Corigliano Rossano, due casi di meningite in 15 giorni – VIDEO

Un 50enne e un 72enne sono stati registrati al Pronto soccorso di Rossano. Il primario Straface tranquillizza: «Casi non contagiosi, sul secondo diagnosticato un batterio che si trasmette all’uomo da bovini e caprini. Necessari i controlli sulla macellazione»

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO Dopo quello diagnosticato a Reggio Calabria, altri due casi di meningite sono stati riscontrati a Corigliano Rossano. Il primo quindici giorni fa: un 50enne del luogo recatosi al pronto soccorso di Rossano con forti mal di testa e disorientamento è stato prima ricoverato in neurologia a Corigliano per poi essere trasportato presso l’Annunziata di Cosenza dove è stata diagnosticata una meningite tubercolare. L’uomo è già stato dimesso.
Il secondo caso è stato registrato tre giorni fa. Questa volta un uomo 72 enne si è presentato sempre al pronto soccorso di Rossano – che serve tutta la Sibaritide – lamentando forte cefalea ed un irrigidimento della colonna vertebrale e della nuca. Sintomatologia che ha spinto i medici ad effettuare una Tac che ha confermato il caso di meningite. A tutt’ora l’uomo si trova anch’egli ricoverato presso l’Hub, l’Annunziata di Cosenza dove solo ieri sera è stata diagnosticata la tipologia di menigite, scatenata a quanto pare da un batterio presente negli alimenti.

«CASI NON CONTAGIOSI» Intanto il primario del pronto soccorso dell’ospedale di Rossano, Natale Straface, tranquillizza tutti. «Abbiamo registrato due casi di meningite non diffusiva, non contagiosa – ha spiegato in proposito –. Si tratta di infezioni legate ad altre patologie già presente nei pazienti, quindi non c’è stata necessità di attivare una task force a tutela di cittadini e operatori».
«Sul 50enne si tratta di una complicazione correlata ad una malattia già accusata dal paziente. Il secondo caso riscontrato tre giorni fa riguarda una complicazione per un’infezione alimentare, diagnosticata solo ieri sera. Si tratta di un batterio che colpisce i bovini e i caprini, trasmessa all’uomo dall’ingestione di carne cruda, latte non pastorizzato, verdure non lavate bene. Per questi casi non esiste – ha tranquillizzato Straface – il contagio fra pazienti, ma è necessario rintracciare la causa che ha determinato l’infezione perché casi analoghi a questi, come in Spagna quest’estate, hanno avuto decorsi endemici. Sono necessari, dunque, controlli sulla macellazione». (l.latella@corrierecal.it)





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