Mense di Corigliano Rossano, dipendenti (disperati) in sciopero

I lavoratori che erogano circa 1300 pasti al giorno nelle scuole di Corigliano Rossano hanno incrociato le braccia. I sindacati manifestano grande preoccupazione. I 33 addetti sono «disperati». Situazione precaria anche in ospedale

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO Tre mesi senza stipendio, comprese le grame festività natalizie, passate in ristrettezze economiche. È quanto lamentano i dipendenti della Siarc di Corigliano Rossano, l’azienda che gestisce le mense scolastiche cittadine, circa 1300 pasti giornalieri per la refezione delle scuole a tempo pieno.
I lavoratori hanno deciso si scendere in “piazza” a seguito dell’esito di una riunione che si sarebbe dovuta tenere ieri in comune alla presenza dell’amministrazione comunale, dei sindacati e della stessa azienda che però non si è presentata. Da qui la decisione dei lavoratori di astenersi dal lavoro.
Al loro fianco il sindacalista della Cgil Andrea Perrone e quello della Uil Luciano Campilongo, ma anche il consigliere comunale di minoranza, già candidato a sindaco, Gino Promenzio.
«I lavoratori – spiega Ferrone – hanno deciso di incrociare le braccia dopo le dovute comunicazioni. Si tratta di lavoratori che da trent’anni svolgono questo lavoro, prima nelle mense del comune di Rossano ed oggi nel comune di Corigliano Rossano e scioperano perché l’azienda non sta provvedendo al pagamento degli stipendi».
Il sindacalista della Cgil si dice molto preoccupato perché «l’appalto è partito da poco e l’azienda già denuncia una situazione di criticità di pagamenti, che ha erogato solo per i primi dieci giorni di lavoro, ovvero dal 21 al 31 di ottobre. Mancano all’appello novembre, dicembre e tredicesima ed i lavoratori monoreddito e part time vivono in una situazione di disperazione. L’amministrazione ha convocato un incontro al quale l’azienda non ha inteso partecipare. Siamo dispiaciuti che ai bambini non sia garantito il regolare pasto questa mattina ed auspichiamo che l’ente convochi un’altra riunione al più presto, alla presenza della ditta per provare a risolvere la questione».
Molti genitori, qualcuno al fianco dei lavoratori, da tempo lamenta il mancato rispetto del capitolato d’appalto.  «Polemiche e preoccupazioni che abbiamo registrato anche noi – ha aggiunto Andrea Ferrone –. Chiederemo all’azienda di sapere qual è la situazione dell’appalto, con verifica dell’Asp e sostenibilità nel rispetto dei genitori che pagano il ticket».

Per i lavoratori della mensa dell’ospedale spoke di Corigliano Rossano, ancora, «la situazione è ancora più complicata perché va indietro negli anni. L’azienda è la stessa, i ritardi si sono accumulati e i lavorati sono in grandi difficoltà. La differenza con le mense scolastiche è che mentre da una parte il comune ha sottoscritto la convenzione, per l’ospedale l’ente appaltante, ovvero l’Asp, è commissariata. Il nuovo commissario si insedierà lunedì e nello stesso giorno chiederemo all’Azienda sanitaria provinciale di far fronte al problema».
In tutto questo è disperazione vera fra i lavoratori. «Ci siamo fermati – spiega una delle addette alle mense scolastiche – perché la Siarc non ha intenzione di pagare gli stipendi e non possiamo andare avanti in questo modo nei prossimi tre anni. L’azienda si passi una mano sulla coscienza, perché sta rovinando trentatré famiglie. Siamo alla disperazione, questa mattina mia figlia non è andata a scuola perché non potevamo permetterci la spesa del trasporto. L’amministrazione si sta impegnando la ma l’azienda non ne vuole sapere».
La lavoratrice infine, mette il dito nella piaga. «Lavoriamo sei mesi all’anno e la legge non ci permette di beneficiare della disoccupazione e della cassa integrazione negli altri sei mesi. Ci dica la Siarc come fare e come giustificarci con le banche, per le bollette e con i figli a cui offrire il minimo indispensabile». (l.latella@corrierecal.it)





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