Troppi aspiranti candidati costringono la Sibaritide ad un gioco al massacro

Le ambizioni personali potrebbero indebolire l’assetto politico di un territorio che cerca ancora la sua stabilità ed ha bisogno di far sentire la sua voce. Si parla di decine di pretendenti al consiglio regionale in liste di colore politico diverso, nel momento in cui Corigliano Rossano si divide in mille rivoli e il governo Stasi potrebbe non riuscire più a fare squadra

Consiglio regionale

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO
La “vigilia” non è delle migliori. A distanza di qualche settimana dalle elezioni regionali, dalla Sibaritide non sembrano giungere buone notizie. Troppi, tanti candidati faranno il gioco di altri territori e come sempre la Piana si presenterà ai nastri di partenza col cappello in mano.
Si mormora di qualche decina in tutto, forse all’interno di dinamiche e perversi giochi al massacro e di indebolimento territoriale, perché le troppe – comunque sacrosante e legittime – ambizioni personali cozzano con gli interessi del nord-est calabrese che praticamente mai è riuscito ad esprimere più rappresentanti in Consiglio regionale, in barba ai suoi 220 mila abitanti.
Mentre alle grandi manovre tutte le formazioni politiche continuano a pescare a piene mani nella Piana, nessuno fa squadra, compresa – a quanto pare – l’amministrazione comunale di Corigliano Rossano, città guida della Sibaritide, nonostante i buoni propositi del sindaco Flavio Stasi, disponibile a sostenere solo idee e proposte “per” il territorio.
Perché potrebbero essere anche due le espressioni del governo cittadino a candidarsi a consigliere regionale, il che sconquasserebbe, appunto, quell’idea di squadra del sindaco. Il destino di questa terra è legato da un sottilissimo fil rouge alla sua rappresentatività in assise regionale nei prossimi cinque anni e per questo i due “filogovernativi”, insieme ad almeno altre quattro candidature cittadine, sembrano essere francamente troppe anche per una città di 80mila abitanti, senza considerare diversi altri aspiranti che si getteranno nella mischia da Alto e Basso Jonio. E ci sarà da sgomitare se i concorrenti saranno – e lo saranno – pezzi da 90 come Gianluca Gallo ed il sindaco di Crosia, Antonio Russo, col centrodestra e Franco Mundo, primo cittadino di Trebisacce, col Pd, su tutti.
Ma mentre “in casa” è praticamente certa la candidatura del consigliere di maggioranza Domenico Rotondo, che si iscriverà alle liste di Tansi, il secondo posizionamento sulla scacchiera non sembra essere del tutto definito perché i ben informati indicano un vicesindaco Claudio Malavolta molto combattuto nel cedere alle lusinghe del suo amico Mario Oliverio, con il quale si è già candidato nel 2014 nella lista “Oliverio Presidente”, ottenendo 768 consensi.
Rotondo e Malavolta andrebbero, così, a “pogare” nella sola agorà di Corigliano Rossano con chi è già in campagna elettorale da un pezzo come Aldo Zagarese (Pd), Ernesto Rapani (FdI) e Giuseppe Graziano (Cci), non di certo amiconi di Stasi&company.
Fosse così, il sindaco Stasi potrebbe anche sentirsi in imbarazzo e manifesterebbe di non avere il completo controllo delle sue truppe, con due uomini fidati esposti su versanti politici contrapposti, a meno che non si tratti della tattica della “pastura”.
Si vedrà. (l.latella@corrierecal.it)





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