La Cgil: «L’emergenza rifiuti è colpa della Regione»

Il sindacato critica la scelta di conferire i rifiuti a Cassano: «Un atto irrispettoso. Urge scegliere un secondo sito su cui allocare il cosiddetto “ecodistretto”»

CASSANO ALLO JONIO «Emergenza rifiuti: è colpa della Regione. Ora è il momento della responsabilità». A sostenerlo è Giuseppe Guido, segretario generale comprensoriale della Cgil Pollino Sibaritide Tirreno che esprime solidarietà nei confronti della comunità di Cassano all’Ionio «vittima della ennesima scelta scellerata della Giunta regionale».
«Riaprire una discarica a Cassano all’Ionio per nascondere l’incapacità politica del non aver attuato il Piano Regionale di gestione dei rifiuti, aggiornato nel 2016 – prosegue – è, infatti, un atto irrispettoso e che allo stesso tempo certifica il fallimento delle politiche regionali. Nel denunciare questa chiara colpevolezza politica, siamo a chiedere alle istituzioni calabresi coinvolte, e in particolare alla comunità d’ambito della provincia di Cosenza, di adoperarsi per definire, una volta per tutte, il piano di gestione dei rifiuti. Il sistema della raccolta differenziata, rispettando le indicazioni comunitarie, come modello culturale prima ancora che gestionale, con la conseguente individuazione dei siti su cui allocare gli impianti di selezione e trattamento, tenendo conto delle migliori tecniche disponibili e del rapporto tra i costi ed i benefici complessivi, è una scelta che condividiamo. Nella provincia di Cosenza, perciò, urge definire immediatamente l’individuazione del secondo sito su cui allocare il cosiddetto “ecodistretto”, considerata l’autorizzazione già in essere di analogo impianto nella città di Corigliano Rossano, utilizzando, a nostro parere, il principio inderogabile della “prossimità” dell’impianto con le aree urbane in cui si produce il più alto quantitativo di rifiuto da cui recuperare frazioni riciclabili. Una scelta logica e di democrazia quella che chiediamo facciano le istituzioni locali e che tenga conto anche del minor impatto ambientale che una tale scelta comporterebbe in termini di inquinamento prodotto dal transito dei veicoli atti al trasporto dei rifiuti».
«Una scelta – conclude Guido – che abbatterebbe costi e che sarebbe rispettosa, oggi, dei deficit strutturali delle infrastrutture viarie della nostra provincia».







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