Iniziati i ricoveri all’ospedale militare di Cosenza -VIDEO

E’ stato affidato all’equipe medica militare un cinquantenne che dall’Annunziata è stato trasferito nelle tende allestite dall’Esercito Italiano. «Lavoriamo per alleggerire la situazione del pronto soccorso»

COSENZA Tempi di burocrazia e di organizzazione ampiamente rispettati. Allo scoccare della prima luce buia del mese di dicembre l’ospedale militare da campo attivato nella città di Cosenza è operativo e attivo in tutte le sue funzioni. Il primo paziente ad essere affidato alle cure dei medici che opereranno di base nelle tende sistemate alle spalle della stazione ferroviaria è un uomo cinquantenne. Occuperà uno dei quaranta posti messi a disposizione dall’Esercito Italiano per alleggerire la pressione che è stata registrata nelle ultime settimane nel pronto soccorso dell’Annunziata di Cosenza. «Da oggi daremo una mano alla struttura ospedaliera prendendo in cura i primi due pazienti nella nostra struttura – spiega il generale Roberto Nardone -». Si alleggeriscono i posti della degenza ospedaliera nella struttura dell’ospedale civile mentre già da una settimana i laboratori militari processano i tamponi molecolari eseguiti dall’Asp di Cosenza, che fin dall’inizio della pandemia ha potuto contare solo sul lavoro del laboratorio di virologia dell’ospedale. «Da otto giorni processiamo in totale centocinquanta tamponi» aggiunge il generale che si dichiara soddisfatto anche dei tempi che sono stati necessari per avviare la struttura a pieno regime. Prima che si desse il via libera ai ricoveri si è svolta una riunione operativa per dare formalmente avvio alle attività della struttura militare.
All’interno del campo lavorano 30 persone tra personale medico e infermieristico. In particolare un cardiologo anestesista direttore dell’ospedale, uno psichiatra, un patologo clinico, un immunologo ematico ma anche un ortopedico, un chirurgo toracico, un medico del 118, un radioterapista e un farmacista. Operativi anche 4 infermieri con esperienza nei reparti covid, 4 infermieri per area critica, due tecnici anestesisti, due strumentisti, due infermieri con esperienza di emergenza-urgenza, un infermiere di malattie infettive, un M.I.N.S. (Majour Incident Medical Management), un infermiere rianimazione, un infermiere per la sala operatoria, una osteopata, un soccorritore militare medevac e un istruttore BLSD (Basic, Life, Support, Defibrillation. «Come da accordo stipulato insieme con Asp e Ao avremo pazienti di bassa e media gravità. In questo momento cerchiamo di ridurre la pressione del pronto soccorso, arriveremo ad una capacità di 40 posti di degenza ordinaria, speriamo possa essere sufficiente per tutte le esigenze dell’ospedale. Siamo un team di 8 medici e 12 infermieri più operatori sanitari e logistici». (mi.pr.)





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