Tridico: «La sede Inps di Rossano non chiuderà»

Il presidente dell’ente di previdenza in visita alla sua Scala Coeli ha rassicurato sul futuro della sede: «Nessun taglio»

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO Tutte le sedi Inps del sud Italia non subiranno ridimensionamenti. In sostanza è questo il pensiero del presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, manifestato nei giorni scorsi durante una sua visita a Scala Coeli, suo comune natìo, a pochi chilometri da Rossano.
Dopo l’accoglienza in “pompa magna” da parte della comunità locale, il professor Tridico ha rassicurato tutti, in special modo la delegazione dei dipendenti dell’agenzia complessa Inps di Corigliano Rossano, già declassata da agenzia sub-provinciale, interessata – sulla carta – fino a pochi mesi fa da poderosi tagli del servizio, come ad esempio il centro medico legale che avrebbe costretto gli utenti della Piana di Sibari a doversi recare a Cosenza per un banale certificato di malattia. Un piano che il predecessore di Pasquale Tridico, Tito Boeri, stava portando a termine, non considerando affatto la complessità del territorio e i quasi quaranta comuni serviti dalla sede Inps di Rossano.
Tridico a Scala Coeli ha spiegato di voler far visita a tutte le sedi Inps del Meridione – nei giorni scorsi è già stato a Crotone ed anche lì ha tranquillizzato che la sede pitagorica non sarà ridimensionata – anche perché ritiene che le strutture dell’ente previdenziale svolgono sui territori dei compiti altamente sociali.
Nel suo comune, alla presenza di tanti concittadini, di molti sindaci e delle forze sociali del Basso Jonio, il presidente dell’Inps ha dichiarato che la sede di Corigliano Rossano sarà potenziata nelle sue mansioni, proprio per i tanti servizi che offre alla popolazione, perché strategica in una città di ottantamila abitanti, nata dalla fusione che Tridico ha monitorato e seguito nei mesi precedenti alla conclusione del processo, approfittando dei rapporti con il Comitato delle 100 associazioni per la fusione e con l’ex sindaco di Scala Coeli, Enrico Iemboli, importante componente del comitato stesso.
Insomma, il presidente dell’Istituto nazionale di previdenza sociale, che ha seguito – passo passo – tutto l’iter e la legge regionale “Graziano” che di fatto ha istituito la “nuova” città, da conoscitore della Sibaritide e delle sue problematicità, mai avrebbe avallato l’ennesimo schiaffone alla sua regione. (redazione@corrierecal.it)







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