Promenzio: «Stasi ritiri le deleghe al vicesindaco Malavolta»

Dopo la riunione dell’Autorità portuale, il leader di Civico e Popolare manifesta pubblicamente solo i primi malesseri pubblici di Corigliano Rossano verso la giunta

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO Poco più di otto milioni per la banchina croceristica (contemplata  nel Piano Operativo Triennale dell’Autorità portuale per lo scalo coroglianorossanese), ed un tavolo tecnico su alaggio e varo delle imbarcazioni, magari in attesa del dissequestro del cantiere nautico che costringe gli armatori di una delle più grandi flotte pescherecce del Mediterraneo – quella di Schiavonea – a navigare fino alle Marche per una riparazione.
Sono questi gli spunti maggiori che l’amministrazione comunale di Corigliano Rossano è riuscita a “strappare” all’ente portuale di Gioia Tauro. Un risultato che in molti definisco come “minimo sindacale” per uno scalo che meriterebbe e necessiterebbe di ben altra considerazione.
Sull’argomento “batte”, da sempre, Gino Promenzio, già candidato a sindaco, oggi fra i leader dell’opposizione al governo Stasi. Dopo aver sollecitato il sindaco con tutta una serie di argomentazioni, fra tutte proprio quelle “ottenute” a Gioia Tauro l’altro ieri, il capogruppo di Civico e Popolare ritorna – perché lo ha già fatto durante i primi consigli comunali – a chiedere le dimissioni del vicesindaco, con delega allo Sviluppo economico, al Porto e Zes, Claudio Malavolta.
Il gruppo consiliare ed il movimento politico ringraziano «pubblicamente, con lo spirito dell’opposizione costruttiva a cui teniamo fede il sindaco Stasi per aver finalmente portato all’attenzione del Comitato Portuale di Gioia Tauro le istanze più complete riguardanti il futuro del nostro porto e quelle della Zes, occasione di sviluppo per tutto il territorio che rischia concretamente di sfumare». La soddisfazione piena di Civico e Popolare è per il fatto che Stasi abbia fatto sue le problematiche e le soluzioni «proposte da noi e più volte prospettato nel programma elettorale, in consiglio comunale attraverso gli interventi del capogruppo Gino Promenzio, frutto di lunghe analisi ed elaborazioni».
Ma poi è il capogruppo a rincarare la dose. «Anche io ringrazio Stasi – aggiunge l’ex candidato a sindaco – per aver presieduto personalmente, come ho sempre chiesto, alla riunione dell’Autorità portuale e non delegando mezze figure politiche, così da evitare alla città un deficit di autorevolezza che avrebbe rappresentato l’ennesima ferita insanabile».
Secondo Promenzio, proprio le presenze in prima persona del sindaco a Gioia Tauro «di fatto – è l’affondo – esautorano politicamente l’assessore al porto e Zes Malavolta, che svolge tale funzione con il denaro pubblico previsto per questa carica».
Gino Promenzio in conclusione si aspetta che «dette deleghe gli vengano anche formalmente ritirate, alla luce, inoltre, della totale evanescenza del suo operato amministrativo a partire dall’ormai lontano insediamento della giunta Stasi».
Quella di Promenzio, insomma, sembra essere solo la prima sortita pubblica mossa alla squadra di governo che sostiene Stasi. E ad “ascoltare” la città non è il solo malessere percepito. (l.latella@corrierecal.it)

 





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