Disinsabbiamento canale Stombi, chiesto il processo per Papasso. Il sindaco: «Sono sereno. Ho rispettato la legge»

La Procura di Castrovillari ha invocato il rinvio a giudizio del primo cittadino di Cassano e di altri 7 imputati. Sono accusati a vario titolo di turbativa d’asta, truffa aggravata e falso in atto pubblico in relazione alla modalità dei lavori effettuati nel porto-canale. E lui si difende: «Ho utilizzato convenzioni identiche a quelle adottate in tutta Italia»

CASSANO IONIO La Procura della Repubblica di Castrovillari ha chiesto il rinvio a giudizio per il sindaco di Cassano allo Ionio Gianni Papasso, e per altre sette persone – tra tecnici, ex dipendenti del Comune, il presidente del Consorzio di Bonifica di Trebisacce e un imprenditore – sulla questione dello “Stombi” e cioè sulle modalità dei lavori di disinsabbiamento del canale.
Il giudice dell’udienza preliminare Chiara Miraglia, vista la richiesta di rinvio del pm Angela Continisio, ha fissato l’udienza preliminare per il 26 marzo prossimo. Gli imputati, accusati a vario titolo di turbativa d’asta, truffa aggravata, falso in atto pubblico, falsità ideologica, oltre a Papasso, sono il presidente del Consorzio di Bonifica di Trebisacce Marsio Blaiotta, il responsabile tecnico del tempo dello stesso Consorzio Biagio Cataldi, e i tecnici e dipendenti del tempo del comune Nicola Bruno, Mario Innocenzo Rummolo, Francesco Garofalo e Francesco Sarubbo e l’imprenditore Giuseppe Borrelli.
PAPASSO: «SERENO, MI SONO MOSSO NEL RISPETTO DELLA LEGGE» «Come era prevedibile è stato chiesto il rinvio a giudizio». Così Gianni Papasso, sindaco della Città di Cassano All’Ionio, ha commentato la notizia della richiesta di rinvio a giudizio per i reati contestati, insieme ad altre sette persone, da parte della magistratura inquirente castrovillarese in riferimento alla questione del Canale Stombi. «Per il dragaggio del canale e per la navigabilità negli anni 2015/2017 – ha riferito – mi viene contestata esclusivamente la scelta del contraente. In sostanza, viene contestata la convenzione che il comune di Cassano, nel luglio 2015, sottoscrisse con il consorzio di bonifica di Trebisacce».
«Convenzioni identiche – ha sottolineato – sono state sottoscritte e realizzate in tantissime parti d’Italia e non è successo niente, nessuno scandalo. Addirittura, ha aggiunto, esiste un protocollo-accordo, sottoscritto nel 2010, tra Anci (associazione nazionale comuni italiani) ed Anbi (associazione nazionale bonifiche italiane), per favorire la collaborazione tra gli enti, proprio mediante convenzioni».
«Mi sono mosso e ho operato – ha affermato Papasso – nel rispetto delle leggi, delle regole e nell’ambito del suddetto protocollo. Ho cercato di soddisfare interessi generali e non certamente interessi particolari. L’unico obiettivo era e continua ad essere la navigabilità dello Stombi e, di conseguenza, il rilancio dell’importante complesso turistico dei Laghi di Sibari.»
«Nessuno interesse economico e/o elettoralistico – ha tenuto a precisare il sindaco – mi ha mai condizionato. Dopo l’inchiesta la situazione del canale è stata: anno 2018 completamente e per tutto l’anno chiuso; anno 2019 aperto ad agosto inoltrato, dopo avere speso una ingente somma, non completamente utilizzabile dalle imbarcazioni a vela; anno 2020 tutt’ora chiuso. Al contrario negli anni della convenzione (2015/2017) il canale è stato quasi sempre aperto, con l’esclusione dei mesi invernali».
«Ho fiducia nella giustizia – ha ribadito – mi difenderò nelle sedi deputate. Sono sereno. La mia coscienza è assolutamente tranquilla. Aria netta non ha paura dei tuoni! La vicenda non mi distrae dall’impegno di sindaco e dai problemi della mia amata comunità. Il mio impegno per la soluzione della problematica dello Stombi e dei Laghi di Sibari, ha concluso Gianni Papasso, continuerà ancora con maggiore determinazione».







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