Stop ai lavori sul Crati, l’occupazione della ss 106 proseguirà ad oltranza – VIDEO

A Corigliano Rossano gli abitanti di Ministalla e Thurio protestano ad oltranza per il fermo al cantiere sull’argine pericoloso. «Tutti bravi a fare le passerelle e poi?» Abate: «I lavori potrebbero ripartire già da domani» ma alle parole non crede più nessuno. «Non vogliamo più rischiare la vita, rimarremo qui anche stanotte»

CORIGLIANO ROSSANO Disperati, ma anche inviperiti per i lavori sull’argine che non avanzano. Stamattina gli abitanti di Thurio e Ministalla, le contrade di Corigliano Rossano a ridosso del fiume Crati, sono scesi in “strada” e precisamente sulla ss 106, occupandola per protesta.
Il segnale è chiaro: sensibilizzare l’opinione pubblica per i drammi che si vivono quando il Crati esonda – e negli ultimi anni sono stati diversi gli episodi, in ultimo quello del novembre 2018 – e protestare contro chi non sta facendo rispettare la tempistica dei lavori di ripristino dell’argine destro che lunedì scorso ha mostrato altri segnali di cedimento.
L’acqua del fiume, infatti, nelle prime ore di lunedì ha iniziato a infiltrarsi in una falla sotto l’argine stesso, nei muri di contenimento, andando a riversarsi negli agrumeti adiacenti.
Solo il pronto intervento dei vigili del fuoco e dei proprietari ha evitato il peggio, in una giornata in cui soltanto in un secondo momento sono giunti sul posto prima i mezzi del consorzio di bonifica e poi della ditta che sta eseguendo i lavori appaltati dalla regione di rinforzo dell’argine.
Da quel momento, però, scampata l’emergenza, i lavori si sono fermati ed i residenti si chiedono perché.
E per protesta questa mattina hanno deciso di bloccare la statale 106 all’altezza del bivio di Thurio, creando non pochi disagi alla circolazione veicolare.
«Siamo esasperati – tra le testimonianze – e tutti se ne lavano le mani. Tutti bravi a fare le passerelle quando si verificano le emergenze e poi basta. La Regione ha finanziato i lavori, hanno aperto il cantiere, lavorato due giorni e poi sono tutti spariti. Adesso basta, siamo esasperati e rimarremo qui ad oltranza, fin quando non ci diranno cosa sta succedendo».
Lunedì scorso, avevano raggiunto l’area più critica dell’argine del Crati, la senatrice dei 5stelle, Rosa Silvana Abate, il referente della Protezione civile regionale, Folino Gallo ed il sindaco Flavio Stasi che anche questa mattina ha raggiunto i manifestanti.
Al bivio di Thurio sono determinati. I residenti delle contrade Thurio e Ministalla continueranno ad occupare la 106 fin quando non riceveranno rispose certe e concrete.

«LAVORI GIÀ DA DOMANI» (FORSE) Traffico in tilt per decine di chilometri dal bivio di Thurio, dove i residenti di Ministalla e Thurio hanno bloccato la ss 106. Sull’argomento è intervenuta la senatrice Abate che proprio in mattinata ha scritto alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Cosenza, Catanzaro e Crotone perché «pare – ha detto – che la partenza dell’intervento di rifacimento dell’argine, fermi da molti giorni, dipenda da loro».
La rappresentante pentastellata ha raccontato di aver partecipato ieri ad una riunione tenutasi in Prefettura: «Il responsabile unico del procedimento (sui lavori, ndr) – ha riferito ancora la senatrice – individuato dalla Regione ha detto che i lavori, una volta arrivato il placet al curriculum e trovato l’accordo con la Soprintendenza, potrebbero partire domani stesso».
Insomma, la situazione potrebbe sbrogliarsi, per come ha sostenuto la Abate, nella giornata di mercoledì.

«NOI LA VITA NON LA VOGLIAMO RISCHIARE PIÙ» «Continueremo a protestare e rimarremo qui tutta la notte. Troppe volte ci hanno preso in giro e noi la vita con la zappa in mano come accaduto lunedì scorso non la vogliamo rischiare più. Ci hanno detto che le “carte” sono già state firmate ma noi non ci crediamo fin quando non riprenderanno i lavori di consolidamento dell’argine. Se è vero che hanno firmato, avrebbero potuto riprendere a lavorare anche oggi pomeriggio ed invece nulla. Noi da qui non ci muoviamo». È quanto racconta al Corriere della Calabria, in serata, Mario Oliveto, uno dei residenti.
La protesta, dunque, non si spegnerà fin quando le ruspe non torneranno sull’argine. (lu.la.)







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