Rifiuti, inizia la crisi anche nella Sibaritide ed in tutta la provincia di Cosenza

I gestori degli impianti di smaltimento sono senza contratto. Conferimenti nelle discariche col contagocce mentre le risorse dell’Ato sono bloccate a Cosenza. Dopo Stasi anche i sindaci di Trebisacce e Acquappesa lanciano l’allarme

CORIGLIANO ROSSANO Lo spauracchio che possa tornare a verificarsi l’emergenza ambientale è dietro l’angolo.
Un po’ ovunque a Corigliano Rossano – termometro per l’intera Sibaritide – iniziano a vedersi cumuli di spazzatura per le strade e pur con i “miracoli” e le buone intenzioni del servizio di raccolta e dell’impianto di smaltimento di Bicita, l’emergenza è dietro l’angolo. Perché l’Ato di Cosenza al momento non è in grado di sottoscrivere i nuovi contratti con i gestori di discariche e smaltimenti. Come nel caso di Bucita, appunto, dove opera la Ekrò che ha rallentato, e di molto, i conferimenti. A contratto scaduto dal 31 dicembre e senza ricevere rassicurazione alcuna su quanto potrà verificarsi nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, per evitare l’interruzione di pubblico servizio presso l’impianto di smaltimento di rifiuti rossanese vengono conferiti uno o due mezzi al giorno e col contagocce. Troppo pochi, ovviamente, rispetto alle 80 tonnellate pro die previste a regime.
La società di igiene urbana, la Ecoross, intanto, ha tutti i mezzi in cantiere colmi di immondizia – e per sopperire all’emergenza vengono utilizzati anche automezzi destinati ad altri servizi – raccolta in città e in attesa di essere smaltita. A Corigliano e Rossano sono impiegati circa venti autocompattatori di grossa portata ed una trentina più piccoli.
Situazione simile a Bucita si starebbe verificando anche a Calabria Maceri, dove vengono conferite porzioni di umido derivanti dalla differenziata. Una boccata d’ossigeno, frattanto, potrebbe essere la messa in funzione della discarica di Cassano per la quale pare siano necessari alcuni giorni di lavori.
Nel frattempo, contrattualmente, è tutto bloccato. Perché l’Ato, pur potendo gestire in teoria delle risorse economiche assegnate dalla regione, comunque “bloccate” al comune di Cosenza a causa del dissesto finanziario, non possono farlo perché prive di personalità giuridica per sottoscrivere contratti, come spiegato dal sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi, alcuni giorni fa.
Come un cane che si morde la coda, dunque, l’allarme vero è già iniziato, anche se c’è chi ipotizza tra gli addetti ai lavori – discesa della regione in campo a parte, come auspicato da Stasi che l’altro giorno ha criticato l’atteggiamento del presidente dell’Ato di Cosenza, il sindaco di Rende, Marcello Manna – che la matassa si possa sbrogliare anche solo con un impegno di spesa, una “promessa” ai gestori di impegnare le risorse appena libere dal giogo del bilancio cosentino.

«INDISPENSABILE UN INTERVENTO IMMEDIATO E RISOLUTIVO DELLA REGIONE» «È indispensabile un intervento immediato e risolutivo da parte della Regione Calabria, dato che l’attuale emergenza rifiuti sta creando non solo disagi quotidiani ai cittadini e al territorio, ma, allo stesso tempo sta minando le basi di un progetto e di un percorso rivolto ad una scelta ambientale, portata avanti con impegno e sacrificio dai territori». È quanto evidenzia anche il sindaco di Trebisacce, Franco Mundo.
«La nostra isola ecologica è satura – ha dichiarato il delegato all’Ambiente Franz Apolito –. Sono pieni i cassettoni di contenimento, sono pieni i camion. Nei prossimi giorni, con gran probabilità, non potremo ritirare l’umido e non sarà possibile ritirare l’indifferenziata, perché le discariche, in funzione di una situazione di stallo con la Regione Calabria, di cui non siamo minimamente responsabili, non ci fanno conferire. Nonostante la disponibilità della ditta gestore dell’appalto di raccolta differenziata, Ecoross di Rossano-Corigliano, che ringraziamo, il problema sussiste ed è grave. Riceviamo decine di telefonate ogni giorni da parte di cittadini in difficoltà e possiamo limitarci a fornire spiegazioni ma non soluzioni. Il problema va risolto subito».

«SI RISCHIA L’EMERGENZA SANITARIA IN CALABRIA» «Purtroppo la problematica è davvero seria,  urge al più presto individuare una soluzione definitiva, altrimenti si potrebbe configurare il serio rischio di un’emergenza sanitaria a livello regionale».
Anche il sindaco di Acquappesa, Francesco Tripicchio, dopo le denunce di Stasi, configura una situazione preoccupante. «Per questa settimana, grazie alla disponibilità della ditta responsabile della raccolta nel nostro Comune e, soprattutto, alla disponibilità della società che gestisce gli impianti autorizzati dalla Regione Calabria, siamo riusciti a trovare una soluzione temporanea.
Ci siamo recati personalmente presso la sede della società gestore degli impianti – scrive il primo cittadino su Facebook – e, nonostante questa sia in credito di diversi milioni di euro da parte degli enti comunali e sovracomunali, ha dimostrato disponibilità nei confronti del Comune di Acquappesa, probabilmente anche perché il nostro comune ha provveduto a suo tempo al pagamento di quanto concordato» (l.latella@corrierecal.it)





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