Francesco Noblea libero dall’accusa di ricettazione

Il giudice ha derubricato il capo d’imputazione nei confronti del collaboratore di giustizia cosentino. I fatti risalgono al maggio del 2013 motivo per il quale è scattata la prescrizione

COSENZA E’ caduta l’accusa di ricettazione mossa dalla procura di Cosenza nei confronti di Francesco Noblea, oggi collaboratore di giustizia un tempo uomo in forza nel gruppo criminale riconducibile a Celestino Abbruzzese.  Il giudice accogliendo le tesi difensive dell’avvocato Michele Gigliotti ha derubricato il capo d’imputazione del collaboratore di giustizia, la cui attendibilità è riconosciuta sia dalla procura ordinaria che dalla Dda di Catanzaro, nel reato di acquisto di cose di sospetta provenienza e considerato che l’episodio per il quale era finito a processo risaliva al 31 maggio del 2013 nei confronti di Noblea, il giudice si è pronunciato favorevolmente per sopravvenuta prescrizione del reato. Nei suoi confronti l’accusa aveva avanzato richiesta di condanna a 1 anno e 3 mesi. Noblea venne fermato dai poliziotti dopo aver acquistato uno scooter che gli era valsa l’accusa di ricettazione. Nel corso dell’ultima udienza, prima della pronuncia del giudice,  è stato ascoltato l’operatore di polizia che aveva effettuato gli accertamenti tecnici irripetibili sul ciclomotore. Lo stesso imputato, infine, nel corso del processo aveva spiegato al giudice la sua versione dei fatti fornendo indicazioni sull’accusa che gli veniva mossa.





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