’avanzata del virus, poi di tracciare i contagi con le persone risultate positivi. Numeri in crescita anche a Bisignano dove si registrano 7 nuovi casi e il numero di ricoverati sui 26 casi attivi è salito a 2. Crescono di 2 unità anche i contagiati nel comune di Sant’Agata d’Esaro.
L’AREA URBANA DI COSENZA 
Attese di ore e lunghe code lungo via degli Stadi. In centinaia sono stati convocati dall’Asp di Cosenza per sottoporsi al tampone rino-faringeo e confermare l’eventuale positività ai test eseguiti presso le strutture private. L’Usca di Cosenza nei prossimi giorni processerà i test e darà ulteriori informazioni circa il quadro epidemiologico. Rispetto a ieri, i numeri sono in leggera diminuzione (+18) che rimane comunque il numero più altro dell’intera provincia. A Rende e Castrolibero sono due i nuovi casi, mentre nell’hinterland cosentino si conferma la crescita dei casi a Montalto Uffugo (+5 casi). Crescono i casi anche a San Giovanni in Fiore, dove arrivano i primi risultati dei tamponi fatti nei giorni scorsi. Sono 4 i nuovi positivi e il totale delle infezioni attive sul comune silano è di 17 casi, con 1 persona ospedalizzata.
ZONA ROSSA E ZONA ARANCIONE Nei prossimi giorni un’unità mobile dell’Asp di Cosenza effettuerà i tamponi a Casali del Manco. Inizia per i casalini la terza settimana di isolamento e dopo tanto peregrinare si darà vita a questa attività di screening più approfondita. I numeri non mentono, l’infezione nella presila non si arresta, ed infatti ci sono 5 nuovi contagi a Casali del Manco e 3 a Celico. Nelle zone arancioni l’incremento più consistente si è avuto a Zumpano (+8), a Rovito (+3) un solo caso a Mangone e Spezzano della Sila.
LA PRECISAZIONE SU CAMPANA Nell’articolo di riepilogo di ieri, avevamo indicato come nuove città dove si registravano casi anche il comune di Campana. Il dato era riportato nella tabella epidemiologica diffusa dall’Asp di Cosenza. Il caso, ad oggi, risulta ritirato perché come spiega il dottor Martino Rizzo «è dovuto ad un originario del luogo ma residente a Rende. Da Campana non è mai passato in questo periodo». I due nuovi comuni, dove la tabella epidemiologica dell’Asp porta nuovi contagi sono Longobucco e Lungro dove si registrano due nuovi casi.
LA TABELLA RIEPILOGATIVA





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