Gallo: «I boschi siano una risorsa per la Regione, non per la ‘ndrangheta»

L’assessore parla di pianificazioni e di riforme. «Abbiamo erogato 220 milioni di risorse derivanti dai Por e reperito i fondi per pagare i forestali». In tema elezioni si esclude dalla mischia («si decide a Roma, non ci vado spesso») e rilancia le azioni di Fi: «Occhiuto, Abramo, Limardo, Cannizzaro, Mangialavori, tutti candidati alla presidenza autorevolissimi»

LAMEZIA TERME Agricoltura, forestazione e comprato faunistico. Sui tre settori Gianluca Gallo vorrebbe lasciare una impronta di lavoro da concludere nella prossima legislatura regionale.
Durante il suo intervento al talk “20.20”, condotto da Danilo Monteleone e Ugo Floro, andato in onda mercoledì sera su L’Altro Corriere Tv, l’assessore regionale all’Agricoltura, al Welfare e alla Forestazione è sembrato avere le idee chiare.

ELEZIONI «Voteremo il 14 febbraio – dice Gallo al suo esordio – senza tentennamenti, senza rinvii così da poter ridare la parola ai calabresi, pandemia permettendo. In questo clima, dopo la morte del nostro grande presidente Santelli ed altre vicende che hanno interessato il Consiglio regionale, non potevamo far pensare ai calabresi che potevamo restare un giorno in più del previsto».
Tra i papabili alla presidenza, chiedono in studio, c’è anche il nome dell’assessore. «In effetti – risponde – siamo in ritardo nella scelta del presidente. Io non sono in lizza, sono assessore con deleghe importanti e sto cercando di lavorare al meglio per quei settori. Ho avuto anche un ruolo di cerniera nella maggioranza. E poi ci sono già autorevolissimi candidati come Roberto Occhiuto, Sergio Abramo, Maria Limardo, Ciccio Cannizzaro, Giuseppe Mangialavori, anche se ha già detto non voler essere il candidato. Le scelte – aggiunge – le fanno a Roma, dove non vado spesso, e non in Calabria; non avanzo richieste nonostante sia stato il primo eletto, non rientra nel mio essere. Le scelte, d’altronde, sono sempre state assunte dai partiti, non possiamo meravigliarci».
L’assessore all’Agricoltura si sbilancia e mette le mani avanti: «Ritengo che dal punto di vista programmatico abbiamo una marcia in più, dopo un anno di rodaggio, che è il miglior viatico possibile in vista dell’appuntamento elettorale. La coalizione esiste ed ha un punto fermo, la presidente Santelli ha lavorato bene anche in emergenza e credo che questo percorso ci venga riconosciuto».
Sugli stravolgimenti giudiziari in seno all’assise e la “transumanza” da uno schieramento all’altro, Gallo evidenzia come sia «scontato che ci debba essere pulizia nelle liste e nei candidati che si devono uniformare alle regole di natura etica, ma partendo dal principio costituzionale secondo cui ognuno di noi è innocente fino a sentenza passata in giudicato. Abbiamo rispetto per il lavoro della magistratura e più che di stravolgimenti giudiziari parlerei di stravolgimenti di natura etica e morale».

ARCEA E CALABRIA VERDE Accantonate le questioni politiche, Gallo affronta i “suoi” temi, partendo da Arcea e proseguendo con Calabria Verde. Nel mezzo sciorina i grandi risultati ottenuti in termini di risorse erogate al comparto agricolo.
«Abbiamo delle criticità su Arcea che stiamo risolvendo con il Ministero delle Politiche agricole e l’Ue. Abbiamo confermato il commissario Del Castello perché il mondo agricolo è soddisfatto del suo lavoro. Dal 18 marzo, giorno del mio insediamento e fino al 20 dicembre erogheremo su un Por da 1,1 miliardi la quota di 220 milioni, in nome mesi. Rappresentano la risposta ai problemi di liquidità delle aziende calabresi. Abbiamo sbloccato una marea di pratiche che erano rimaste incagliate e i 220 milioni sono fatti concreti. A tutela di Arcea, ancora, abbiamo messo in campo tutta una serie di azioni come la convenzione con Arsac che invierà una decina di dipendenti a supporto senza ulteriori costi; avvieremo nel piano del fabbisogno la selezione dei dirigenti e concluderemo la stabilizzazione iniziata dalla precedente amministrazione».
Sul caso Mariggiò, senza peli sulla lingua, Gianluca Gallo riferisce di «non aver mandato via nessuno, perché l’ex commissario di Calabria Verde si è dimesso per due volte. E quando alcuni consiglieri regionali del Pd hanno presentato un suo ripensamento, a quel punto la giunta regionale ha dovuto prendere atto dei suoi tentennamenti, agendo di conseguenza, perché non sussistevano più i presupposti fiduciari. Abbiamo, quindi, nominato un commissario interno per un anno. Un dirigente che proviene dalla Forestazione, col quale, insieme siamo riusciti a uscire fuori da situazioni molto difficili».

FORESTAZIONE Ovvero «il pagamento degli stipendi forestali. Ci siamo riusciti – spiega ancora l’assessore – con una serie di operazioni che ci hanno consentito di reperire le risorse necessarie e con quelle abbiamo pagato il mese di settembre, stiamo pagando in questi giorni ottobre, l’Inps anticiperà quello di novembre, il 20% di integrazioni e la tredicesima. Ho chiesto ai dirigenti regionali dell’Istituto se sia possibile erogare anche il mese di dicembre entro la fine dell’anno».
Tra gli argomenti, analizzati durante l’ultima puntata di “20.20” anche la riforma del comparto. «Durante quest’anno – afferma ancora Gianluca Gallo – mi sono dedicato molto all’agricoltura e meno alla forestazione. Con Mariggiò ci siamo visti pochissime volte e pur rispettandole è capitato che non condividessi alcune sue scelte. Vorrei ricandidarmi e fare l’assessore proprio con le stesse deleghe perché mi sto appassionando alla forestazione: può avere prospettive enormi. Il settore si è sempre pensato in modo assistenziale. La forestazione con la filiera bosco-legno, che non è mai stata utilizzata in questa Regione che vanta 80mila ettari di boschi, può essere volano di sviluppo, purché sia utilizzato per fini generali e non per pochi e in particolare della ’ndrangheta. Alcune riforme vanno fatte – insiste l’assessore regionale – come quelle per il settore venatorio. Prima di andare via vorrei lasciare un lavoro già improntato e poi nel giro di qualche mese agire su una pianificazione, come i piani agricolo, forestale e faunistico, che non c’è mai stata».
Rispetto ai tagli delle risorse al comparto, Gianluca Gallo conclude specificando che «la pubblica amministrazione ha contratto degli impegni e non può tagliare 40 milioni di contributi. Per gli anni 2021 e 2022 il contributo previsto dal governo è di 90 milioni, per il 2023 è zero. Ho chiesto, quindi, a tutti i parlamentari calabresi di impegnarsi a dovere per difendere questo comparto attraverso il ripristino del contributo a 130 milioni di euro, per avere la possibilità di pianificare con serenità e non con il terrore di non riuscire a pagare gli stipendi. La presidente Santelli aveva già scritto al presidente del Consiglio dei ministri ed anche io ed il presidente Spirlì ci siamo rivolti al Ministero delle Politiche agricole».





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