Ospedali da campo a Cosenza, sabato il sopralluogo dei medici militari

Gli esperti dell’esercito italiano valuteranno le aree messe a disposizione dal comune. L’emergenza sanitaria non si arresta, sono 3 le vittime nelle ultime 24 ore, due delle quali decedute nel pronto soccorso. L’Asp ha attivato la centrale operativa territoriale. Dura presa della Cgil che chiede le dimissioni immediate del commissario dell’azienda ospedaliera

COSENZA L’emergenza continua ad essere legata al reparto di pronto soccorso. Lì stazionano le barelle dei pazienti Covid che hanno necessità di cura. Alcuni riescono ad arrivare nei reparti, per altri si ferma lì la corsa della vita. Delle tre persone, decedute nelle ultime 24 ore,  la cui infezione ha fatto precipitare in modo irreversibile il quadro clinico due sono morte proprio nel reparto di pronto soccorso. L’arrivo dei nuovi medici e la creazione dei posti letto disposta dalla direzione sanitaria (qui la notizia) dovrebbero alleviare le sofferenze non solo del personale medico ma anche dei pazienti. In provincia di Cosenza dai tamponi effettuati dall’Asp emerge come siano 68 i nuovi casi positivi, ma a preoccupare sono il numero dei ricoveri. Sono in tutto 117 i pazienti dislocati tra l’ospedale civile dell’Annunziata, l’ospedale di Rogliano  e quello di Rossano. Nel reparto di rianimazione sono al momento in cura 16 pazienti, ma 6 di questi si trovano in terapia intensiva. Nonostante il numero dei casi attivi su tutto il territorio provinciale superi le 2mila unità, si assistono anche a dei timidi segnali di ripresa. I 39 guariti e curati a domicilio rappresentano l’unica ancora di speranza alla quale aggrapparsi.
OSPEDALE DA CAMPO A COSENZA La notizia più importante è l’arrivo imminente dei medici dell’esercito. Nella giornata di sabato 14 novembre, saranno effettuati i sopralluoghi per individuare tra i luoghi più idonei individuati dal comune di Cosenza quelli dove poter far sorgere l’ospedale da campo. La richiesta è stata avanzata nelle scorse ore dal sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, che ha interloquito con la Protezione Civile e gli altri responsabili del settore che dovranno poi materialmente realizzare l’area. Si tratterebbe di una situazione che mitigherebbe di molto i problemi dell’Annunziata e che alleggerirebbe il carico di lavoro a cui sono sottoposti i medici.
CENTRO OPERATIVO Come già anticipato dinnanzi ai componenti della commissione sanità di Palazzo dei Bruzi, dal commissario dell’Asp di Cosenza, Cinzia Bettellini (qui la notizia) dal prossimo 18 novembre sarà attiva al centrale operativa territoriale. Sarà attiva tutti i giorni, compresi quelli festivi, dalle 8 alle 20 e potrà essere contattata attraverso il numero unico 0984.835583. Il lavoro della centrale, sarà quello di raccogliere le istanze relative ai casi Covid o sospetti tali ed attivare gli operatori e i servizi più opportuni tra le Usca, le cure domiciliari integrate o nei casi più urgenti dell’intervento del 118. Il centro lavorerà anche come raccordo con i medici di medicina generale e pediatri di libera scelta.
LA CGIL A GAMBA TESA CONTRO IL COMMISSARIO PANIZZOLI La vicenda dell’emergenza sanitaria riguarda l’organizzazione della struttura tanto da un punto di vista medico quanto quello organizzativo. Si naviga a vista e per questo le sindacaliste della Cgil, Teodora Gagliardi e Franca Sciolino, chiedono le dimissioni del commissario Giuseppina Panizzoli. «Nulla è stato fatto in questi mesi da chi aveva la possibilità e la responsabilità di agire – scrivono- . È vergognoso e imbarazzante apprendere che l’Azienda ospedaliera di Cosenza aveva fondi per un ammontare complessivo di €2.850.500,00 già stanziati e disponibili per assumere il personale necessario a fronteggiare la pandemia da Sars Covid 2 e ne ha speso solo una piccola parte – €557.349,68 – lasciando il grosso delle risorse parcheggiate nel pieno di una emergenza sanitaria con una curva epidemica in continua ascesa». Il mancato utilizzo delle risorse per le due rappresentanti con delega alla funzione pubblica, apre un altro scenario e cioè quello che sia quanto più necessaria una operazione verità. «Adesso pretendiamo di sapere dove sono finite quelle risorse, perché non è stato potenziato il laboratorio di Virologia, per quale oscuro motivo risulta ancora inutilizzato il plesso ospedaliero del Mariano Santo benché da poco ristrutturato e messo a norma, perché non si è investito sul personale, in attrezzature e dispositivi di protezione pur sapendo quello che sarebbe successo – riportano nella nota -. Lo facciamo consapevoli che sono domande che rimarranno senza risposta così come senza risposta sono rimaste le istanze e le rivendicazioni, ma anche i suggerimenti e le proposte di collaborazione, che la Cgil  ha rivolto in questi anni alla direzione ospedaliera in un contesto di relazioni sindacali caratterizzate da ostilità e sarcasmo. Avremmo dovuto essere in grado di non ripetere vecchi errori: le numerose denunce delle organizzazioni dei lavoratori in difesa della salute dei cittadini e dei diritti dei lavoratori sono rimaste inascoltate e ora stiamo pagando le conseguenze di scelte che nulla avevano a che vedere con la medicina mentre molto avevano a che fare con una classe dirigente che ha utilizzato la sanità come merce di scambio elettorale su cui costruire carriere». Continua intanto lo stato di agitazione del personale sanitario, martedì’ 17 novembre ci sarà un vertice in prefettura per fare un punto della situazione.  (mi.pr.)





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